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Psicofarmaci e violenza

 

Non sono al corrente di studi  che dimostrino con certezza quanto contenuto nell'articolo, anche se è certo che spesso l'uso di psicofarmaci ha effetti devastanti. Non ne nego l'utilità in certi casi, ma l'uso indiscriminato spinto dalle aziende che mirano al profitto di certo costituisce un grosso problema anche se misconosciuto.

Mi preme però sottolineare che se l'omicida fosse stato un consumatore di marijuana immediatamente sarebbe scattata la relazione tra droga e raptus omicida. Invece dato che qui si tratta di una "droga legale" non se ne parla o viene appena sussurrato.

Chiaramente il motivo principale è che le  multinazionali del farmaco sono potentissime e gli psicofarmaci fanno incassare milioni dato che sono tra le specialità maggiormente vendute.

Se si stabilisse una connessione, o se comunque se ne parlasse troppo le perdite per queste aziende sarebbero ingentissime.

Ancora una volta ci troviamo di fronte alla manipolazione dell'informazione che viene piegata agli interessi del potere e del profitto.

giuseppe galluccio 5/7/07

 

 

Psicofarmaci e violenza

di Luciano Gianazza  http://www.medicinenon.it/modules.php?name=News&file=article&sid=86

 

Il Chicago Tribune riporta che Cho Seung Hui, lo sparatore del Virginia Tech che ha ucciso 32 suoi compagni in un raptus omicida, stava prendendo anti depressivi. Non è la prima volta che un raptus omicida conclusosi in una strage in altre scuole è stato collegato al consumo di antidepressivi. L'atroce sparatoria di Colombine, fra altre, è avvenuta otto anni fa, e gli sparatori anche in quel caso prendevano antidepressivi.

 

E' un caso che dei ragazzi, altrimenti ritenuti normali e non violenti, che all'improvviso prendono in mano pistole e fucili, e poi si mettono a sparare all'impazzata sui loro compagni, prendessero psicofarmaci di un tipo o di un altro?

Se così fosse, sarebbe anche un caso che i fumatori hanno più probabilità di ammalarsi di cancro ai polmoni dei non fumatori.

E in effetti il ragionevole dubbio che gli psicofarmaci inducano all'omicidio e al suicidio potrebbe diventare certezza se delle ricerche in tal senso venissero fatte senza l'ostruzionismo delle case farmaceutiche per ovvi motivi, interessi economici che raggiungono cifre astronomiche, e quando dico astronomiche non sto esagerando.

Oltre a questo c'è l'omertà dei media che molto raramente riportano che gli autori delle stragi nelle scuole o delle cosiddette stragi famigliari, nella quasi totalità dei casi, erano psichiatrizzati e dediti al consumo di psicofarmaci, e quando fanno dei timidi accenni, lo fanno in maniera quasi inavvertibile, proprio di sfuggita.

La ragione per cui i media non riportano che molto spesso gli individui che vengono colti da raptus omicidi o suicidi erano dediti al consumo di psicofarmaci è che le case farmaceutiche costituiscono una grossa fetta dei loro inserzionisti, che nell'arco dell'anno pagano milioni di euro per la pubblicità delle loro pastiglie per il mal di testa, antiacidi e lassativi, e, in un mondo in cui l'etica ha un valore minore del denaro, nessuno, fra coloro che hanno perso la propria integrità personale, sputa nel piatto dove mangia.

A causa di questo la comunità rimane all'oscuro di particolari importanti e nessuno si pone la domanda: " Ma non saranno questi psicofarmaci la causa di quei raptus omicidi?" e ovviamente non chiede a gran voce che venga fatta luce a riguardo.

Nel caso della strage del Virginia Tech, lo sparatore prendeva antidepressivi. Guarda caso, quando avvengono gravi atti di violenza nelle scuole, quasi sempre gli psicofarmaci fanno parte della scena del crimine.

Che gli antidepressivi hanno gravi effetti collaterali è ben noto alle autorità, tant'è vero che negli Stati Uniti è obbligatorio porre una etichetta sulle confezioni di tutti gli antidepressivi che informa che "stati d'ansia, agitazione, attacchi di panico, insonnia, irritabilità, ostilità, aggressività, impulsività, acatisia (impossibilità di stare fermi), ipomania, mania sono stati riscontrati in pazienti adulti e pediatrici trattati con antidepressivi per forti disturbi depressivi o altri disturbi sia psichiatrici che non psichiatrici". Viene da chiedersi perché non vengono poste chiare indicazioni sulle confezioni vendute in Italia. A questo proposito leggi il mio articolo del novembre 2004:  QUI

 

 

 

 

Il ritalin più pericoloso della cocaina

                

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