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Ritiro dall'Afghanistan


 

Elettori Cdl spaccati, a sorpresa anche la sinistra riformista vuole riportare i soldati a casa
Afghanistan, italiani vogliono il ritiro per sondaggio favorevole il 56 per cento

Ricerca Ipr Marketing per Repubblica.it: contrario solo il 37 per cento

ROMA - Il centrosinistra è ancora alle prese con malumori, mal di pancia e faticosi tentativi di mediazione, ma sulla possibilità di riportare a casa le truppe impegnate in Afghanistan gli italiani sembrano avere le idee molto chiare: sono nettamente favorevoli. Stando a un sondaggio telefonico condotto da Ipr Marketing per conto di Repubblica.it su un campione di mille persone ritenute rappresentative dell'intera popolazione nazionale, il 56% degli intervistati è propenso a concludere la missione a Kabul, mentre i contrari sono il 37%. Un 7% è invece senza opinione.
La percentuale diventa addirittura schiacciante se ci si limita ad analizzare le opinioni espresse da chi si dice elettore dell'Unione. In questo caso i favorevoli al ritiro salgono al 64% a fronte di un 34% di contrari. Spaccato invece il popolo di centrodestra, dove i contrari al ritiro delle forze armate italiane dall'Afghanistan con il 48% prevalgono, ma di misura, sui contrari che raccolgono il 45% delle preferenze.
Il sondaggio scende poi ancor più nei dettagli, analizzando gli orientamenti delle due diverse componenti dell'Unione. A sorpresa, favorevole al ritiro, è anche la maggioranza di chi si dice "riformista", con il 56% a fronte di un 42% dei contrari. Prevedibile invece la nettissima maggioranza dei favorevoli al ritiro (85%) tra chi si definisce vicino alla sinistra radicale. Le percentuali si ribaltano in partiti come Sdi, Udeur, Lista Di Pietro e Radicali. Tutte partiti dove la maggioranza è nettamente schierata per la permanenza delle truppe in Afghanistan .



Anche senza questo sondaggio è dai tempi delle manifestazioni pacifiste contro l'invasione in Iraq che è chiaro che la maggioranza del popolo italiano è contrario all'impiego delle truppe in operazioni militari (che si chiamino di peacekeeping o in altro modo).

Perciò la prima considerazione che mi viene dopo questa lettura è che i veri massimalisti sono coloro che si oppongono alla volontà dell'elettorato. Coloro che su una posizione sbagliata, minoritaria, ricattano la maggioranza per ottenere quello che loro interessa. O no? Mi pare che è questo il contenuto dato alla parola “massimalista” usata come una clave contro chi si limita a difendere delle idee.


Quando l'America decise l'invasione dell'Iraq ci fu una sollevazione mondiale per impedire la guerra, ma non ottenne niente. Cosi in Italia dove si sono toccate punte del 70% di contrari alla guerra il governo di turno ha sempre disatteso le richieste della popolazione. E non è il primo caso che i governi (in genere) si dimostrano assolutamente sordi alla volontà dell'elettorato  e completamente  autoreferenziali. Dimostrando di agire in nome di disegni lontani dai bisogni della gente.
In barba al significato di democrazia che è definita "governo del popolo". Da ridere, se non fosse tragico, che la nostra democrazia è vuota di contenuti però facciamo le guerre perchè dobbiamo "esportarla". Ma che esportiamo un guscio vuoto?
Certo  la volontà popolare va esercitata con le  opportune mediazioni della classe dirigente, ma è chiaro che la volontà popolare non può essere completamente disattesa, ignorata e tradita in tutte le occasioni. Certo ci saranno dei casi in cui la classe dirigente, il potere, il governo dovranno andare contro alla volontà popolare.
Penso però  al caso esattamente opposto. Cioè se una popolazione invocasse la  guerra, il compito del governo sarebbe quello di dissuaderla. Il compito di un buon governo certo non è quello del populismo, cioè di accontentare i bassi istinti della popolazione anche se questi sono dannosi al bene comune. Quando una parte della gente (cosi a caso, i leghisti!)) chiede la forca per gli immigrati o di cannoneggiare i clandestini compito del governo è spegnere questi rigurgiti di barbarie. Anche se lo chiedesse la maggioranza della gente. Un buon governo deve spesso essere più avanti, guidare, educare, la popolazione. Non deve certo appiattirsi sugli umori della maggioranza, volubile e mutevole, per definizione.
Qui mi pare però che siamo di fronte ad altro.
L'antimilitarismo, il pacifismo, il rifiuto della guerra fanno parte di un 'identità culturale forte, radicata in tutta la  popolazione Europea. In Italia in più abbiamo una costituzione molto restrittiva sull'impiego delle armi. Al punto che si son fatti i salti mortali, e dette numerose bugie, per giustificare l'invio di truppe in Iraq fuori da un mandato degli organismi internazionali. Quindi non siamo di fronte ad una momentaneo "capriccio" dell'opinione pubblica, una convinzione dovuta a fatti contingenti. Nossignori, fa parte della nostra cultura, nella consapevolezza più piena. Quindi tale volontà non può, non dovrebbe, essere  in alcun  modo ignorata. 
Mi pare che  l'unica saggezza, l'unica linea accettabile, è quella dell'elettorato non certo quella della classe dirigente.
Siamo andati in Afghanistan sull'onda emotiva dell'11 settembre,  per la  guerra al terrorismo, a combattere un nemico che non c'è.
Come se i terroristi avessero un esercito con una divisa individuata  e si potessero sconfiggere con operazioni militari.
Come se l'Italia avesse dichiarato guerra alle BR. Il terrorismo si sconfigge con la politica e con operazioni di intelligence e di polizia. Invece siamo andati  a combattere un 'entità indistinta, più o meno individuabile nei Talebani. Dimenticando che i Talebani, insieme a Bin Laden, sono stati armati e sostenuti dagli americani, quando faceva comodo, in funziona antisovietica (vedi).
Per cui questa guerra oltre ad essere sbagliata in nome di sacrosanti principi, lo è anche per i contenuti, come scelta strategica, che è miope ed improduttiva. Ora per questa stupida politica americana (di Bush  e delle lobbies petrolifere in particolare)  siamo impelagati in una guerra che la gente non vuole. Guerra percepita come  stupida e e sbagliata.  E che tale è.  Se la risolvessero gli americani.
Non è egoismo, è che questa politica si sta dimostrando  non solo sbagliata, ma  ormai chiaramente catastrofica.  Quindi un governo decente di CS deve porre i paletti e rifiutarla in toto. Cercando di combattere il terrorismo con mezzi idonei e non con i cannoni che creano solo un'inutile spiraglio di violenza. E non lo dico io, lo dicono i fatti.  Da quando gli Americani hanno scatenato questa sorta di guerra globale al terrorismo  il numero dei morti è aumentato  in maniera esponenziale, mentre la sicurezza, o la nostra percezione di essa è diminuita. Il terrorismo fa più paura di tutto, nonostante sia statisticamente più probabile morire per un fulmine o morsi da uno squalo che non vittime di un attentato. sarebbe ora di rivedere le nostre convinzioni.
In questo quadro, che è difficile negare, il nostro governo che fa? Rischia la sua stessa sopravvivenza per andare non solo contro  il suo elettorato, ma anche  contro la volontà di tutto il paese. Roba da idiozia pura (o c'è altro?).
Da un governo di CS ci si aspetterebbe una riflessione seria ed un  cambio di strategia assoluto. Ritiro delle truppe immediato e lotta al terrorismo con la politica ed operazioni di intelligence.
All'inizio io sostenevo che le truppe andavano mantenute, perchè nel programma non c'era il ritiro dall'Afghanistan ma solo dall'Iraq. Però tra le promesse elettorali, anche non scritte, c'era con chiarezza un cambio netto di strategia politica e un rifiuto netto delle scelte operate dal precedente governo in tal campo. Se sull'Iraq non si fosse traccheggiato, se sulla base si fosse opposto un netto rifiuto, se non si fossero aumentati gli stanziamenti militari, allora sull' Afghanistan si poteva discutere. Ma un' inversione netta, o almeno chiara, non c'è stata. Per cui è logico che la sinistra chiede ora e qui un segno chiaro. Soprattutto se si tiene conto che la gente è favorevole al ritiro. E stavolta sono "massimalista" anch'io.

E va considerato un altro aspetto. Le missioni all'estero costano cifre enormi. Questo nel momento in cui si chiedono sacrifici al paese. Quei soldi poterebbero essere impiegati in mille modi più utili. Magari si potevano utilizzare per evitare i tagli alla scuola e alla sanità. Per aumentare  le pensioni minime. Per finanziare  la ricerca che non ha una lira. Insomma cento modi migliori, in assoluto, di ammazzare gente. Il governo di CS, che ha una base fortemente antimilitarista, sembra fregarsene. Poi qualcuno accuserà i soliti "massimalisti" di mettere in difficoltà il governo. Ma se opera cosi si mette in difficoltà da solo, anche se paiono  non capirlo. La gente si allontana dalla politica che va in una direzione tutta sua, lontana dai bisogni e dal volere della gente. E si allontana dal governo che ha votato, che si muove in maniera lontana dalle istanze dell'elettorato e dalle promesse fatte. 
Di fronte a simili scelte sono possibili due sole considerazioni. La prima è che i nostri rappresentanti sono completamente idioti. Eh già perchè il governo se non ritira le truppe e dà chiari segnali di  cambiamento di linea rischia di crollare. Infatti una parte della sinistra (che gli idioti chiameranno massimalista) è stufa di aspettare un segno di cambiamento di linea che non viene. Per cui è disposta a votare no anche di fronte alla fiducia.
Perciò sia per le ragioni di principio esposte sopra, sia per l'esigenza di risparmio economico, sia perchè questa politica militare è strategicamente sbagliata, la cosa più ovvia e saggia per il governo di CS sarebbe ritirare le truppe. Senza se e senza ma. Che non significa negare l'importanza e la necessità della lotta al terrorismo. Ma riaffermare che questa politica scelta dal governo precedente è sbagliata, non ci vede d'accordo, che la lotta al terrore si fa in altro modo.
Eppure nonostante l'evidenza spinga su questa strada, Prodi e la gran parte del governo, sembra intenzionato a mantenere le truppe in Afghanistan. Non vorrei che la guerra fosse diventata, anche in Italia, un affare, un sostegno all'economia, da cui poi è possibile anche lucrare in termini personali e di potere. Come lo è in America da molto tempo. Non vengo dalla luna per non sapere che ragioni economiche e guerra sono legati strettamente. Pure ci si aspetterebbe che un governo di CS non scegliesse, come quelli di destra, in base a pure valutazioni economiche. Soprattutto quando in ballo c'è la vita di tanta gente (in Iraq si sono superati i 200 mila morti civili). Altrimenti dov'è la differenza da un governo di destra?
E se le scelte sono fatte in base a questi criteri, questo governo non ci rappresenta più. Almeno non mi rappresenta più.Allora perchè doveri sostenerlo? Perchè Berlusconi è "cattivo"? Ma in cosa loro sarebbero più "buoni"??
 

giuseppe galluccio 23/1/07

                

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