|
Quelli
che : "è sbagliato trattare" |
Questi sono quelli che
hanno storto il muso e accusato di tradimento il governo
italiano che aveva trattato con i talebani per la liberazione di
Mastrogiacomo. Son passati un paio di Giorni e Blair, che fu
molto duro con il governo italiano, sta li a trattare con uno
degli stati canaglia che, di fatto, hanno sequestrato i soldati
inglesi.
La solita ipocrisia della politica.
Nelle guerre, nei conflitti si è sempre trattato per lo scambio
di prigionieri. Lo hanno fatto gli Americani. Gli Israeliani
che sono tra i più intransigenti hanno sempre trattato per il
rilascio dei prigionieri (vedi).
Nella storia è sempre avvenuto.
La differenza sarebbe che i talebani sono dei "terroristi"? Ma
chi lo dice? Può piacere o non piacere, ma di fatto in
Afghanistan c'è una guerra civile. I talebani sono una delle
parti contendenti, sono stati al governo di quel paese dopo
"libere" elezioni, sono sostenuti da buona parte della
popolazione. Se oggi si votasse liberamente in Afghanistan è
probabile che i talebani possano essere eletti, o comunque
avrebbero loro rappresentanti nelle istituzioni. Quindi questa
obiezione è ridicola. Cambia solo il colore della divisa, ma i
talebani ammazzano esattamente come i soldati inglesi, americani
ed italiani. Difficile capire come si conquista la qualifica di
"terroristi"!!
Credo inoltre sia ridicola l'obiezione sostenuta dal nostro
casino delle destre che loro non avevano fatto rilasciare
prigionieri. In effetti non l'hanno fatto, hanno solo pagato
cospicui riscatti.
Ora quei soldi, molto probabilmente, sono serviti ad
acquistare armamenti da rivolgere contro le forze occidentali.
Questo fatto è meno grave della liberazione di 5/6 prigionieri?
Questi 5 o 6 liberati faranno più danni delle bombe, fucili,
mine acquistate con i milioni dei vari riscatti?
Qualcuno che non si chiami Bondi, Schifani, o Cicchitto è cosi
sciocco da crederci?
giuseppe galluccio 4/4/07
_____________________________________
Telefonata tra Londra e Teheran -
Il regime iraniano: "Hanno cambiato tono"
TEHERAN -
C'è più di una schiarita nella vicenda dei marinai inglesi
sequestrati a Teheran. A partire dalle parole del regime
iraniano che ha fatto sapere di apprezzare il "cambiamento di
tono" da parte della Gran Bretagna: "E' appropriato il
comportamento di Londra nel cambiare i suoi toni da propaganda
con riguardo alla questione dell'arresto dei quindici marinai
britannici nelle nostre acque", ha commentato Gholam Ali Hadad
Adel, presidente del Parlamento monocamerale di Teheran. E una
lunga telefonata tra Ali Larijani, segretario del Supremo
Consiglio per la Sicurezza Nazionale e capo negoziatore
dell'Iran in materia nucleare, e il consigliere politico del
premier londinese Tony Blair, sir Nigel Sheinwald, ha segnato un
ulteriore avvicinamento tra le due nazioni. Secondo l'agenzia
Irna "l'Iran ha affermato la sua volontà di risolvere la
questione attraverso un'azione bilaterale e ha chiesto un
impegno di Londra a non ripetere violazioni del territorio
iraniano". Mentre Londra "ha accolto con favore le dichiarazioni
delle autorità iraniane di voler risolvere attraverso un lavoro
bilaterale il problema".
Nella vicenda poi è entrata in scena anche la Siria che ha
annunciato di aver intrapreso una mediazione per sbloccare la
crisi. "Una soluzione del genere esige una diplomazia discreta,
e la Siria l'ha avviata" spiega il ministro degli Esteri
siriano, Walid Muallem.
Sempre ieri era stato confermato un nuovo incontro, l'ottavo in
dieci giorni, tra l'ambasciatore iraniano a Londra, Rasoul
Movahedian, e lord David Triesman, sottosegretario agli Esteri
britannico e uno dei più stretti collaboratori del ministro,
signora Margaret Beckett. (4
aprile 2007)
|
|
 |
|