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Qualche giorno fa ho letto su un giornale locale la notizia di due
ragazzi che sorpresi con tre grammi
di eroina erano stati condanna a 6 anni di carcere.
Mi venne l’immagine di questi due ragazzi, che assolutamente non
conosco, non ne lessi manco i nomi, costretti in carcere per sei
lunghi anni. Provai tristezza e pena per loro.
Mi chiesi se lo meritavano. Pensai di si. In fondo forse
spacciavano, mi dissi. Ma poi mi bloccai e cominciai a riflettere
sulla questione. Con tre grammi potevano essere degli spacciatori, o
dei tossici che avevano fatto un po’ di scorta. Tre grammi in due,
in certi casi, vista la qualità scadente della roba, possono bastare
anche solo per una giornata. Ma ammettiamo che spacciassero, dov’è la
terribile nefandezza di questo reato?
Non parliamo di megatrafficanti che si arricchiscono in maniera
illecita spesso sfruttando le sofferenze dei “poveri tossici”.
Parliamo di due ragazzi che anche se spacciavano, sono l’ultimo
anello di una catena perversa, magari schiavi della droga a loro
volta, che rivendono per soddisfare il loro bisogno abnorme della
sostanza. Che se non fosse illegale potrebbero procurarsi senza
“delinquere” né danneggiare alcuno, se non loro stessi.
Cancellate per un attimo dalla mente l’idea che si tratta di “una
droga mortale” e seguitemi nel ragionamento.
Due ragazzi hanno una “cosa”, un prodotto qualunque, e cercano di
rivenderlo procurandosi magari un guadagno (spesso consistente in
una parte della cosa stessa). Non è forse questa l’anima del libero
commercio? Dov’è l’abominio, la nefandezza?
La nefandezza è nel fatto che qualcuno ha stabilito, in maniera
arbitraria, che quella “cosa” non è legale. Non perché procuri un
danno certo ed irreparabile, non perché possa essere strumento di
violenza (come una pistola la cui vendita pure è legale).
No essa è illegale perché la cultura e l’ideologia del
tizio che lo ha stabilito, o gli
interessi di un gruppo di potere, lo ritengono.
In passato i lavoratori cinesi, ma anche occidentali, che hanno
lavorato alle costruzioni delle ferrovie d’America ricevevano con la
paga un quantitativo di Oppio, A volte l’Oppio sostituiva
completamente il danaro. Ancora oggi in alcuni paesi Andini alcune
tipologia di lavoratori ricevano foglie di coca insieme alla paga,
per sopportare i carichi di lavoro. Questo significa che al variare
delle epoche e delle culture una cosa può essere reato oppure no.
Ciò è un estremo abuso.
Quindi i reati di droga sono relativi alla cultura che permea la
legislazione, che differisce da paese a paese da epoca ad epoca. Ma
è possibile stabilire che una cosa è reato in base alla cultura
dominante del momento?
Immaginate se fossimo governati dai preti sarebbe illegale fornicare
fuori dalla procreazione, avere un amante, divorziare…tutte cose per
le quali si andrebbe in galera. Quindi molti di noi fornicatori,
divorziati, o magari coniugi infedeli staremmo in galera. Se
fossimo governati dagli islamici invece sarebbe ammessa la
poligamia, ma vi lapiderebbero per il tradimento coniugale se foste
donne. Se fossimo governati da pazzi integralisti come in
Afghanistan perfino il ballo o la TV diventerebbero reati.
Pensate al governo di Berlusconi. Era reato e si andava in galera
(purtroppo queste leggi non sono state ancora abolite) per uno
spinello o per essere “immigrati”. Però si veniva incitati ad
evadere le tasse. E chi rubava era considerato un furbo e
sostanzialmente non pagava pegno.
Insomma qualcuno traccia una linea che chiama confine, su una terra
che il destino, Dio, Manitou ha dato a tutti. Poi quella linea la
chiama confine, e stabilisce che se io l’attraverso senza il suo
permesso vado in galera. Riuscite a capire l’aberrazione di questo
modi di pensare e di fare?
Immaginate se il fato vi avesse fatto nascere un centinaio di
silometri più ad est. Molti di noi si sarebbero trovati in
Jugoslavia. Magari sotto le bombe ordinate dalla Nato e se avesse
tentato di sottrarsi a quelle bombe varcando la linea che si chiama
confine sarebbe andato in galera perché “immigrato clandestino”.
Ovvio che sto tagliando concetti con l’accetta, ma nella pratica
quante di queste situazioni si verificano? Migliaia se non milioni.
L’omicidio, il furto, la violenza sono mali assoluti puniti in tutte
le epoche, a tutte le latitudini, da tutte le culture. Perché
provocano danni veri all’altro, al resto della società, al gruppo
sociale di cui si fa parte.
I reati connessi alla droga sono puniti a seconda della cultura.
Perché qualcuno ha tracciato un ‘altra immaginaria linea tra le
sostanze lecite e quelle illecite.
Questo a mio avviso è un aberrazione. E lo diventa ancora di più
vista la legislazione ipocrita che quasi tutti i paesi hanno.
Posso istupidirmi di psicofarmaci, imbottirmi fino a friggermi il
cervello e a farmi scoppiare il fegato, nessuno mi dirà niente. Anzi
se faccio le cose nel modo giusto, becco una pensione per invalidità
(sono matto!), ma se vado in discoteca e mi piglio una pasticca per
stare allegro posso andare in galera. Se invece mi piglio il
Prozac va tutto a meraviglia.
Un negoziante di liquori vende un paio di bottiglie a qualcuno,
magari un ragazzo, poco più che maggiorenne (a volte pure
minorenni!). Questo consuma le bottiglie con degli amici per
“passare la serata”. Niente di illegale per noi. Poi il gruppo di
amici si mette in macchina per andare a ballare o a fare altro. Sono
allegri per la bevuta, corrono. Nel buio investono due vecchietti
che muoiono. Oppure una mamma con un carrozzino. Morti pure loro.
Una tragica fatalità.
Se si fermano, prestano soccorso, chiamano l’ambulanza e la polizia,
verranno poi accompagnati al commissariato, interviene l’avvocato,
saranno rilasciati. Faranno un processo a piede libere. Se saranno
condannati avranno, un paio di anni per omicidio colposo con tutte
le attenuanti, tutti i benefici. Non andranno mai in galera. Eppure
hanno ucciso. Eppure l’alcol provoca 20/30 mila morti all’anno per
patologia dirette molti di più se contiamo gli incidenti che
avvengono per guida in stato di ebbrezza.
Invece i due ragazzi con i tre grammi sconteranno 6 lunghi anni di
galera. Sei lunghi anni di vita senza aver danneggiato nessuno,
senza essersi arricchiti illecitamente.
Addirittura invece lo stato di ebbrezza può essere un ‘ attenuante in certi
casi perché in quel momento, il soggetto era incapace per effetto
dei fumi dell’alcol.
La distinzione passa su un binario culturale. L’alcol droga
pericolosa e mortale è accettato dalla nostra cultura e dalle leggi.
L’eroina, e altre sostanze molto meno pericolose dell’alcol, sono
invece considerate come il demonio, considerate illegali e quindi ne
è punito anche il semplice possesso. Non so come voi valutate la
cosa, ma per me è una macroscopica ingiustizia, un ‘ipocrisia
intollerabile.
Conosco l’obiezione ma l’Eroina, la droga fa male, provoca
dipendenza. Certamente alcune droghe fanno male, ma non più
dell’alcol o degli psicofarmaci. Non più del Prozac o del Viagra,
non più di tanti antidolorifici pubblicizzati che ti schiantano lo
stomaco. Forse non più di ore passate ad istupidirsi con una
playstation o di ingozzarsi di merendine ogm che ti fanno diventare
obeso e magari ti portano pure il cancro. E alcol e psicofarmaci
provocano dipendenze molto più gravi di quelle dell’eroina e della
cocaina.
La differenza sta nel fatto che non essendo illegali, nessuno è
costretto a rubare, spacciare, mentire, rapinare per procurarsi la
sua pasticca o la sua bottiglia.
Invece il regime proibizionistico ha messo in moto un circuito
perverso che ha fatto schizzare alle stelle il prezzo. Per cui chi è
“schiavo” di una sostanza illegale entrerà in un circuito criminale.
Chi invece è schiavo di una sostanza legale potrà alcolizzarsi fino
a schiattare, magari seminando qualche cadavere durante le
evoluzioni con la sua macchina.
E la linea di discrimine, la differenza tra illegale ed illegale sta
nel punto di vista culturale/ideologico, o negli interessi di chi ha
deciso cosa fosse illegale e cosa no.
Ovviamente il mio ragionamento, provocatorio(?), non è teso alla
proibizione dell’alcol. Qualunque proibizionismo produce più danni
che benefici, come ci avrebbe insegnato la storia se fossimo capaci
di valutare senza paraocchi ideologici.
Il ragionamento è ovviamente teso alla liberalizzazione, o almeno
alla legalizzazione di tutte le altre sostanze. Soprattutto di
quelle come la Canapa che oltre ad essere innocue, come oggi è
pacificamente accettato da tutto il mondo scientifico, risultano
anche avere effetti terapeutici in numerosi casi.
giuseppe galluccio 9/1/06
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