sito deberlusconizzato

 

Legalizzare la mafia sarà la regola del 2000

                                                                                     

Il sito è in trasferimento su www.altrestorie.org  che mantiene le caratteristica di massima apertura.

Troverete anche la sezione download più semplice da consultare.

 

Vai al portale

home |portale |brogli| mericani |11 settembre |berluska| cia & droga| droghe| download| Italia

 

Vaccarella : Nomen omen

La chiave di lettura di questa vicenda è negli strettissimi rapporti di costui con la politica. Avvocato di Berlusconi, sodale  di Previti di cui rivendicò l'amicizia, relazioni con il PDS. Ed ha la faccia di dire che si è dimesso per le ingerenze della politica? Certo che ci vuole una bella faccia.  Leggi qui il curriculum.

giuseppe galluccio 4/5/07

La decisione del giudice confermata con una lettera al presidente della Consulta
"Me ne vado per tutelare la dignità di un organo costituzionale". Ma è giallo sul reale motivo della scelta

Entro un mese il Parlamento dovrà nominare il sostituto. Circola il nome di Pecorella
E' scontro politico: la Cdl vuole che il premier venga a spiegare in aula
di CLAUDIA FUSANI

ROMA - Le dimissioni "irrevocabili" di Romano Vaccarella dalla Corte Costituzionale ufficializzate questa mattina con una lettera al presidente della Consulta, Franco Bile, aprono un "giallo" e un caso politico: il reale motivo delle dimissioni, chi prenderà il suo posto alla Consulta e le possibili conseguenze politiche di questa scelta. Che, confermano gli uffici della Corte, "a memoria non sembra avere precedenti nei 50 anni di vita della Consulta".

Oggi pomeriggio il presidente Franco Bile ha riunito i tredici componenti rimasti in camera di consiglio per la presa d'atto delle dimissioni del professor Vaccarella. "L'indipendenza della Corte è garantita istituzionalmente dalla collegialità del suo operare" ha voluto ribadire il supremo organo costituzionale. Un altro modo per dire che niente e nessuno, meno che mai ministri e viceministri, possono interferire con l'operare del Giudice delle leggi.

Sempre da oggi inizia il conteggio dei trenta giorni entro i quali il Parlamento dovrà provvedere alla nomina di un sostituto. Tocca al Parlamento, infatti, occupare la casella rimasta vuota visto che Vaccarella era stato nominato da Camera e Senato nel 2002 in quota al centro-destra che all'epoca aveva anche la maggioranza di governo. E qui si apre la prima questione: adesso quel posto "spetta" sempre al centro-destra o invece, col cambio di maggioranza politica, toccherebbe all'Unione? Considerata la penuria dei precedenti - nella storia della Consulta si sono dimessi solo tre giudici, nel 1957, nel 1987 e oggi - sembra prevalere la prima opzione. In questo caso circolerebbe già un nome: l'avvocato-parlamentare ed ex presidente della Commissione giustizia Gaetano Pecorella. A Montecitorio stamani i capannelli dei parlamentari lasciavano intendere che "servirà un consenso bipartisan per nominare il nuovo giudice"
Ma è il caso politico quello che impensierisce maggiormente palazzo Chigi. Governo e maggioranza sono sotto attacco dopo la lettera in cui il professore conferma le dimissioni che la Corte aveva respinto all'unanimità mercoledì scorso e attacca pesantemente il Presidente del consiglio e il governo per via di "generiche e rituali dichiarazioni intervenute il 29 aprile in alcun modo idonee a fugare il mio convincimento". Prodi ha blindato i ministri e in apertura di seduta del consiglio dei ministri ha ribadito "il dovere di rispettare la divisione dei poteri". Un serrate le fila per evitare dichiarazioni che possono gettare altra benzina sul fuoco.
Così per tutto il giorno la Cdl, dal capogruppo al Senato Renato Schifani a Isabella Bartolini passando per Lega ("questione molto grave") e An ("serve chiarezza, chi sa parli") ha avuto buon gioco nel dire che "il premier deve venire a riferire in Senato" e che "il governo è pericoloso per le istituzioni perchè mina la loro autonomia".
Il vero "giallo" resta il motivo delle dimissioni del professore civilista titolare - "congelato" per conflitto di interessi da quando è alla Consulta - di uno dei più noti e avviati studi di tutta Italia. In base alle sue lettere il motivo va cercato nel malessere istituzionale che Vaccarella ha avvertito a partire dal 24 aprile, quando con l'avvio della raccolta delle firme per i referendum si era scatenato il dibattito - anche tra ministri e sottosegretari - sull'ammissibilità o meno dei quesiti con facili previsioni su quello che la Corte Costituzionale dovrà decidere entro ottobre. Nella delibera con cui respinge le sue dimissioni, la Corte - ha scritto Vaccarella - "mostra di condividere le mie preoccupazioni e mi conforta il fatto che con ciò essa escluda che io sia una sorta di 'agente provocatore', così come esclude la tesi 'complottarda' secondo la quale le mie dimissioni avrebbero seguito 'una strana tempistica'". Invece il motivo è solo questo: "Dimissioni date a tutela di un organo costituzionale e della propria dignità personale".
Restano alcune domande senza risposta. Giusto o sbagliato, non è certo questa la prima volta che la politica discute sull'ammissibilità o meno di quesiti referendari. Così come non è la prima volta che ministri o parlamentari si lanciano in previsioni su questo o un altro quesito. Perchè Vaccarella si dimette proprio questa volta?
Il premier Prodi ha parlato nei giorni scorsi di "dimissioni con una strana tempistica". Qualcuno, nella maggioranza, lascia filtrare l'ipotesi che dovevano essere tre i giudici costituzionali pronti alle dimissioni. Poi è rimasto solo Vaccarella. Ma dietro a tutto questo ci sarebbe una manovra della Cdl per far saltare il tavolo della riforma elettorale, cavalcare il referendum e dichiarare la crisi della maggioranza.

Come che sia, la Cdl pretende che sul caso il governo venga a spiegare in aula. La riunione dei capigruppo del Senato deciderà martedì 8 maggio. E ieri mattina i presidenti di Senato e Camera, Franco Marini e Fausto Bertinotti, hanno già iniziato a parlare della seduta comune che entro un mese dovrà eleggere il nuovo giudice costituzionale.

(4 maggio 2007)  da repubblica.it

                

home | portale | contatti |curiosità | cerca nel sito | chi siamo | archivio

Il sito non è protetto da copyright, tutto il materiale è disponibile per chiunque ne avesse interesse, si prega solo di citare la fonte. G.G

Attenzione!

Il sito è in trasferimento su altro spazio, per questioni tecniche ed altro. Questo sarà mantenuto solo come archivio. Tutto il materiale sarà sempre a disposizione, e per i download troverete una sezione ordinata meglio per temi.

Andate a ALTRESTORIE o direttamente alla sua sezione

download

 

dal 31/8/06: