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http://www.aprileonline.info/1401/chiuse-le-indagini-sul-film-di-deaglio
Brogli
elettorali Non ci fu truffa su dati schede bianche. Lo si legge
negli atti depositati dai pm. Ora per Deaglio e Cremagnani, c'è la
possibilità di rinvio a giudizio per "diffusione di notizie false,
esagerate e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico"
Chiusa l'inchiesta della Procura di Roma sui presunti brogli
avvenuti alle ultime elezioni politiche del 2006. Secondo i Pm,
Salvatore Vitello e Mari Francesca Loy, non ci sono state
irregolarità nella gestione e nella "lettura" dei dati risultati
dallo scrutinio dei voti.
Nel medesimo atto degli inquirenti di piazzale Clodio ci
sono, però, anche le accuse per il direttore de Il Diario,
Enrico Deaglio e per il regista Beppe Cremagnani che, in seguito al
loro docu-film "Uccidete la democrazia", erano stati indagati per
diffusione di notizie atte a turbare l'ordine pubblico. Il deposito
degli atti, la formale chiusura dell'inchiesta, nei confronti di
Cremagnani e Deaglio, prelude di fatto alla richiesta di rinvio a
giudizio, che sarà presentata nei prossimi giorni, alla scadenza
prevista dalla legge.
Il reato contestato ai due autori del dvd allegato al settimanale
Il Diario è quello previsto dall'art. 656 del Codice penale,
"diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose, atte a
turbare l'ordine pubblico". Secondo quanto aveva spiegato lo stesso
Deaglio, riferendo del parere di un legale, la fattispecie è "oblabile",
estinguibile quindi con il pagamento di una multa. Lo stesso
direttore de Il Diario aveva spiegato, subito dopo essere
stato ascoltato dai pm, che quella gli sembrava una "accusa da anni
Sessanta"."Sono stato indagato - disse - sulla base del presupposto
che è impossibile manipolare i dati sulle elezioni a livello
informatico".
Gli accertamenti svolti dagli inquirenti in seguito alla
stessa denuncia fatta dal Movimento diritti civili alla luce del
docu-film, hanno ribadito che la procedura elettorale non è
passibile di manipolazioni ed è centrale il ruolo svolto dalla
Cassazione, che non solo proclama il risultato ma svolge verifiche
sui verbali e sui dati cartacei, che vengono trasmessi alla Suprema
Corte. Particolare rilievo viene dato nell'atto di chiusura indagine
ad alcune affermazioni che vengono fatte all'interno del dvd. In
particolare viene dato risalto anche alla presentazione stessa del
lungometraggio in cui si afferma, riferendosi alle elezioni
politiche, che "non sono state regolari. Se lo fossero state il
centrosinistra avrebbe vinto con ampio margine".
.........
I magistrati hanno sollecitato, dunque, l'archiviazione del
fascicolo parallelo sulle presunte irregolarità delle ultime
elezioni politiche.
La decisione della procura della capitale si è basata soprattutto
sulla circostanza di fatto che i dati diffusi dal Viminale in
occasione delle elezioni politiche hanno valore soltanto
divulgativo. Era stato il prefetto Adriana Fabbretti, direttore
centrale dell'ufficio elettorale del ministero dell'Interno, sentita
come persona informata sui fatti, a spiegare ai magistrati che la
procedura con valore ufficiale è quella di tipo cartaceo senza
trasmissione telematica dei dati, che muove dalla singole sezioni
elettorali agli uffici elettorali circoscrizionali presso le corti
di Appello e nazionale presso la Corte di Cassazione.
............
Per chi indaga, non c'è alcun dubbio sulla non veridicità delle
notizie diffuse nel documentario.
Ida Rotano, 22 gennaio 2007
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Non ho alcuna intenzione di difendere Deaglio che lo
fa benissimo da solo. Parte della sua tesi non mi vede d'accordo,
nonostante mi sia convinto, sin dall'inizio e per aver studiato la
cosa a fondo (leggi),
che queste elezioni non siano state regolari e che quella notte, la
notte dello spoglio, è successo qualcosa di molto grave.
Detto ciò, dopo
aver letto l'articolo sopra, non posso fare a meno di chiedermi in
che modo siano state condotte le indagini.
Secondo i magistrati i brogli non sono possibili, perchè i dati del
ministero non hanno valore, contano quelli della Cassazione. Giusto.
Però a chi chiedono conferma della validità delle dichiarazioni
dell'Interno? Al
prefetto Adriana Fabbretti, direttore centrale dell'ufficio
elettorale del ministero dell'Interno, sentita come persona
informata sui fatti. Infatti, come leggiamo sopra è questo
prefetto, "a spiegare ai magistrati che la procedura con valore
ufficiale è quella di tipo cartaceo senza trasmissione telematica
dei dati, che muove dalla singole sezioni elettorali agli uffici
elettorali circoscrizionali presso le corti di Appello e nazionale
presso la Corte di Cassazione".
E che la legge
dica questo non sono io a contestarlo.
Del resto per
sapere ciò bastava andarsi a leggere
la legge del 1957 che regola questa materia.
Cioè un funzionario del ministero dell'Interno convalida la tesi di
Pisanu secondo cui il Ministero niente sa delle schede bianche. E
che la legge dica questo, ripeto, non sono io a contestarlo. Ma
sappiamo bene che in Italia fra quello che dice la legge e quello
che avviene nella pratica c'è la distanza che separa la terra dalla
luna. Il
Prefetto è parte in causa, in quanto se qualcosa è andato storto al
Ministero, egli(ella) ne è parte sicuramente ricoprendo un alto
incarico in quel ministero chiamato a vigilare.
Mi fa un po' strano che sia chiamato a convalidare la bontà del
"suo" operato. E che i conti non tornano non lo dico io, ma una
dichiarazione della Cassazione. Infatti , dopo l'uscita del film di
Deaglio e le successive polemiche, alla dichiarazione di Pisanu che
lui non ne sapeva niente in quanto i voti sono convalidati dalla
Cassazione, il presidente di tale Alta Corte ritenne di dovere
emanare un comunicato che precisava che i dati che riceve la Corte"..
contengono soltanto il numero dei voti validi riportati da ciascuna
lista nell'intera circoscrizione. Quindi la Cassazione non è a
conoscenza del numero delle schede bianche o nulle, nè dei voti
validi riportati in ciascun seggio" (vedi
Repubblica).
Quanto ciò sia vero è immediatamente verificabile
sul sito della Cassazione l'unico dato presente è quello del
totale dei voti validi, che non ha alcun senso, dato che non c'è il
numero degli elettori, nè se si riferisce alla camera o al Senato,
non c'è una percentuale, insomma quel numero può essere qualunque
cosa, ed anche il suo contrario.
Allora chi li ha convalidati i dati delle bianche? Il ministero no,
la Cassazione no, eppure i magistrati si dicono sicuri che le schede
bianche sono giuste. Come hanno fatto? Ricordo, per qualcuno che non
lo sapesse, che tra Camera e Senato parliamo di 3 milioni di schede,
in un 'elezione decisa da una differenza di 24 mila voti!!
Sarei davvero curioso di saperlo.
Come lo sarei di sapere se hanno ascoltato qualche esperto
informatico e i sondaggisti. I quali tutti sono concordi nel dire
che il dato delle bianche è assolutamente anomalo. Anche quelli che
sostengono che i brogli sono una fandonia e li ritengono
impossibili. Anche chi ha criticato duramente Deaglio per la sua
teoria. Sull'anomalia assoluta delle bianche sono tutti concordi.
Ma i magistrati di Roma (ex "porto delle nebbie") invece sono pieni
di sicurezze.
Però ci dovrebbero spiegare molte cose.
In primo luogo se hanno sentito qualcuno della Cassazione e chiesto
conto di quel comunicato che suona come una chiarissima presa di
distanza. Possibile che in corso di inchiesta, ascoltano quella
dichiarazione e non vanno a chiederne conto? Come si fa ad ascoltare
quelle parole e non confrontarle con quelle del prefetto? Non dico
manco di contestargliele, ma almeno di chiederle "scusate, ma allora
chi le conta le schede bianche?". Se poi il film di Deaglio
configura un reato di allarme sociale, perchè non si è intervenuto
contro Berlusconi che, dalla notte dello spoglio, grida le stesse
cose di Deaglio anche se con altre intenzioni.
Vorrei sapere anche se è possibile concludere l'inchiesta con il
teorema " non ci sono stati brogli, perchè il ministero ha escluso
che fossero possibili". Si vuole accertare un fatto, si ascolta una
delle parti in causa, questa esclude la possibilità che il fatto sia
avvenuto, e cosi, in base a ciò si chiude l'accertamento? Bohhh!!
Spero che abbiano fatto dei riscontri. Anzi son sicuro che li
abbiano fatti.
Di certo non risulta, o non si è saputo, che abbiano che so, fatto
qualche controllo a campione nei seggi. Già saremmo stati un po'
più sollevati. Non è che Deaglio debba avere per forza ragione, né
che ci siano stati per forza dei brogli. Ma le anomalie sono tante
e tali che davvero bisogna essere ciechi per non vederle.
E visto che parliamo di una questione che tocca il fondamento della
democrazia, a me pare che sarebbe stato doveroso spingersi un po'
più in la delle rassicurazione del prefetto o di altre parti in
causa. In molti si sperava che l'inchiesta avrebbe consentito di
sollevare il coperchio che la politica ha messo a questa vicenda.
In molti si sperava che, tramite l'inchiesta della magistratura, si
arrivasse dove la politica non voleva, o non poteva, arrivare. Che
si chiarissero i tanti aspetti oscuri; dall'anomalia delle schede
bianche, all'errore incredibile dei sondaggi; dagli errori della
prefettura di bari, alla questione dei 40 mila schede incerte di
Catania. Evidentemente il coperchio è troppo pesante. Ma questi
coperchi, se non si fa ogni sforzo per sollevarli, svuotano la
Democrazia.
giuseppe galluccio 23/1/07
Per approfondire vai
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