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Attendevamo almeno la Giustizia
sportiva ma non l'abbiamo trovata. Abbiamo avuto la legge,
applicata anche con dei criteri rigidamente formali che rendono la
sentenza profondamente iniqua e quindi intollerabile. Eppure
l'ordinamento sportivo gode di una tale autonomia che gli avrebbe
permesso di lanciare il cuore oltre l'ostacolo e voltare pagina.
Non si voleva una sentenza esemplare
per la durezza, ma si voleva una sentenza che condannasse un mondo,
dei sistemi, dei rapporti basati sull'inganno, sul ricatto e la
malafede.
Si è conculcato il diritto alla difesa
che sarebbe stato giustificato solo nell'ottica di una condanna
piena di quel sistema e della ricostruzione dello stesso sui valori
che avrebbe dovuto avere.
Si è individuato in Moggi e Giraudo i
colpevoli, che hanno finito per essere dei capri espiatori senza
intaccare, o intaccando solo superficalmente, il mondo nel quale si
sono mossi, mondo che ha consentito loro di fare tutto ciò che hanno
fatto.
La corte ha smontato il "teorema"
accusatorio di Palazzi e Borrelli ma non ha dato risposte efficaci
sul piano della giustizia sostanziale per cui ritengo
la sentenza è davvero abominevole.
Ci sono due cose davvero
intollerabili :
1) le pene davvero risibili per i
singoli che avevano messo su il sistema truffaldino. Roba che tra
qualche anno rischiamo di avere Galliani e Carraro di nuovo ai
vertici del calcio;
2) le condanne di Lazio e Fiorentina
poco dissimili da quella della Juve e la pena risibile per il Milan
.
Se Moggi e Giraudo erano i
malversatori che hanno costretto la Fiorentina a cedere ad un
sistema di ricatti, non si capisce perchè abbiano avute pene simili
(tutte e tre le squadre, con queste condanne si faranno due anni
almeno di B!).
Cosi il presidente del Milan, tenuto
conto anche dal ruolo di presidente di lega, nonostante abbia
partecipato ad un illecito perpetrato da un tesserato della società,
ottiene una condanna risibile come la sua squadra.
Per quanto riguarda i singoli ritengo
che più di Moggi e Giraudo siano colpevoli Galliani, Carraro,
Pairetto e Bergamo
(i due designatori) . Tutti avevano un
dovere di lealtà sportiva e di correttezza in quanto tesserati (
oltre che come uomini!). Ma gli ultimi quattro avevano un dovere più
alto imposto dai rispettivi ruoli che ricoprivano. Carraro, che
sapeva, come dimostrano le intercettazioni, andava radiato, in
quanto massimo responsabile della correttezza e della funzionalità
del sistema calcio. Idem per gli altri tre che, nei rispettivi
ruoli, avevano il dovere istituzionale di garantire correttezza,
trasparenza ed equità. Insomma da controllori hanno delle
responsabilità maggiori rispetto a Moggie e Giraudo che
operavano nell'interesse di una singola società e non avevano
specifici ruoli istituzionali
Invece rischiamo di ritrovarceli a
breve di nuovo trai piedi, soprattutto se la corte di appello
sportivo, riducesse le sentenze.
Per il secondo punto come si può condannare Della Valle che è
entrato da appena due anni nel mondo del calcio alla stessa stregua
di Moggi e Giraudo che ne fanno il bello e cattivo tempo da
anni?
Certo della Valle probabilmente ad un
certo punto punto ha chinato la testa ed è ricorso agli stessi
sistemi degli altri, ma lo ha fatto perchè costretto dal ricatto,
per impedire che la sua squadra fosse affossata e con essa i suoi
investimenti milionari. Ma anche su questo punto ho qualche dubbio.
Della Valle fino all'ultimo ha cercato dio contrastare l'elezione di
Galliani, sostenuta da Moggi e Giraudo, eppure il cuore del
problema era questo.
Non mi si venga a dire che tutto
questo sistema di corruzione fosse solo funzionale alle
vittorie sportive! Gli interessi veri erano nella spartizione delle
centinaia di milioni dei diritti sportivi delle TV.
A meno che non si finga di non vedere
pare chiaro che ci fosse una sorta di spartizione del potere: a
Galliani la gestione dei diritti TV. A Moggi e Giraudo la gestione
dei risultati. E andare a disputare le coppe non significava
solo gloria sportiva, ma anche arraffare i milioni dei proventi
della vendita dei diritti.
Ricordo per inciso che i diritti
sportivi sono stati acquistati da Mediaset e rivenduti a Sky, con
una procedura che non avrebbe alcun senso, se non si ricorda che il
proprietario di Mediaset incidentalmente era presidente del
consiglio nonchè proprietario del Milan e capo di Galliani.
Vi è più chiaro ora il quadro in cui
ci si muoveva?
Ed in tutto ciò Galliani è stato
condannato ad un solo anno ed il Milan praticamente non paga un tubo
dato che, per una probabile svista della corte, è possibile vada a
disputare anche la coppa Uefa.
La corte si è limitata a contestare
degli episodi specifici non accettando il teorema di Palazzi e
Borrelli. Non credo fosse questo il modo per fare giustizia, ma se
si sceglie questo modo allora i singoli episodi andavano
approfonditi per vedere se le intercettazioni erano millanterie (
possibile) o se c'erano riscontri puntuali. Per intenderci se si
parlava della partita tra X ed Y, per far vincere X si doveva andare
a vedere se aveva vinto davvero X. Non risulta che sia stato fatto.
Anzi in alcuni casi pare che poi il risultato concordato non fosse
stato raggiunto. Certo l'ordinamento sportivo punisce non solo
l'illecito, ma anche il tentato illecito, ma mi pare che le
verifiche siano state piuttosto scarse. Inoltre fatta questa scelta
bisognava dare ad ogni imputato la possibilità di discolparsi.
Perchè se non esisteva un sistema truffaldino gli episodi vanno
riscontrati singolarmente ed in maniera chiara.
Faccio un paragone per chiarire
meglio.
Fu Falcone a fare introdurre il reato
di associazione mafiosa, perchè prima di quello era praticamente
impossibile, data l'impenetrabilità dell'associazione, l'uccisione,
l'intimidazione e la corruzione di testimoni e giudici, condannare
un mafioso per un reato specifico, anche se legato ad un disegno
dell'organizzazione. L'introduzione dello specifico reato permetteva
la condanna del mafioso una volta dimostrata l'appartenenza
all'associazione.
Parimenti se si accettava l'esistenza di un sistema mafioso
all'interno del calcio che aveva piegato il tutto agli interessi di
alcuni, e le intercettazioni a mio avviso lo dimostrano con
chiarezza, tutto si regge e si poteva condannare non per i singoli
episodi ma per il sistema diffuso, cercando di voltare pagina. Se il
sistema non esiste i singoli episodi devono essere provati,
lasciando ai singoli la possibilità di difendersi. Invece sembra
essersi scelta una via di mezza che non ha risolto niente ed ha
creato delle iniquità.
Speravo anche almeno dal calcio
venisse una condanna esemplare per il kaimano, ma anche stavolta
grazie al suo potere, grazie alla potenza mediatica che ha
incominciato a sparare ad alzo zero sulla corte sportiva in maniera
preventiva, non solo se l'è cavata, ma rischia di trarne anche dei
benefici, visto che può acquistare i giocatori della Juve a prezzo
di favore, dato che essa è costretta a venderli. Eppure il
calcio è finito sul piano inclinato iniziando a rotolare verso
l'abisso in coincidenza dell'ingresso di Berlusconi in questo mondo
che ha trasformato quello che era, pur con mille difetti,
sostanzialmente un gioco in uno spettacolo funzionale al
ritorno di immagine ( politica soprattutto) e una macchina di
profitti.
Verrà mai il giorno che qualcuno
assesterà un bel calcione a questo re Mida all'incontrario che
trasforma in merda tutto quello che tocca?
15/7/06 pummarulella |