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BROGLI: UNA TESTIMONIANZA
di Gianluca Freda (03/05/2006)

Quella che segue è la
testimonianza di Emmanuele Somma, direttore di Linux Magazine,
animatore della scena del software libero in Italia e fellow della
Free Software Foundation. Somma è stato rappresentante di lista per
la Rosa nel Pugno a Roma durante le elezioni dello scorso 9 aprile,
osservando da vicino gli strumenti dello scrutinio elettronico e il
loro utilizzo da parte degli operatori. Questo è il suo resoconto,
redatto, nella prima parte, durante le stesse operazioni di
scrutinio; la seconda parte è stata scritta invece il giorno della
chiusura degli scrutini, cioè l'11 aprile. Ringrazio ancora una
volta m.p. per la segnalazione.
Roma
- Appare molto grave la situazione della sperimentazione dello
scrutinio elettronico nel seggio in cui sono stato nominato (Roma
sezione 244, quella dove voto) in cui le operazioni di scrutinio
manuale non hanno comportato alcun problema rilevante e sono fluite
molto velocemente con la completa disponibilità di tutti i
componenti del seggio, compresi i 4 rappresentanti di lista presenti
(nessun voto contestato). Invece lo scrutinio elettronico è
risultato affetto da numerosi intoppi di natura tecnologica e
organizzativa , tali da pregiudicare in modo assoluto una eventuale
ulteriore utilizzazione negli stessi termini della procedura fin qui
vista. Nessun problema appare per i risultati del voto, conteggiato
con procedura manuale.
Innanzitutto l'operatore informatico è presente al seggio senza
alcun decreto di nomina, come previsto dalle apposite circolari
ministeriali. Alla mia richiesta di visionare tale decreto di nomina
mi è stata mostrata la fotocopia di un contratto di lavoro
interinale, che avrebbe dovuto, secondo la società informatica
contattata al telefono, sostituire il decreto di nomina. Peraltro
non era disponibile nessuna attestazione di assegnazione formale
degli operatori al particolare seggio o plesso, esistendo solo
genericamente un elenco (in cui l'operatore di seggio non figurava)
di tutti gli operatori impiegati nel processo di rilevazione
elettronica.
Dopo la mia richiesta di apporre nel verbale la presente
opposizione, il presidente di seggio ha ragionevolmente deciso di
procedere comunque con la rilevazione informatizzata, in parallelo a
quella manuale. Però a quel punto ci è stato comunicato che il
sistema non era funzionante e che quindi era necessario bloccare le
operazioni di scrutinio per due ore per attendere l'arrivo di un
nuovo sistema funzionante. Di fronte alla richiesta di non bloccare
completamente e per un tempo rilevante lo spoglio ma continuare solo
con il sistema manuale, come peraltro previsto dalle circolari
ministeriali in caso di indisponibilità dei sistemi elettronici, il
computer si è magicamente rimesso a funzionare.
Al termine della rilevazione del Senato, gli operatori informatici
hanno proceduto ad inserire nel programma i risultati dello
scrutinio manuale cliccando tante volte in veloce successione. Il
programma, differentemente da quanto comunicato in precedenza,
prevedeva oltre il computo parziale dei voti lista per lista anche
una tabella di riepilogo in base alla quale gli operatori modulavano
i click come necessario a raggiungere i totali della tabella di
scrutinio manuale.
Prima della stampa di conformità è stato da me verificato che per un
errore d'inserimento, 7 voti erano stati conteggiati ad una lista
(SOCIALDEMOCRAZIA) invece che ad una differente (I SOCIALISTI). Gli
operatori, ottenendo informazioni da questi pannelli di verifica
parziali, hanno provveduto a modificare la schermata in modo da
aggiustare la situazione per ottenere dal presidente la conformità.
Solo di fronte alle mie rimostranze (anche queste riportate nel
verbale), sono rapidamente ritornati sui propri passi per
ripristinare l'errata situazione precedente.
Ciò che è peggio, l'attività degli operatori informatici appariva
completamente separata e non immediatamente controllabile dagli
altri componenti del seggio, in particolar modo dal presidente del
seggio, visto da un lato la necessità di avere competenze
informatiche per seguire le operazioni e dall'altra la possibilità
da parte degli operatori di compiere azioni non direttamente
comprensibili, avendo accesso alla tastiera, ai dispositivi di
memorizzazione di massa e a procedure di modifica dei dati non
direttamente visualizzabili. Inoltre il continuo movimento
dell'operatore di plesso all'interno della sezione di scrutinio
rende completamente impossibile assicurarsi che ulteriori modifiche
non potessero essere avvenute da computer all'esterno del seggio
stesso.
Anche nelle altri sezioni del plesso la rilevazione informatica ha
avuto problemi rilevanti.
Dal punto di vista informatico ed organizzativo la rilevazione
elettronica dello scrutinio, nel seggio da me direttamente
presidiato, può considerarsi un esperimento banale, progettato con
pressapochismo istituzionale e assoluta incompetenza tecnologica,
realizzato per mimare le procedure manuali senza alcun
approfondimento specifico tecnologico. Una sperimentazione che ha
significato un aggravio rilevante della procedura manuale, e che,
sotto un accurato presidio professionale, rappresenta un totale e
sostanziale fallimento dei propri obiettivi. Sulla base del giudizio
espresso ogni evoluzione può solo rappresentare un passo pericoloso
verso la perdita della facoltà di verifica del voto democratico.
Se questo è una parte, piccola, del prossimo voto elettronico,
allora va profondamente ripensato.
Da questa posizione, e per ora, non posso fare di più. Adesso torno
nel seggio a verificare la Camera.
* * *
ROMA 11 Aprile 2006 - ore 00:01 - Il resoconto di questa giornata
elettorale, vista con gli occhi di un professionista informatico
prestato al controllo democratico sulla procedura elettronica di
rilevazione dello scrutinio, si può riassumere in una semplice
esclamazione: è scandaloso!
Sono uscito da pochi minuti dal commissariato di San Basilio dove ho
riportato del materiale ritrovato nei pressi di un cassonetto dei
rifiuti.
In una busta gialla di cui gli operatori informatici
si sono liberamente disfatti erano presenti alcuni moduli di
verbale, il cdrom contenente il programma di rilevazione e quello di
spedizione oltre ad un foglio contenente i codici d'accesso al
sistema informativo del voto elettronico, e accessori della penna
USB. Tutto abbandonato dai rilevatori in un momento in cui lo
spoglio elettorale non è ancora concluso.
Io non so che cosa ci si sarebbe potuto fare con questo CD perché ho
riconsegnato il materiale intatto alla Polizia, dove mi hanno
'rassicurato' dicendo che
questo comportamento è stato comune in tutti i seggi.
C'è da dire che non più di una decina di minuti prima, avevo
richiesto esplicitamente il programma, e l'operatore informatico di
plesso, evidentemente infastidito dal mio controllo pressante per
tutta la giornata, mi aveva risposto che il programma utilizzato
fosse
segreto e non divulgabile
[segreto e non divulgabile un programma che gestisce i voti
dell'elettorato??, NdR]. Ovviamente io, nella mia qualità di
rappresentante di lista, valevo meno del cestino di rifiuti fuori
dal seggio.
Certamente non mi sembra indice di grande professionalità e
correttezza che, a spoglio ancora in corso, questi strumenti mai
divulgati in precedenza e segreti fino a minuti prima, si trovino
nei cassonetti fuori dai seggi elettorali, anche se mi sembra
appropriato al livello con cui tale rilevazione è stata promossa e
realizzata. Mi chiedo se i ritardi nelle rilevazioni non possano
essere attribuiti all'uso improprio o fraudolento di questi sistemi.
Mi sembra chiaro che la rilevazione in corso sia da considerare
completamente fallimentare e sono propenso a sostenere che compito
prioritario del prossimo governo sia quello di determinare le
responsabilità, anche di natura penale, relative alla distorsione
delle procedure elettorali mettendo in serio pericolo la
comunicazione pubblica del risultato elettorale.
C'è però in me un senso di rabbia e di frustrazione ulteriore dovuto
alle condizioni di lavoro degli operatori informatici presenti
presso i seggi e i plessi, buttati a lavorare in prima linea, con
competenze operative modeste, con soverchie responsabilità, formati
con grande pressapochismo e avendo a disposizione procedure fallate
e poche o nulle informazioni significative, per i quali bastava
certo la buona volontà mostrata nel tentare di superare problemi di
gran lunga superiori a loro e su cui ricadrà, probabilmente, il
biasimo del fallimento dell'operazione.
Nulla ha funzionato come doveva e il fallimento è sistemico e non
localizzato.
Se veramente questa operazione è costata 37 milioni di euro,
dobbiamo farci ridare indietro i soldi!
Quanto ai brogli - io non ho potuto, ovviamente, seguire l'afflusso
dei dati al Viminale, spero che qualcuno possa ricostruire le serie
storiche - se l'arrivo degli dati tarda di molto e il lasso di tempo
tra il 10 e il 90 percentile è molto ampio esistono notevoli
possibilità di broglio 'sistemico' del voto cartaceo (l'informatica
non c'entrerebbe nulla), specialmente in quelle regioni in bilico in
cui il voto elettronico ha permesso di estendere ulteriormente
questo tempo. Sono dell'idea che vada meglio approfondita la
questione 'temporale' dell'afflusso dei voti al sistema informativo
del Viminale perché ho la sensazione che possa riservare qualche
sorpresa.
P.S. - Sì, il sistema operativo utilizzato era Linux, una KNOPPIX
modificata su cui girava un programma grafico ad hoc. Ovviamente non
è stato divulgato il codice sorgente, spero che qualcun altro abbia
raccolto il CD dalla spazzatura e ci faccia un resoconto poiché è
possibile che abbiano anche violato la GPL da qualche parte. Nel
qual caso spero che la Free Software Foundation, o chi per lei,
vorrà procedere senza pietà.
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