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Non prendetemi per nostalgico a
riproporre questi temi, ma in Italia c'è una perdita colossale della
memoria che è una delle grandi cause dello sfacelo di questo
paese.
Ad esempio come è possibile che siano
arrivati ai vertici dello Stato uomini della P2? La P2 fu
un'associazione sovversiva che esce in tutti i documenti e le
inchieste sulle stragi di stato. parte attivissima nella strategia
della tensione. Eppure un suo membro è divenuto presidente del
consiglio, altri ministri, altri comunque si sono seduti in ruoli di
spicco.
Cosa provoca questo se non una perdita
o una mancanza di memoria? Provate a chiedere ad un ventenne, ma
forse anche ad un trentenne cosa era la P2, cosa fu la strategia
della tensione, le stragi di stato. Vi guarderà inebetito.
Poi va a votare e si fida delle
promesse non conoscendo la biografia di colui che fa quelle
promesse.
Ecco perchè ritengo importante
raccontare questi episodi che hanno molto più valore della
spicciola polemica politica quotidiana.
giuseppe galluccio
19/4/07
Dall'Unità
del 19/4/07
Ora anche la Gran
Bretagna ha aperto gli archivi della sua intelligence. Dai quali
risulta la conferma che il primo atto della strategia della tensione
nel nostro paese ha sessant'anni esatti. E che la strage di
Portella
della Ginestra
compiuta da di Salvatore Giuliano il l ° maggio 1947 era l'innesco
di un progetto golpista protetto e pilotato (e poi abbandonato)
dagli Usa.
Progetto volto a
restaurare la monarchia
per eliminare l'anomalia italiana
di una forte
sinistra. E affidato a un'impressionante schiera di avventurieri
fascisti, banditi, e ufficiali delle forze armate, in special
modo carabinieri. Tra l'intelligence inglese e l'alleato
americano non correva buon sangue. Nel teatro italiano i britannici
ritengono che gli alleati di Oltre Oceano si muovano come elefanti
nella cristalleria. Secondo un documento britannico dell'11 agosto
1947, un ufficiale americano che
è
tra i protagonisti del dopoguerra italiano
-l'ex
capo del governo militare alleata in Sicilia dal '43 ai '45, e poi
governatore di Napoli, Roma e Milano, colonnello Charles Poletti -
torna in Italia nel giugno 1947 «in missione speciale per conto
del governo americano», in coincidenza con le stragi siciliane
attribuite a Gíulíano, che dopo Portella avevano preso di mira molte
sedi del Pci e delle Camere del lavoro: «Poletti ha incontrato il
signor Jaciní a Roma e, dopo un attenta esame dell'organizzazione
dei movimenti italiani di estrema destra, ha promesso da parte del
governo americano anni per il movimento e un supporto finanziario
sia per le attività in Italia sia sul confine orientale (Udine).
(...) Polettí ha posto come condizione per l'assistenza americana
che il movimento dell'estrema
destra in tutta Italia sia collocato sotto un comando unificata».
È uno dei documenti inediti, desecretato dagli archivi nazionali
londinesi a fine 2006, pubblicati da Gíuseppe Casarrubea e Mario j.
Cereghino in Tango connection, un denso volume da oggi in libreria
per Bompianì. I documenti inglesi consentono la rilettura di
numerosi rapporti del nostro Servizio informazioni e sicurezza (Sis),
che all'epoca si occupano di un'organizzazione, l'Unione patriottica
anticomunista (Upa), che già nell'ottobre 1946 prepara un colpo di
Stata. L'Upa è guidata dal generale dei Carabinieri Giovanni Messe e
da alcuni ufficiali del Servizio informazioni militari (Sim)-Agisce
agli ordini dell'íntelligence Usa diretta di James Jesus Angleton e
Philíp J. Corso. L'obiettivo è una dittatura militare: si pensa a
uno o due anni necessari per sconfiggere il «pericolo rosso»; la
struttura del nuovo regime si reggerebbe sull'Arma dei carabinieri.
Si procede.
Un altro documento inglese
del 13 agosto 1947 afferma: «Il maresciallo Messe ha assunto la
direzione militare di tutto il movimento anticomunista nel nord
Italia (...). I1 movimenta riceve dieci milioni di lire al mese
dalla Confederazione degli industriali dell'Italia settentrionale
(...). Jacíni informa le autorità americane sugli sviluppi del
movimento anticomunista». Girano molti soldi. Altri due dispacci che
agenti britannici, il 2 giugno e il 5 agosto1947,
trasmettono da Londra, riferiscono sui menti erogati dalla Banca
nazionale dell'agricoltura al movimento clandestino
monarchico-fascista, che punta alla costituzione “di squadre armate
per le formazioni comuniste”. I rubinetti dei finanziamenti vengono
aperti personalmente dall'avvocato Carlo Jurghens,presidente della
BNA, e del condirettore, conte Armenise. Il denaro arriva anche alla
sede di Roma, in via Quattro Fontane (Unione monarchica italiana),
frequentata anche da emissari della banda Giuliano. Il clandestino
fascista finora diviso in varie sigle (Far, Eca, Sam) ha a sua
completa disposizione il piccolo esercito messo su da Giuliano in
Sicilia. E attinge così a questa «fonte unica» finanziaria, supera i
dissidi e forma un «Nuovo comando generale», come segnalano
(ma a chi?) gli agenti del Sis. Il dossier britannico conferma: le
formazioni nere cercano di ottenere finanziamenti anche dagli
industriali e dai neofascisti italiani scappati in Argentina. Nel
1947 il comando militare del Partito nazionale monarchico (Pnm),
guidato dal generale Scala, dispone a Roma di tre depositi d'armi
clandestini cori 600 mitragliatrici e 5mila bombe a mano. Ma
l'afflusso di armi è iniziato già nell'autunno 1946: «I gruppi
monarchici hanno ricevuto dall'America del Nord soldi e anni di
ogni specie. Fra le armi, vi sono dei fucili mitragliatori di nuovo
tipo con cartuccia molto lunga e di grosso calibro. Notizia
assolutamente certa», conferma il Sis, in ottobre. E traduce in
italiano un documento coevo dei colleghi americani: «Gli elementi
che potrebbero opporsi in combattimento
contro il comunismo armato provengono quasi totalmente dai quadri
degli ufficiali dell'esercito regolare, devoti alla monarchia,
nonché da elementi fascisti». Oltre alla mafia e agli agrari, erano
essi, secondo Casarrubea e Cereghino, i burattinai di Turiddu
Giuliano, il bandito che non esitò a sparare contro la folla di
contadini radunata a Portella il primo maggio di 60 anni fa. Il loro
«golpe annunciato», così come tante volte accadrà negli anni
successivi, servirà a stabilizzare a destra la politica del paese.
Ormai inutile, rientrerà nel 1948, dando luogo alla stagione del
centrismo.
IL
DOCUMENTO
Giuliano al bar con i neofascisti
«Le
riunioni, nel corso delle quali è sancita la nascita dell'Unione
patriottica, affìdata al generale dei carabinieri Messe, si svolgono
a Roma in una casa di via Due Macelli di proprietà della duchessa
Caffarelli, che dista appena cinquanta metri dal bar Traforo», un
locale frequentato da Giuliano nelle sue trasferte romane In un
documento del SIS del 25 giugno 47 leggiamo che «il bandito Giuliano
vi è stato più volte. segnalato, anche e. soprattutto in ordine ai
suoi contatti con le formazioni clandestine di Roma. Vi fu precisato
il luogo degli incontri con i capi del neofascismo (bar sito a via
del Traforo, all'angolo di via Rasella)».
Approfondisci
qui I
documenti dei servizi
britannici
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