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Credo
che tutti abbiamo assistito alla "rivolta" cinese a Milano. Credo
che molti, come me, abbiano provato un senso di vivo fastidio nel
vedere sventolare bandiere della Repubblica popolare cinese, con
cartelli inneggianti alla libertà. Cioè i cinesi inneggiano a quella
bandiera, sotto la quale si è compiuta la strage di
Tien a Men. In Cina, sotto il comunismo, si è compiuta una
liberalizzazione selvaggia del mercato che è privo di regole, con i
lavoratori che non hanno alcun diritto.Nel contempo esiste
un'assoluta mancanza dei diritti individuali con il dissenso che
viene represso con la forza, la galera, spesso la condanna a morte.
Pur con tutti i mali dell'Italia, chiedere libertà qui rispetto a
quella che avrebbero loro in Cina è davvero paradossale.
Quella rivolta in Cina sarebbe finita in un bagno di sangue. Qui
invece possono protestare garantiti dal nostro sistema, arrivando
addirittura a protestare perchè gli viene chiesto di rispettare le
regole in cambio dei diritti avuti e dell'ospitalità concessa.
Spesso anche in presenza di ingressi clandestini.
Di fronte a questo la sindachessa Moratti ha detto con piglio
severo: “ Non ci sono zone franche”. Bene, brava, bis!!

Ma l’Italia è piena di zona franche. Ognuno pronto a voler
eliminare la "zona franca" dell'altro, cercando di ritagliarsene una
propria.
I cinesi, capito l’andazzo, non hanno fatto altro che chiederne una
anche loro. Mica sono scemi! Del resto mi chiedo perché, le giunte
precedenti (tutte di destra!!) abbiano concesso tutte quelle licenze
per negozi e per ingrossi, sapendo bene che si sarebbero creati dei
ghetti ed un economia che vive dell’illegalità. Della
falsificazione, del mancato rispetto delle regole….
Forse perché i Cinesi pagano bene ed in contanti?
Stupisce che un cittadino italiano che voglia fare imprese si
scontra spesso con la burocrazia mentre questi Cinesi sono in grado
di aprire negozi e fabbriche nel giro di 48 ore. Negozi che paiono
vuoti, ma che poi inspiegabilmente (o non tanto) macinano denaro.
Non è possibile che lo possano fare senza godere di appoggi e legami
con le autorità del luogo.
Sulle zone franche sarebbe bene che si alzasse un po’ lo sguardo dal
particolare.
Buona parte dell’Italia meridionale è tutta una zona franca con il
territorio e le istituzioni nelle mani delle mafie locali. La
Sicilia, regione a statuto speciale, è uno stato nello stato.
Guidata da uno che risponde ad altri poteri (Cuffaro!!). Quei
poterei che chiamano i poliziotti "sbirri".
Dove abito io, nel napoletano, c’è un ‘illegalità cosi diffusa, con
una commistione tra camorra, politica, potentati di zona cosi ferrea
che fa ridere la fermezza usata per qualche orario di scarico non
rispettato.
Si venga a risolvere il problema dei supermarket della droga alla
luce del sole, delle estorsioni, degli omicidi continui, poi
parliamo delle zone franche cinesi.
Il mondo del calcio in Italia è una zona franca. Le società
calcistiche falsificano sistematicamente i bilanci. Si può andare
allo stadio a sfasciare la roba ed aggredire i poliziotti con la
sicurezza di farla franca. Se poi si cerca di mettere un freno,
quegli stessi che invocano la legalità o gridano “Niente zone
franche”, poi si scagliano contro i Rossi di turno costringendoli a
fuggire dichiarando” Il calcio non è riformabile”. Cosicché si è
ritornati alla vecchia placida illegalità con Carraro, Matarrese ed
Abete.
Il mitico nordest che ha “fatto ricca l’Italia” era nient’altro che
la Cina d’Europa. Una zona arricchitasi grazie al lavoro nero,
all’evasione sistematica che rendevano i prodotti estremamente
competitivi. Esattamente come ancora oggi fanno alcune zone del
meridione ( per scarpe ed abbigliamento di lusso). Esattamente
quello che fanno i Cinesi oggi.
Il mondo economico ed industriale italiano è una grande zona
franca. Con i Ricucci, i Fazio, i Consorte, i Cagnotti, i Tanzi che
hanno prosperato grazie alle coperture politiche violando
sistematicamente la legge e le regole del mercato che predicano.
Si invocano le regole del mercato ma il nostro capitalismo vive solo
con la complicità della politica (vedi Telcom!!).
Il parlamento è una grande zona franca con i deputati che formano un
‘oligarchia autoreferenziale che scrive regole valide per gli altri
ma non per se. Tagliano le pensioni, ma loro godono di un sistema
privilegiato. Si scagliano contro i DICO ma convivono
alla grande, vanno trans, si fanno accompagnare prostitute negli
uffici del parlamento. Votano leggi repressive contro la droga ma
ricevono i puscher nei loro uffici.
Approvano l’uscita della Moratti, ma nel frattempo si accompagnano a
piduisti e mafiosi. Tollerano presenze come quelle di Previti, Dell’Utri,
Cuffaro.. 
Ho ripetuto queste cose fino alla monotonia, ma il nodo dell’Italia
è qui: l’illegalità diffusa, latente nel paese da sempre, ma che il
Berlusconismo ha elevato a sistema. Il dramma del Berlusconismo è
questo e sta soffocando il paese. Aver dato una giustificazione
culturale, etica (“cosi fan tutti”, “questo è il sistema”, “è giusto
evadere le tasse”, “la magistratura complotta per ragioni
politiche”) è stato esiziale per il paese.
Sono saltate tutte le regole: legali, etiche,di convivenza. Perfino
quelle del buon senso sono venute meno.
Se in Parlamento, o alle alte cariche istituzionali siede gente
condannata per mafia (dell’Utri, Andreotti), per reati gravissimi (Previti)
o inquisita per i più svariati reati compresa l’associazione
mafiosa (Cuffaro), come si fa poi a pretendere dai cittadini( o
anche dai cinesi!) il rispetto della legalità? Logico che di fronte
a tanta illegalità la richiesta del rispetto delle regole solo per
qualcuno, apparirà un "sopruso"!
Chiunque non sia obnubilato dal berlusconismo galoppante sente
stridente il richiamo della Moratti con la realtà.
La sindachessa ha fatto parte di un governo di cui erano membri, o
comunque sostenuto, da Previti, Dell’Utri, Cesa, D’Ali, Giudice,
Cuffaro gente che sarebbe in galera se non fosse per lo status
privilegiato.
Il fatto che ora se la pigli con i Cinesi sa tanto di ipocrisia e di
mossa propagandistica giocata sulla pelle dei più deboli. Che poi
si sono rivelati meno deboli del previsto. Sarà curioso vedere come
si regolerà ora, di fronte alla reazione violenta ed all'intervento
diretto del governo cinese. Spezzeremo loro le reni, o chiuderemo di
nuovo gli occhi?
Io dico la seconda!!
Sarebbe anche curioso chiederle del perché non rimuove le altre
zone franche di Milano, come quelle dello spaccio, della
prostituzione, della vendita illegale dei manufatti degli
stessi cinesi, che affollano le bancarelle degli altri
extracomunitari.
Si intende che i cinesi devono rispettare le regale, ed in assoluto
io sarei stato anche più duro in seguito a quella rivolta. Ma per
essere credibili, per sperare di ottenere un qualche successo
bisognerebbe rimuovere tutte le altre zone franche, o almeno
battersi per farlo.
Incominciando dalle zone franche dei potenti.
Senza è solo la solita propaganda e la solita ipocrisia.
giuseppe galluccio
14/4/07
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