CASO ALDROVANDI, RINVIO A GIUDIZIO PER
OMICIDIO COLPOSO NEL SILENZIO DEI MEDIA
di
Lizard
pubblicato il 31/01/2007
Rinviati a giudizio per omicidio colposo i quattro poliziotti del
Caso Aldrovandi. La notizia è di cinque giorni fa, ma è stata
completamente ignorata dai media. di
Gennaro Carotenuto
Apprendo con sorpresa dal blog del giornalista RAI
Pino Scaccia a sua volta informato dal
blog della madre di Federico Aldrovandi,
per la morte di Federico Aldrovandi, il ragazzo di Ferrara
massacrato di botte un anno e mezzo fa, ci sarà un processo. Quattro
poliziotti, Paolo Forlani (1961), Enzo Pontani (1965), Luca
Pollastri (1970) e Monica Segatto (1964) sono stati rinviati a
giudizio per omicidio colposo. Sono imputati del p. e p. dagli art.
113, 51, 55, 40 cpv 589 c.p. perché, in cooperazione tra loro e
consapevoli ciascuno della condotta altrui, in qualità di agenti
componenti le volanti alpha 2 e alpha 3, intervenuti in via
Ippodromo a seguito di chiamate di privati cittadini che avevano
segnalato la condotta molesta e di disturbo di un giovane
(successivamente identificato in Federico Aldrovandi), con colpa
consistita nell'eccedere i limiti dell'adempimento di un dovere. In
chiusura di queste righe si possono leggere i dettagli che hanno
motivato il rinvio a giudizio.
Circa un anno fa, sul silenzio totale per questa vicenda, scrissi
questo articolo intitolato "Il
paese dei conformisti" che tanto più mi sembra
attuale oggi. Denunciavo l'indifferenza dell'opinione pubblica,
anche e soprattutto di quella democratica, per un caso così grave ma
anche scomodo. Era un silenzio insofferente, indifferente, che
preferiva far finta che non fosse possibile che in una tranquilla
provincia del nord Italia un ragazzino incensurato potesse essere
ammazzato di botte in strada dalla polizia.
Oggi
devo aggravare il mio giudizio ma parlare anche di "indifferenza
indotta". A un anno e mezzo dalla morte imperdonabile di Federico
noto che se la giustizia sta facendo il proprio corso non è certo
per merito dei giornali.
Infatti la notizia del rinvio a giudizio è infatti vecchia di cinque
giorni (9 gennaio) ma, almeno se andate a cercarla in Google News,
scoprite che non se n'è occupato nessuno a parte un sito internet
locale, estense.com. Trovo poche righe solo sul Manifesto del giorno
11. Poche righe, una breve. Fa meglio Liberazione, con Checchino
Antonini. Sarei ben felice di essere smentito, ma per i grandi
quotidiani, La Repubblica, Il Corriere della Sera, ma anche per la
RAI, il rinvio a giudizio di quattro poliziotti per omicidio colposo
non merita neanche una breve.
In particolare i quattro poliziotti sono stati rinviati a giudizio
per:
1)
nell'avere omesso di richiedere immediatamente l'intervento di
personale sanitario per le necessarie prestazioni mediche a favore
di Federico Aldrovandi descritto dagli stessi agenti in stato di
evidente agitazione psicomotoria;
2)
nell'avere in maniera imprudente ingaggiato una colluttazione con
Federico Aldrovandi al fine di vincerne la resistenza eccedendo i
limiti del legittimo intervento; in particolare, pur trovandosi in
evidente superiorità numerica, percuotevano Federico Aldrovandi in
diverse parti del corpo facendo uso di manganelli (due dei quali
andavano rotti) e continuando in tale condotta anche dopo
l'immobilizzazione a terra in posizione prona;
3)
nell'avere omesso di prestare le prime cure pur in presenza di
richiesta espressa da parte di Aldrovandi che in più occasioni aveva
invocato "aiuto" chiedendo altresì di interrompere l'azione violenta
con la significativa parola "basta", mantenendo al contrario lo
stesso Federico Aldrovandi, ormai agonizzante, in posizione prona
ammanettato, così rendendone più difficoltosa la respirazione;
4)
cagionato o comunque concorso a cagionare il decesso di Federico
Aldrovandi determinato da insufficienza cardiaca conseguente a
difetto di ossigenazione correlato sia dallo sforzo posto in essere
dal giovane per resistere alle percosse sia alla posizione prona con
polsi ammanettati che ne ha reso maggiormente difficoltosa la
respirazione in Ferrara il 25 settembre 2005
fonte:
http://www.gennarocarotenuto.it
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