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L'idea di
un partito che semplificasse ed innovasse il panorama politico a sinistra nasce
ai tempi dell'Ulivo, cioè dieci anni fa. L'Ulivo si poneva
l'obbiettivo di riunire la maggior parte delle sigle del CS,
coniugando il riformismo socialista e quello cattolico. L'Ulivo fu
abolito per abbattere Prodi, grazie a D'Alema e Marini. Si è passati
poi per la Cosa 1
e 2, per altre proposte più o meno fantasiose, per passare al Partito Democratico, di cui si parla da più
di un anno, ma con risultati sempre più deprimenti.
Il
tentativo fatto alle ultime elezioni ha raccolto il 31 % alla
camera, ma al Senato non fu presentato. Errore che è costato la
quasi sconfitta elettorale e che ha ingenerato una grossa delusione
nell'elettorato che vedevano le eterne beghe per qualche poltrona in
più.
Il punto
vero della questione però, è che questo partito nasce come somma di due
oligarchie (Marìgherita
e DS) , cioè qualcosa col sapore stantio del vecchio, senza
nessun entusiasmo perchè non porta alcuna novità.
Ovviamente
questo porta ad un crollo dei consensi che, secondo i sondaggi, sono
scesi al 23 % cioè meno della somma dei due partiti. Perchè? Perchè
non attira gli elettori non militanti dei due partiti e ne perde
quelli che, soprattutto a sinistra, non si riconoscono in un
esperimento che non ha nessuna chiarezza.
Eh già
perchè se questo nuovo partito nasce senza chiarire nessuno dei
punti indispensabili ad avviare una convivenza tra anime
diverse. Credo che fra le tante, la questione della laicità
sia la più importante. Nella Margherita c'è una parte, anche se minoritaria che
non riconosce manco la laicità dello Stato, rispondendo
direttamente alle gerarchie ecclesiastiche. Come si convive con
questo integralismo intollerante che boicotta il referendum sulla
procreazione e mette a rischio il governo se non straccia i DICO?
Purtroppo questo nodo essenziale non viene posto con chiarezza
nemmeno dalla sinistra.
Un conto è
accettare il punto di vista dei cattolici per trovare una sintesi.
Cosa che vedo naturale e giusta. Altro è non riconoscere che le
leggi le fa lo Stato e non il Vaticano, che l'ingerenza
ecclesiastica non è tollerabile e che lo Stato è anche di chi non è
cattolico e quindi lo deve rispettare e tutelare.
Insomma se
si può convivere con Letta e la Bindi che hanno chiaro che lo Stato
è e deve essere laico, altrettanto non è possibile con Binetti,
Carra, Fioroni e compagnia.
Basterebbe questo, secondo me, per riportare
quell'entusiasmo scomparso. L'entusiasmo che portò ben quattro
milioni di cittadini alle primarie. I cittadini si sentono sempre
meno rappresentati, per cui se ne fregano dei litigi di due
dirigenze oligarchiche. Vogliono potere contare almeno quel tanto
da potere partecipare a decisioni che incidano sulle proprie vite.
Il PD per raccogliere ampi consensi deve essere
aperto a tutti non solo ai militanti.
In questi
anni sono nati dal basso movimenti e associazione che chiedono solo
di potere partecipare. Non chiedono poltrone (beh forse qualcuno si,
ma sono pochi!), chiedono di esserci e di essere ascoltati.
Allora il PD deve nascere da una costituente aperta a
tutto il popolo del CS.
Ripeto che però prima vanno posti con chiarezza
alcuni paletti. Uno è quello sulla laicità senza il quale non si va
da nessuna parte. Come si può convincere, decidere se manca il
presupposto fondamentale dell'unità di vedute su una questione che è
essenziale?
Inoltre deve esser chiaro che la dirigenza deve
essere eletta, almeno la prima volta, da tutti gli elettori e
non solo dagli iscritti al partito. Creato il partito mi pare giusto
che poi decidano gli iscritti secondo lo statuto che si farà.
E' un controsenso che un partito nuovo nasca per mano
dei vecchi militanti di due vecchi partiti. In tal caso non è un
partito nuovo, ma la fusione di due partiti vecchi che, abbiamo
visto, non entusiasma nessuno e non raccoglie, anzi perde,
consensi.
Invece i "nostri leader" sfiorano il ridicolo quando
proclamano "largo ai giovani", ma non fanno manco mezzo passo
indietro cominciando già a litigare sulla leadership di un partito
che per il momento non c'è e non si sa se ci sarà.
Solo se il partito nascerà con una spinta dal basso
avrà la possibilità di funzionare e di contare, altrimenti nascerà
una cosa già morta.
E sarebbe ora poi di spostare la discussione dal
contenitore ai contenuti. Sempre coinvolgendo la base, ascoltandone
le istanze. E su quelle istanze decidere il tipo di partito che si
vuol far nascere.
Democrazia significa appunto governo del popolo, cioè
dal basso. Un popolo che esprime il suo volere attraverso la
mediazione di organi eletti e non nominati dall'alto (come
ormai avviene!).
Altrimenti lo si chiami diversamente: Partito
Oligarchico, Partito dei Leader, DSDL, insomma come si vuole. Ma non
Partito Democratico, visto che si nega in partenza il concetto di
democrazia.
Questo dal basso, sarebbe il partito
democratico a cui potrei aderire. Altro no.
Ma riterrei comunque positivo la nascita di un
partito che vedesse fondersi DS e Margherita.
E' possibile che questo spinga la sinistra sinistra
ad aggregarsi superando per una volata la frammentazione. Se si
riuscisse a raccogliere insieme le varie anime che si riconoscono in
RC, PdCI, Verdi, Correntone si avrebbe un'aggregazione intorno al 15
%, con la possibilità di attrarre altri elettori. Tutte queste sigle
sono divise nella ledaership ma l'lettorato sui contenuti si ritrova
su posizioni comuni. Pacifismo non ideologico ma nel rispetto della
Costituzione, rifiuto del dominio assoluto del mercato, pur
riconoscendone alcune qualità, ricostruzione di un'etica pubblica,
centralità del parlamento e rifiuto di leadership populiste,
ecologia non come parola vuota ma come possibilità di nuovo sviluppo
e nuova ricchezza, riduzione dei costi della politica, maggiore
rappresentatività della base elettorale...
Ecco se si parla di contenuti e non di astratti dogmi
ideologici si può radunare una vasta aerea di lettorato gran parte
della quale, completamente disillusa, sta scivolando verso
l'astensione o verso l'estremismo.
Se la nascita di un PD a sinistra o di qualunque cosa sia,
spingesse la sinistra a riunirsi questo nuovo soggetto sarebbe una
manna.
Ma in verità, vista la statura della nostra classe
politica, non sono ottimista.
giuseppe galluccio 16/4/07 |