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A
proposito di Deaglio e del suo nuovo film. Bravo Enrico!
Personalmente lo dico da aprile: la notte delle elezioni
Pisanu ci ha salvato da un golpe elettorale. Era giunta voce
fino a noi di un suo rifiuto di truccare i risultati finali.
Ed era strano, proprio strano che fosse stato convocato a
Palazzo Grazioli da Berlusconi nel pieno della conta dei
voti. Quando mai un ministro dell’Interno si allontana dal
Viminale nei momenti cruciali della democrazia? Molti dei
dubbi, indizi e (per alcuni aspetti) certezze di Deaglio li
avevamo vissuti in diretta. Come mai gli exit-poll erano stati
smentiti così clamorosamente dai risultati sul campo, dalle
proiezioni, prima di tutto? Sì, è vero, c’era stata una
volta in cui un exit poll era stato rovesciato totalmente.
Ricordate? Era stato alle elezioni a sindaco di Agrigento
nel ’93. La notte si festeggiò Arnone sindaco, il mattino
c’era quello della destra. Ma sul piano nazionale non era
mai accaduto in quelle proporzioni. Domenica e lunedì era
stato un continuo: decine di sms per dire (segretamente!)
“siamo avanti di quattro o cinque punti”; e lo dicevano tre
o quattro istituti, mica uno solo. Poi la sorpresa con le
proiezioni. L’imbarazzo. I risultati rovesciati. Si capì che
qualcosa non quadrava. E’ vero. Fummo sollecitati a vigilare
con urgenza. A Milano andammo in una decina di parlamentari
dal prefetto verso le undici di sera. Per fare capire -
garbatamente - che eravamo sul piede di guerra. Poi parlando
con il prefetto e con la funzionaria che seguiva il servizio
di trasmissione dati ci convincemmo che di loro ci potevamo
fidare, che stavano facendo bene il loro lavoro. Non era
dagli spogli locali che veniva il pericolo del broglio. Ora
l’abbiamo saputo da dove veniva. Esiste un programma
informatico in grado di convertire automaticamente una quota
(considerevole) delle schede bianche in voti a favore di uno
schieramento, man mano che i dati vengono trasmessi. E
infatti le schede bianche sono andate incredibilmente al di
sotto della loro soglia fisiologica. Si sono attestate
sull’1-2 per cento. E dire che, tra la pessima prova al
governo di B. e la disastrosa campagna elettorale del
centrosinistra, ci sarebbe stata ragione per avere una marea
di schede bianche.
Sapete chi ha mandato in fumo il
piano, oltre a Pisanu? I comunisti! Ma sì, gli ex comunisti
che quando hanno visto il vantaggio assottigliarsi ogni
minuto, invece di attendere i dati del Viminale, hanno
iniziato a farseli dare al telefono dai loro rappresentanti
di lista dalle sezioni che mancavano. E sulla base di questi
dati avuti in diretta hanno annunciato la vittoria in
televisione. Santa organizzazione comunista! Io sono
convinto che se quella notte non fosse stata proclamata
autonomamente la vittoria (il che infatti fece letteralmente
impazzire di rabbia B.) sarebbe finita come con Bush e Gore.
Con la riconta e il broglio guidato. Ed è per questo, sulla
base di quel voto, che ora la democrazia italiana è
costretta a navigare precariamente tra Camera e Senato.
Bravo Pisanu che non c’è stato. E bravi Fassino e Prodi che
in quei momenti drammatici hanno avuto l’intuito di violare
il galateo elettorale.
P.S. Siccome questo Blog non ha voglia di sposare cause per
partito preso, aggiungo che mia moglie che fu scrutatrice a
Milano (zona Bocconi), giura che nella sua sezione di schede
bianche ce ne furono effettivamente poche. Ciò non risolve
il problema degli exit poll e di Pisanu convocato d’urgenza
a Palazzo Grazioli. Però sarebbe interessante sapere i
ricordi dal vivo dagli scrutatori di altre città. |