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Lettera aperta all' on. Cacciari

On Cacciari,

credo che molti  abbiano accolto le  sue dimissioni con stupore, ma anche con una sorta di ammirazione: finalmente un politico che antepone le sue convinzioni alla poltrona.

Anche chi, come me, critica aspramente il  suo gesto di alcuni altri deputati e senatori che stanno giocando una partita incomprensibile.

Pure nel leggere quel gesto ho avuto delle perplessità.

La prima  è abbastanza ovvia. Presumo che  Lei abbia letto il programma del CS quando Le  è stata offerta la candidatura.

Mi pare logico che se ci invitano a candidarsi per un partito, a maggior ragione se  si tratta di una coalizione molto variegata e non del partito nel quale si milita, si chiede conto del programma, degli obbiettivi. Non oso pensare non l'abbia fatto.
Quindi sicuramente sapeva che nel programma non è assolutamente contemplato il ritiro dall'Afghanistan, manco velatamente. Per cui se non era d'accordo su un tema cosi importante doveva non candidarsi. Se ha accettato la candidatura, mi pare ovvio presumere che Lei avesse accettato questo punto, anche se  in disaccordo.

Possibile che abbia cambiato idea. Era d'accordo prima ma la sua coscienza Le ha imposto di non poter votare per cui sceglie , giustamente e nobilmente, le dimissioni. In tal caso niente da dire, è legittimo cambiare idea, anzi spesso è doveroso, purchè se ne paghino le conseguenze.

L'altra perplessità è meno ovvia. Conosco il regolamento della Camera, per cui le dimissioni non sono immediatamente esecutive, ma devono passare al vaglio dell'aula che le accetta o le respinge. Per consuetudine la prima volta vengono respinte ed accettate solo di fronte alla fermezza del dimissionario. Cosi è stato anche per le dimissioni dell'on. Malabarba che si dimetteva a favore di Heidi Giuliani e cosi è stato perfino per quelli che si sono dimessi perchè avendo altro incarico erano incompatibili. L'aula ha respinto perfino in tal caso le dimissioni, creando pure un bel problema.

Perciò prima di valutare appieno il suo gesto volevo attendere la conclusione dell'iter delle sue dimissioni.

Non ho letto da molte parti la spiegazione sul meccanismo delle dimissioni, per cui molti sono convinti che Lei ormai non è più un deputato.

Due giorni fa  leggo su Repubblica, ma  è riportato più o meno anche su Stampa web, che alla precisa domanda di cosa avrebbe fatto se l'aula respingeva le sue dimissioni, ha risposto che ci avrebbe riflettuto al momento...Non avendo smentito, ritengo che il virgolettato sia corretto.

Ho difficoltà serie a capire su che cosa debba riflettere.

Il governo in un modo o nell'altro manterrà le truppe in Afghanistan, per cui , un pacifista vero come Lei nonché deputato coerente, non può non mantenere le dimissioni, visto che il dissenso di fondo con il governo rimane tutto. Non Le pare?

Mi spieghi Lei a questo punto il significato del suo gesto e la sua posizione politica. Perchè presumo che uno che fa il deputato ed è in politica da una vita valuti anche le conseguenze delle sue azioni..o no?

La quasi totalità dell'elettorato di CS, quella che L'ha eletta, fa enorme fatica a comprendere la posizione sua e degli altri "dissidenti". Infatti tutti siete li non per rappresentare le vostre, comunque importanti, coscienze, ma per rappresentare gli elettori che vi hanno dato come mandato primo quello di governare. Vero che non esiste vincolo di mandato, ma coerenza e lealtà alla coalizione , all'elettorato dovrebbero essere valori altrettanto importanti, come quelli che la sua coscienza Le impone. Pure in disaccordo,  di fronte al gesto delle sue dimissioni, della sua coerenza,  credo che tutti abbiamo apprezzato la nitidezza del gesto. Ora pare quel gesto non sia poi cosi nitido.

Quindi sarebbe un pò dura  mandare giù il rientro di queste dimissioni, dato che non sono risolti i dissensi.

Per quanto mi riguarda poi mi sento profondamente tradito in quanto elettore. Io ho votato PdCI  perchè intendevo sostenere il governo Prodi, accettando come punto di mediazioni un programma che doveva tenere conto delle enormi differenze che esistono tra le varie componenti: Binetti e Bonino, Mastella e Di Pietro, Diliberto e De Mita.

Quindi ho scelto un partito della sinistra "radicale", come pure RC, che insieme  avrebbero dovuto garantire che questo governo non ricalcasse la linea del precedente, che facesse davvero scelte "di sinistra"  che voltasse pagina anche nel modo di fare politica oltre che nei contenuti, che ristabilisse un rapporto di credibilità, sempre più sfilacciato, con l'elettorato.
Per cui anche le sue dimissioni mi fanno sentire tradito. Io ho votato perchè voi tutti faceste politica, nel senso sopra esposto, non per seguire esclusivamente la vostra coscienza, che , mi scusi, a questo punto mi pare ipertrofica.

Cosa crede che noi non ci poniamo il problema delle tante guerre e dei morti e delle nefandezze che Israele sta spacciando per difesa legittima?

Però noi sappiamo che la caduta di  questo governo, o anche solo il suo indebolimento, porterebbero ad uno spostamento a destra della coalizione..o ad un'ammucchiata al centro che sarebbe poi lo stesso. Ci sono forze che operano appunto in tal senso, e voi sembrate volergli dare una mano. In entrambi i casi la sinistra diverrebbe marginale, cosi che si riprenderebbe la politica dell'assoluto appiattimento sulle posizioni americane, con il rischio che si discuta anche il ritiro dall'Iraq ( non completato). Credo che queste cose Le dovrebbero essere chiare, ma glieLe ricordo.

E' questo che si vuole? Come è possibile che chi faccia il politica non si renda conto delle conseguenze delle sue azioni?

Non si tratta manco di ridurre il danno, dio accontentarsi del meno peggio, ma di fare i conti con la realtà senza sfuggire al contesto. L'obbiettivo di rivedere la posizione militare dell'Italia nei vari contesti, l'idea che la guerra non può essere addolcita, ma solo abolita, mi vedono in prima fila. Ma credere che questi risultati si raggiungono con un colpo di teatro, è francamente velleitario. Simili obbiettivi sono il frutto di una politica seria condotta con pazienza, con nettezza, giorno per giorno. Impegnandosi a convincere, a far partecipare, ad aggregare consenso.

Lei, e gli altri dissidenti, sembrate lavorare nella direzione opposta. Allontanando la gente dalla politica, raccogliendo antipatie diffuse anche tra il vostro elettorato tradizionale, cui io stesso mia scrivo. E' difficile vedere il nesso tra caduta del governo e la pace. Semmai è visibile l'esatto opposto: caduta del governo, ritorno della destra, ripersa delle posizioni belliciste.

Inoltre mi apre che questo governo, con tutti i suoi limiti, una certa discontinuità l'abbia data. A parte il ritiro, la posizione sulle azione degli Israeliani è stata un assoluto successo, al punto di "costringere" anche gli americani a richiamare Israele ad una condotta più decente. Troppo poco? Certo ma almeno si è iniziato a cambiare segno e le popolazione martoriate hanno trovato almeno un interlocutore.

Col vecchio governo avremmo avuto lo sbandieramento della solita retorica della guerra al terrorismo e della difesa della patria, del valore dei nostri soldati e bla bla bla.

Credo che queste siano le posizioni della quasi totalità dell'elettorato ed esprimono la posizione del governo.

A Lei quindi  scegliere se appoggiare questo governo lealmente o, impedito dalla sua coscienza,   dare concretezza al nobile gesto delle dimissioni. Per ora rimane solo un gesto e spero che non  diventi un gesto ipocrita.

cordialmente

giuseppe galluccio 25/7/06

                

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