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Legalizzare la mafia sarà la regola del 2000

                                                                                     

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E' un vero schifo

 

L’affaire Petroni è cosi irto di beghe tecnico-politiche e codicilli istituzionali che si rischia di perdere di vista la sostanza, che invece è facile facile. E la sostanza è questa: che tutti i nominati Rai sono imputabili di essere, direttamente o indirettamente, di essere uomini di partito. E dunque di comportarsi ( anche quando fossero galantuomini) senza la necessaria libertà di azione e di giudizio. Ma i nominati Rai berlusconiani, come se non bastasse l’ombra della nomina partitica, sono gravati da un ‘ ulteriore inaccettabile, impressionante macchia:quelli di essere messi li dal padrone di Mediaset, cioè dalla concorrenza.

E’ come se nel consiglio di amministrazione della Fiat ci fossero uomini nominati dalla Toyota o dalla Ford. Non è necessario essere docenti di diritto amministrativo per capire che è una follia, questa, tutta italiana, diretta conseguenza del conflitto di interessi. E’ di pochi giorni fa la notizia che il presidente della commissione  parlamentare di Vigilanza sulla  Rai, Landolfi, ha trascorso la vigilia delle nomine a casa di Berlusconi, cioè dal capo della concorrenza . In due parole è uno schifo assoluto. Ripeto: schifo assoluto.     Dall 'Amaca di Michele Serra da Repubblica del 13/5/07

 

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Credo che qui stia il nodo del conflitto di interessi che la sinistra non ha risolto per tempo e continua a non risolvere, per obbiettive difficoltà, ma anche per insipienza.

Indipendentemente dal genere di azienda, in quale paese civile, liberale, democratico, sarebbe consentito che il proprietario

di un' azienda nominasse i vertici dell'azienda concorrente. lo sappiamo tutti, ma nell'Italia pelosa ci sono ancora servi e lacchè, in perfetta malafede, che continuano a sostenere che il conflitto di interessi non è un problema.

In una democrazia vera la libertà della  formazione del consenso è elemento essenziale. Il consenso si forma con l'informazione. ma se questa è manipolata, drogata, asservita, ad una parte ad un interesse, viene meno il significato stesso di democrazia. Senza la televisione ed il suo uso spregiudicato il fenomeno Berlusconi non sarebbe nato, comunque non avrebbe assunto quello dimensioni. La nascita e l'ascesa di FI è stata possibile in quanto Mediaset è stata assolutamente asservita a quello scopo.

Il  guaio bruttissimo è che c'è gente nel centrosinistra che continua a non vedere l'enorme problema. C'è qualche buontempone  che ancora discute circa l'opportunità di fare una legge "contra personam".  Ma Berlusconi è un unicuum, un'anomalia assoluta, per cui, qualunque provvedimento mirante alla risoluzione di questa anomalia dovrà esser per forza una legge contra Brelusconi. Ma vogliamo ricordare che egli è portatore di interessi non legittimi, in quanto in contrasto con gli interessi del paese e della Democrazia? Poi la sinistra si lamenta se perde, o vince solo  di misura.

La sola idea che il conflitto si possa risolvere con un Blind Trust è pura idiozia.

L'ha detto e spiegato più volte Sylos Labini. Il Blind Trust può andare per patrimoni mobiliari, ma per un ' azienda di quel tipo non serve a niente. Berlusconi, nel caso fosse rieletto,  saprebbe sempre dove sta il suo interesse e l'azienda saprebbe sempre qual'è l'interesse di Berlusconi. Cosi come lo sa adesso. Mica Berlusconi ha bisogno di interrogare il direttore della sua azienda per sapere qual'è l'interesse di Mediaset, se una legge la può danneggiare o meno. Né Emilio Fede diventerebbe obbiettivo se a capo dell' azienda vi fosse un gestore cieco.

Perciò l'unica possibile soluzione è l'ineleggibilità. E non diciamo sciocchezze del tipo che si lede un diritto costituzionalmente garantito, come l'elettorato passivo.

Moltissime cariche o professioni, prevedono incompatibilità ed ineleggibilità. Nessuno ha mai parlato di incostituzionalità, sarebbe ridicolo. Logico che un magistrato non può fare il deputato se continua a fare il giudice. Cosi come non si capisce perchè il titolare di una concessione non potrebbe fare il sindaco ma il senatore o il presidente del consiglio si.

Eppure la sinistra sembra imbarazzata a fare anche questo timido passo del Blind trust. Rifiutandosi di prendere atto dei danni colossali che il conflitto di interessi sta portando al paese.

giuseppe galluccio 13/5/07

 

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