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Gli sfratti papali

In questi giorni  decine di famiglie e di anziani che abitano negli appartamenti di proprietà del Vaticano stanno ricevendo lo sfratto per finita locazione.

Alcuni sfrattati e loro familiari si sono rivolti al consigliere della Rosa nel Pugno del primo municipio Mario Staderini, e hanno raccontato storie poco edificanti come  "contrattazioni prendere o lasciare" fatte da ammiccanti funzionari vaticani e suggerimenti di "trovarsi amicizie in Vaticano per fare revocare l'istanza di sfratto". Insomma rivolgersi ai più classici dei santi in paradiso. In udienza altri avvocati hanno raccontato che l'avvocato che rappresenta il Vaticano per gli sfratti, su delega indiretta del Papa, ha chiesto quasi sempre la procedura d'ur­genza minacciando anche il ricorso alla forza pubblica. Così i diretti interessati hanno pensato bene di fare conoscere alla stampa la "carità cristiana con cui la Santa Sede si sta preparando al "family day".

Oggi si calcola che il patrimonio delle case di pertinenza vaticana solo in Roma sia almeno pari a un quinto di tutti gli alloggi del centro storico e delle zone limitrofe. Quando il proprietario è un ente ecclesiastico, e quindi collegato statutariamente con il Vaticano, le particolarità sono che le case pagano il 50% delle tasse sul reddito derivante dagli affitti perché trattandosi di enti della Santa Sede, enti ecclesiastici ed Onlus, i proprietari degli immobili hanno la riduzione del 50% dell'Ires, ovvero dell'imposta sul reddito cui vanno ricondotti i redditi fondiari derivanti da affitto di immobili. Si tratta spesso di immobili frutto di lasciti e donazioni, quindi vincolati ad "uso caritatevole": passati tanti anni nessuno più controlla e vengono magari trasformati in alberghi. Gli immobili ecclesiastici, specie quelli del centro storico, sono accatastati come case popolari o ul­trapopolari, quindi pagano un decimo dell'ICI.

La vicenda è senza dubbio da approfondire (fatto salvo il diritto della Chiesa di tornare in possesso dei propri immobili), e utile sarebbe avere al riguardo la versione del Vaticano, prima di giudicare la vicenda. Certo è che una Chiesa con tante ricchezze - e sgravi fiscali causati dall'uso che dovrebbe essere caritatevole di quei beni - a disposizione non rappresenta un fatto positivo. Governare tanta ricchezza corromperebbe anche la più pia delle persone. E - come la storia ha insegnato - i sacerdoti del Vaticano non sono certo esenti dal peccare (ricordiamo al riguardo le parole del Cardinal Ratzinger sulla "sporcizia nella Chiesa")Fuori da ogni anticlericalismo preconcetto - di cui questo blog ha dato ampie dimostrazioni di essere esente - la questione andrebbe affrontata per il bene della Chiesa stessa. (l'articolo sopra citato è tratto da: L'Opinione)

tratto da  http://liberopensiero.blogosfere.it/2007/05/roma-il-vaticano-sfratta-delle-famiglie-a-pochi-giorni-dal-family-day.html

                

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