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Questi sono degli stralci dal
programma dell'Unione in materia di politica estera e della politica
militare in generale.
Anche se il programma difetta di
parole chiarissime, i continui richiami all'art 11 fanno intendere
un preciso cambio di segno rispetto all'appiattimento sulle scelte
americane. Il programma parla chiaramente di affrancamento
dell'Italia, di ricollocazione, nuovo ruolo ecc ecc ecc
giuseppe galluccio 2006
pag
97
Scegliamo l'Europa e il pag 97
processo di integrazione europea,
come ambito essenziale della politica
dell'Italia.
Scegliamo di mettere la vocazione di pace del
popolo italia-
no e l'articolo 11 della Costituzione
italiana al centro
delle scelte che il nostro Paese
compie in materia
di sicurezza.
Scegliamo il multilateralismo, inteso come
condivisione
delle decisioni e costruzione di regole comuni
(la costru-
zione, il rafforzamento e la democratizzazione
delle isti-
tuzioni e organizzazioni regionali ed
internazionali,
di cui l’Italia fa parte o con cui
coopera, chiamate
a garantire governance globale e sicurezza
collettiva). Scegliamo il multipolarismo
(la costruzione, soprattutto
attraverso le aggregazioni regionali, tra cui
l'Europa, di
soggetti capaci di influire sullo scenario
internazionale
attraverso la costruzione di elementi di
sovranità soprana-
zionale condivisa e non competitiva).
Scegliamo una politica preventiva di
pace che persegua
attivamente l’obiettivo di equità e
giustizia sul piano
internazionale, favorendo la prevenzione dei
conflitti
e il prosciugamento dei "bacini dell'odio".
Scegliamo la legalità internazionale,
come chiave per
affrontare i conflitti e per la costruzione di
un ordine
internazionale fondato sul diritto e sui
diritti. Scegliamo di
rilanciare sulla scena europea ed internazio-
nale il ruolo dell'Italia, come attore attivo e
consapevo-
le, per favorire la pace, la stabilità,
la giustizia,
la democrazia, i diritti umani, il commercio
equo, la coo-
perazione, l’economia ambientale sostenibile,
la tutela
delle risorse storiche, culturali, ambientali.
Scegliamo di porre su nuove basi un
impegno dell'Italia
per la cooperazione allo sviluppo, sia per
perseguire
gli "obiettivi del millennio", sia per dare un
ruolo agli
attori (organismi non governativi,
associazioni, regioni,
enti locali, università, istituzioni, ecc.) che
devono gio-
care un ruolo crescente nello sviluppo del
partenariato
internazionale.
Scegliamo di mettere al
centro dell'azione dell'Italia
la promozione della democrazia, dei
diritti umani,
politici, sociali ed economici, a
cominciare dai diritti
delle donne.
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Queste considerazioni ci dovranno indurre a
un’applicazione
rigorosa dell’articolo 11 della Costituzione che, oltre
all’ovvio principio di autodifesa, prevede e consente l’uso
della forza soltanto in quanto misura di sicurezza collet-
tiva, come previsto dal capitolo VII della Carta della
Nazioni Unite, secondo criteri che distinguono la funzione
di polizia internazionale dalla guerra: il mandato
Onu
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Crediamo che il Parlamento debba autorizzare le spese
rela-
tive ad un’eventuale partecipazione dell’Italia con vota-
zione separata per ogni singola missione .
……….
In questo quadro lavoreremo per ricollocare
l'Italia tra
i paesi guida dell'Europa, riaffermare e
riequilibrare
i rapporti transatlantici per contribuire
alla sicurezza
internazionale e ad assicurare la pace e
la giustizia
tra le Nazioni
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Siamo fermamente convinti che la lotta al terrorismo
debba
essere condotta con strumenti politici, di intelligence e
di contrasto delle organizzazioni terroristiche. E’ in
primo luogo sul piano politico, sociale ed economico che
dobbiamo battere il progetto del terrorismo, prosciugandone
il serbatoio di adepti, dando risposte anche ai sentimenti di
umiliazione e di emarginazione. Riteniamo comunque necessa-
rio affermare una ripulsa morale e politica dei metodi terro-
ristici, condotti sia da organizzazioni sia da Stati, che non
possono essere giustificati neppure nell’ambito di contesti
locali particolarmente estremi e drammatici.
Dobbiamo dare un forte segnale di discontinuità sia
al popolo
iracheno sia alla comunità internazionale,
anche per affer-
mare il valore del multilateralismo come metodo
per la solu-
zione concordata dei conflitti e per
rafforzare il ruolo
delle Nazioni Unite,
restituendo loro autorevolezza.
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