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Lettera a Rutelli sulla sinistra radicale

 

Ho letto stamattina su Repubblica una specie di  l'ultimatum lanciato da Rutelli alla "sinistra radicale". Per la sconfitta nella votazione di ieri, al Senato, sulla questione della base di Vicenza. L'Unione  è andata sotto per  la defezione di alcuni Senatori, tra cui pure Angius (e non un autonomo!).
Rutelli stamattina tuonava :
"La misura è stata superata" dice il vicepremier Francesco Rutelli che mette nel mirino le posizioni della sinistra radicale in materia di politica estera. Dopo il voto di palazzo Madama, il leader della Margherita ribadisce la solidarietà a Parisi e Prodi e spiega: "Sulla politica estera, sul multilateralismo, sui rapporti atlantici non si arretra di un millimetro". Dato che alcune cose non mi tornano mi sono armato di santa pazienza, dato che Rutelli non solo è uno che non risponde,  ma pare ormai completamente scollegato dall'elettorato che dovrebbe rappresentare. Cosi gli ho scritto sia sulla casella alla Camera sia sul sito della Margherita on line.

Egregio sig. Ministro Rutelli,
faccio fatica a capire il senso delle sue parole apparse su Repubblica, una sorta di ultimatum alla "sinistra radicale". Premetto che non mi annovero certo  fra la "sinistra radicale" (ma dov'è?), anzi ritengo di essere quello che si dice un pragmatico, conscio delle difficoltà di governare, delle difficoltà di mantenere una  coalizione fin troppo variegata, e che la politica è frutto di mediazioni.
Ma non mi pare di vedere da parte di alcuno dei componenti dell'Unione, nemmeno dalla parte da lei definita "radicale", alcuna richiesta definibile in tal modo. Mi pare anzi che quella che lei chiama "sinistra radicale"  sia l'unica seriamente interessata al rispetto di un programma sottoscritto anche da Lei presumo. Presumo anche che l'abbia letto, non oserei credere il contrario. Ebbene dalle pag. 97 a seguire, in merito alle scelte di politica "militare" è un continuo richiamo all'art 11, al cambio di rotta rispetto al precedente governo, ai richiami sul valore del pacifismo.
Cosi è detto con abbastanza chiarezza (anche se in politichese) che ci sarebbe stato un cambio di segno nei rapporti con gli americani, sempre rispetto all'appiattimento assoluto avuto fino da ora. In qualunque caso si pone l'accento sul "cambio di segno" della linea politica in politica estera. Ora francamente se il cambio di segno c'è stato a me, ma a gran parte dell'elettorato, è sfuggito.
Le rendo noto, sig. Ministro,  che l'elettorato è in gran parte contrario all'ampliamente della base, come dimostrano i sondaggi. Sono contrari anche i Vicentini, soprattutto per questioni di impatto ambientale che Lei, ex verde, dovrebbe ben comprendere. Capisco la necessità degli accordi internazionali, ma è cosi difficile recuperare un minimo di autonomia rispetto alla sudditanza agli USA? E le promesse fatte?
E se la base di Vicenza, fosse l'unica questione che disattende le promesse, ci si poteva anche passare sopra.
Ma le scelte fatte fino ad ora non danno affatto la sensazione del cambio di linea. Non lo è certo il mantenimento della decisone del precedente ministro della difesa di acquistare 130 aerei d'attacco (da attacco non da difesa) dall'americana Lokheed. Per un importo di  650 milioni di €.
Guarda caso da un 'azienda che anni fa fu al centro di un colossale scandalo di tangenti.....ma questa è sicuramente una coincidenza.Cosi mentre si chiedono sacrifici economici  ai cittadini si sperperano miliardi per una cosa di cui non sentiamo assolutamente il bisogno.Le comunico anche che l'elettorato dell'Unione,  di cui faccio parte, si chiede che senso ha mantenere un costoso contingente di guerra in Afghanistan, visto che, sempre nel famoso programma, è scritto che la soluzione del terrorismo è questione eminentemente politica.Ecco che in questo quadro, la questione della base di Vicenza assume anche un valore simbolico, a testimoniare un cambio di linea politica che finora non si è visto. E le bandierine che deve porre la sinistra radicale, RC, non interessano. Interessa che l'elettorato ha votato anche per quelle promesse, finora disattese. Gli Italiani, non solo quelli di sinistra, sono contrari alla guerra, all'invio di truppe, alle scelte militariste. Non crede che bisognerebbe tenerne conto?
In qualunque caso gli ultimatum è meglio lasciarli stare, non si tiene certo in piedi cosi una coalizione. Anche perchè francamente non le ho sentito usare toni cosi duri che so, verso Mastella che due giorni fa si è messo, di fatto, fuori dell'Unione votando una mozione della destra, sulla questione delle  coppie di fatto. Nonostante questa fosse un 'altra delle questioni chiaramente contemplate dal programma dell'Unione.
Sono malizioso nel pensare che la sua voce in tal caso non si è sentita, perchè Lei, novello folgorato sulla via del Vaticano, magari condivide quella posizioni integraliste? Cosi non L'abbiamo sentita tuonare versi i continui e fastidiosi distinguo della Binetti, o di qualche altro teodem (che brutta parola!!) che sempre contravvengono il programma e la linea dell'Unione. Il programma egregio ministro, il programma. Ne chiediamo il rispetto, anche perchè è l'unica possibilità che avete di restare in carica.
GlieLo dico con franchezza, l'elettorato è frastornato da queste uscite. Le Sue, non quelle di chi chiede la rimozione della base. Uno malizioso come me, pensa che sia possibile che qualcuno, sognando ammucchiate e grandi centri, cerchi di precostituirsi un 'alibi, per costringere all'abbandono una parte della coalizione, quella che con fastidio viene battezzata "sinistra radicale". manco se avesse chiesto l'abolizione della proprietà privata!! Glielo ripeto l'lettorato vuole scelte precise, radicali, di discontinuità netta con il berlusconismo e con il modo di governare che si è avuto fino ad ora. Chiede il rispetto delle promesse elettorali che sono precisi impegni e non i vuoti contratti di Berlusconi. E se qualcuno sogna  la ripetizione del giochino del '98, sappia, sappiate, che non pagherà. Dopo Prodi non ci sarà niente ed eventualmente andrete tutti a casa, Lei compreso, perchè l'elettorato questa volta non perdonerà.
Signor Ministro, molta parte dell'elettorato è già talmente delusa per avere visto le promesse disattese, che non verserebbe troppe lacrime se questo governo cadesse. Io fino ad ora ho difeso questo governo, ma comincio a sospettare che forse non vale la pena. Che senso ha sostenere un governo che continua la linea berlusconiana, anche se con una faccia meno stupida? Molti abbiamo votato turandoci il naso, ma davvero non se ne può più, comunque si fa sempre più fatica a tenere le narici turate.
Quelle che Lei bolla come cose da "sinistra radicale"  non è altro che la richiesta degli impegni elettorali. Se non volete o non siete capaci di mantenerli, abbiate il coraggio di dimettervi. In qualunque caso l'lettorato di sinistra non è quello facilmente trascinabile della destra, ricorderà tutto alle prossime elezioni.
cordialmente

giuseppe galluccio 2/2/07

                

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