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Legalizzare la mafia sarà la regola del 2000

                                                                                     

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Sentenza sul calcio

Attendevamo almeno  la Giustizia sportiva ma non l'abbiamo trovata. Abbiamo avuto la legge,  applicata anche con dei criteri rigidamente formali che rendono la sentenza profondamente iniqua e quindi intollerabile. Eppure l'ordinamento sportivo gode di una tale autonomia che gli avrebbe permesso di lanciare il cuore oltre l'ostacolo e voltare pagina.

Non si voleva una sentenza esemplare per la durezza, ma si voleva una sentenza che condannasse un mondo, dei sistemi, dei rapporti basati sull'inganno, sul ricatto e la malafede.

Si è conculcato il diritto alla difesa che sarebbe stato giustificato solo nell'ottica di una condanna piena di quel sistema e della ricostruzione dello stesso sui valori che avrebbe dovuto avere.

Si è individuato in Moggi e Giraudo i colpevoli, che hanno finito per essere dei capri espiatori senza intaccare, o intaccando solo superficalmente, il mondo nel quale si sono mossi, mondo che ha consentito loro di fare tutto ciò che hanno fatto.

 

La corte ha smontato il "teorema"  accusatorio di Palazzi e Borrelli ma non ha dato risposte efficaci  sul piano della giustizia sostanziale per cui ritengo    la sentenza è davvero abominevole.

Ci sono  due cose davvero intollerabili :

1) le pene davvero risibili per i singoli che avevano messo su il sistema truffaldino. Roba che tra qualche anno rischiamo di avere Galliani e Carraro di nuovo ai vertici del calcio;

2) le condanne di Lazio e Fiorentina poco dissimili da quella della Juve e la pena risibile per il Milan .

Se Moggi e Giraudo erano i malversatori che hanno costretto la Fiorentina a cedere ad un sistema di ricatti, non si capisce perchè abbiano avute pene simili (tutte e tre le squadre, con queste condanne si faranno due anni almeno di B!).

Cosi il presidente del Milan, tenuto conto anche dal ruolo di presidente di lega, nonostante abbia partecipato ad un illecito perpetrato da un tesserato della società, ottiene una condanna risibile come la sua squadra.

Per quanto riguarda i singoli ritengo che più di Moggi e Giraudo siano colpevoli Galliani, Carraro, Pairetto e Bergamo

(i due designatori) . Tutti avevano un dovere di lealtà sportiva e di correttezza in quanto tesserati ( oltre che come uomini!). Ma gli ultimi quattro avevano un dovere più alto imposto dai rispettivi ruoli che ricoprivano. Carraro, che sapeva, come dimostrano le intercettazioni, andava radiato, in quanto massimo responsabile della correttezza e della funzionalità del sistema calcio. Idem per gli altri tre che, nei rispettivi ruoli, avevano il dovere istituzionale di garantire correttezza, trasparenza ed equità. Insomma da controllori hanno delle responsabilità maggiori rispetto a Moggie  e Giraudo che operavano nell'interesse di una singola società e non avevano specifici ruoli istituzionali

Invece rischiamo di ritrovarceli a breve di nuovo trai piedi, soprattutto se la corte di appello sportivo, riducesse le sentenze.
Per il secondo punto  come si può condannare Della Valle che è entrato da appena due anni nel mondo del calcio alla stessa stregua di Moggi e  Giraudo che ne fanno il bello e cattivo tempo da anni?

Certo della Valle probabilmente ad un certo punto punto ha chinato la testa ed è ricorso agli stessi sistemi degli altri, ma lo ha fatto perchè costretto dal ricatto, per impedire che la sua squadra fosse affossata e con essa i suoi investimenti milionari. Ma anche su questo punto ho qualche dubbio. Della Valle fino all'ultimo ha cercato dio contrastare l'elezione di Galliani, sostenuta da Moggi e  Giraudo, eppure il cuore del problema era questo.

Non mi si venga a dire che tutto questo sistema di corruzione  fosse solo funzionale alle vittorie sportive! Gli interessi veri erano nella spartizione delle centinaia di milioni dei diritti sportivi delle TV.

A meno che non si finga di non vedere pare chiaro che ci fosse una sorta di spartizione del potere: a Galliani la gestione dei diritti TV. A Moggi e Giraudo la gestione dei risultati. E andare  a disputare le coppe non significava solo gloria sportiva, ma anche arraffare i milioni dei proventi della vendita dei diritti.

Ricordo per inciso che i diritti sportivi sono stati acquistati da Mediaset e rivenduti a Sky, con una procedura che non avrebbe alcun senso, se non si ricorda che il proprietario di Mediaset incidentalmente era presidente del consiglio nonchè proprietario  del Milan e capo di Galliani.

Vi è più chiaro ora il quadro in cui ci si muoveva?

Ed in tutto ciò Galliani è stato condannato ad un solo anno ed il Milan praticamente non paga un tubo dato che, per una probabile svista della corte, è possibile vada a disputare anche la coppa Uefa.

La corte si è limitata a contestare degli episodi specifici non accettando il teorema di Palazzi e Borrelli. Non credo fosse questo il modo per fare giustizia, ma se si sceglie questo modo allora i singoli episodi andavano approfonditi per vedere se le intercettazioni erano millanterie ( possibile) o se c'erano riscontri puntuali. Per intenderci se si parlava della partita tra X ed Y, per far vincere X si doveva andare a vedere se aveva vinto davvero X. Non risulta che sia stato fatto. Anzi in alcuni casi pare che poi il risultato concordato non fosse stato raggiunto. Certo l'ordinamento sportivo punisce non solo l'illecito, ma anche il tentato illecito, ma mi pare che le verifiche siano state piuttosto scarse. Inoltre fatta questa scelta bisognava dare ad ogni imputato la possibilità di discolparsi. Perchè se non esisteva un sistema truffaldino gli episodi vanno riscontrati singolarmente ed in maniera chiara.

Faccio un paragone per chiarire meglio.

Fu Falcone a fare introdurre il reato di associazione mafiosa, perchè prima di quello era praticamente impossibile, data l'impenetrabilità dell'associazione, l'uccisione, l'intimidazione e la corruzione di testimoni e giudici, condannare un mafioso per un reato specifico, anche se legato ad un disegno dell'organizzazione. L'introduzione dello specifico reato permetteva la condanna del mafioso una volta dimostrata l'appartenenza all'associazione.
Parimenti se si accettava l'esistenza di un sistema mafioso all'interno del calcio che aveva piegato il tutto agli interessi di alcuni, e le intercettazioni a mio avviso lo dimostrano con chiarezza, tutto si regge e si poteva condannare non per i singoli episodi ma per il sistema diffuso, cercando di voltare pagina. Se il sistema non esiste i singoli episodi devono essere provati, lasciando ai singoli la possibilità di difendersi. Invece sembra essersi scelta una via di mezza che non ha risolto niente ed ha creato delle iniquità.

Speravo anche almeno dal calcio venisse una condanna esemplare per il kaimano, ma anche stavolta grazie al suo potere, grazie alla potenza mediatica che ha incominciato a sparare ad alzo zero sulla corte sportiva in maniera preventiva, non solo se l'è cavata, ma rischia di trarne anche dei benefici, visto che può acquistare i giocatori della Juve a prezzo di favore, dato che essa è costretta a venderli. Eppure  il calcio è finito sul piano inclinato iniziando a rotolare verso l'abisso in coincidenza dell'ingresso di Berlusconi in questo mondo che ha trasformato quello che era, pur con mille difetti, sostanzialmente  un gioco in uno spettacolo funzionale  al ritorno di immagine ( politica soprattutto) e una macchina di profitti.

Verrà mai il giorno che qualcuno assesterà un bel calcione a questo re Mida all'incontrario che trasforma in merda tutto quello che tocca?

15/7/06 pummarulella

                

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