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Oggi (19/2/07)
sull'Unità è apparso un articolo di
Cancrini in risposta ad una lettera di critica per i
privilegi degli onorevoli.
"Vi sembra giusto che milioni di persone, tra anzianî
con pensioni insufficienti, disoccupati, precari e lavoratori
dipendenti che ormai stentano ad arrivare alla fine del mese,
debbano sopportare la loro condizione, oltretutto invitati da Voi a
sostenere sacrifici, stante la Vostra posizione di privilegiati? Mi
riferisco all'articolo dell'Espresso che parla ancora una volta dei
vostri stipendi e delle vostre pensioni garantite dopo pochi anni di
Parlamento. Forse una iniziativa che consideri, prima degli aumenti
di 10 euro per ogni ricetta medica, prima della riforma delle
pensioni e di qualsiasi altro provvedimento a sfavore dei «soliti
tartassati», una seria Riforma dei privilegi servirebbe a ricreare
almeno un clima di sopportazione nonostante tutto. Ma forse questo
non è poi tanto necessario per chi siede sugli scanni di velluto".
Lettera firmata
L' on.
Cancrini risponde in maniera abbastanza dura
all'autore accusandolo di qualunquismo.
E che la
lettere rasenti il qualunquismo è vero, ma alzi la mano chi non
pensa le stesse cose dell'autore della lettera.
Cancrini
ricorda che quella degli emolumenti ai parlamentari fu una battaglia
di sinistra per far si che la politica non fosse appannaggio dei
soli ricchi. Infatti questa una volta era consentita solo alla
nobiltà in pratica vi era un 'esclusione per "censo".
Niente da
dire, concordo in pieno con l'on. Cancrini. Ritengo più che giusto
che gli emolumenti siano anche adeguati visto che le spesse di un
parlamentare sono notevoli e che molti di quelli di sinistra
ne usano parte per mantenere associazioni, sedi di partito, insomma
per "fare politica" nel senso migliore del termine. Mi consta
personalmente.
Credo pure
giusto che godano di alcuni privilegi pensionistici dato che chi ha
fatto politica per 5, 10 o più anni ha serie difficoltà a rientrare
nel mondo del lavoro o ad un 'attività abbandonata per cosi tanto
tempo.
Personalmente ritengo che debbano godere anche di alcune
garanzie come le autorizzazioni a procedere e non mi scandalizzerei
per l'immunità (sempre che fosse usato in maniera corretta). Un
parlamentare deve sentirsi libero nella sua azione politica senza
che nessuno possa ricattarlo o minacciarlo con ritorsioni
giudiziarie.
Non è
certo fuori dal mondo che un magistrato o un poliziotto possa
accusare per fini politici un parlamentare della parte avversa. Per
cui anche qui concordo con l'onorevole.
Però trovo
il discorso di Cancrini terribilmente parziale, al limite della
difesa di categoria. perchè se è vero che in linea di principio si
può concordare in pieno, non ci si può dimenticare quello che è la
realtà.
La prima
osservazione è che mentre prima, bene o male, i parlamentari erano
soggetti al vaglio dei cittadini-elettori, le ultime riforme
elettorali li hanno resi assolutamente liberi dal controllo
dell'elettorato. Sono le segreterie di partito, grazie ai meccanismi
della legge elettorale, a decidere chi entra in Parlmento. A
noi cittadini resta solo la scelta di n on esercitare il
diritto al voto se non concordiamo con la candidatura che ci
appioppano nel collegio.
Questo
fatto da solo, basta a inficiare buona parte del discorso dell'on
Cancrini.
ma i
rilievi al suo discorso non si fermano qui.
Senza
andare troppo lontano, penso ai Pacs, cioè ai Dico. Un sacco di
parlamentari, anche di sinistra, sono contrari, ma nessuno di loro
rinuncia alle garanzie (privilegi!!) di cui beneficiano per i
conviventi.
Circa le
pensioni se è giusta come ho detto che beneficino di alcuni
privilegi previdenziali, in modo da garantirsi una serena vecchiaia
sono le cifre che non tornano. Se una pensione
media è intorno ai mille euro non mi scandalizzo se un Parlamentare,
ne prende anche il triplo. Però mi indigno se la prende moltiplicata
per 5 o per 10 o anche più. Magari dopo aver lavorato non più di una
decina di anni. Inoltre le loro pensioni sono cumulabili mentre per
il cittadino normale non vale.
In tal
modo le dovute garanzie finiscono per diventare odiosi
privilegi, dando la stura a qualunquismo certo non piacevoli.
Ma non
sono solo gli aspetti economici che fanno incazzare i
cittadini.
Loro
dovrebbero essere li al "servizio" del paese, ma visto lo stato in
cui è ridotto c'è da dubitare che i pur giusti emolumenti siano
meritati.
facciamo a
capirci. Hanno diritto che gli si assicuri una vita più che
dignitosa, anche agiata, ma della loro attività non rispondono nel
merito a nessuno? Chi è responsabile del paese che affonda? Ognuno
di noi è sottoposto, bene o male, a delle valutazioni di merita sul
lavoro. Loro a chi rispondono, visto che si sono sottratti al
sindacato di chi conferisce loro il mandato di rappresentanza?
Come ho
detto sono più che favorevole alle garanzie che preservano i
parlamentari da rischi di attacchi strumentali, ma istituti come
l'autorizzazione a procedere sono diventati una garanzia di
impunità.
Se
l'autorizzazione non viene concessa manco per reati gravissimi
(mafia) v'è qualcosa che non torna.
Come non
torno il fatto che Previsti sieda ancora in parlamento pagato da
noi, dopo una condanno in Cassazione e l'interdizione dai pubblici
uffici. Di fronte a ciò i cittadini si sentono beffati.
E non si
tratta di destra o sinistra perchè inevitabilmente i
parlamentari fanno muro, diventano casta quando si tocca
uno di loro.
Qualcuno
degli onorevoli ci dovrebbe spiegare la ratio di una norma che
prevede per loro la possibilità di cumulare più pensioni, mentre
a noi non è concesso. Difficile spiegarlo come un doveroso diritto,
visto che è chiaramente un odioso privilegio.
Queste
cose fanno saltare i nervi anche al più avveduto e "garantista"
degli elettori. Anche chi rifugge ogni qualunquismo, non può fare
ameno di interrogarsi su queste questioni.
Come si fa
a chiedere sacrifici ai cittadini mentre ci si aumenta gli
emolumenti ad ogni occasione possibile?
Ovvio che
chi piglia una pensione di 1000 euro o meno, quando sente uno che ne
prende, potenzialmente, cinquemila o diecimila, che bisogna in
qualche modo "ridurre la spesa pensionistica", strabuzza gli occhi
per la rabbia e si chiede perchè diamine la riduzione non parte
dalle LORO pensioni che sono molto più abbondanti?
Vero i
parlamentari sono pochi, qualche migliaio, rispetto ai
milioni di pensionati, e ritoccare le loro pensioni non risolverebbe
il problema (ammesso ci sia un problema pensioni!). Ma un pò
di forma non guasterebbe. Che so dimezzarsi le pensioni prima di
mettere mano alle nostre sarebbe un gesto carino, che darebbe il
senso della necessità.
Invece con gli onorevoli parlamentari siamo sempre a " Armiamoci e
partite!!".
Il punto è
che anche persone di indubbio spessore come l'on Cancrini sembrano
ormai completamente scollati dalla società reale. Noi ogni giorno
dobbiamo affrontare il ginepraio di leggi e l'elefantiaca burocrazia
a cui loro non riescono a trovare correttivi, con stipendi
ormai da fame, mentre loro tra uno champagnino alla buvette e una
cravatta di Marinella (notissima sartoria di Napoli, zona Mergellina)
discutono del deficit del paese, che non abbiamo creato noi, e
di come ripianarlo con le NOSTRE pensioni e i NOSTRI stipendi. I
loro? Non si toccano.
Ecco forse
sono anch'io scivolato nel qualunquismo, ma è inevitabile ti prenda
la rabbia di fronte a tali manifestazione di arroganza ed
incoerenza.
Ed in
qualunque caso il qualunquismo dell'elettorato è peccato meno
grave dei loro odiosi privilegi.
giuseppe galluccio 19/2/07 |