A sei mesi
dal film “Uccidete la democrazia!”, che ha provocato
polemiche nel mondo politico, un’inchiesta giudiziaria,
ha portato al riconteggio dei voti e alla sospensione
dei progetti di voto elettronico, gli autori Beppe
Cremagnani ed Enrico Deaglio continuano la loro
inchiesta e propongono “Gli imbroglioni”.
Questo è il titolo del nuovo film sui brogli elettorali
che è arrivato a scoprire fatti gravissimi.
Che ci fosse la possibilità di truccare i dati
elettorali con un software al ministero degli Interni è
confermato. Non solo. La nuova inchiesta prova che ci
furono almeno tre intrusioni informatiche durante la
notte dello spoglio, e che ci fu un maneggio dei dati.
A garantire la sicurezza informatica del Viminale in
quella notte fu schierato il tiger team Telecom, ovvero
il gruppo di esperti informatici oggi in carcere per
hackeraggio assieme ad un alto esponente dei servizi
segreti.
Il film racconta ancora come nei tre giorni seguenti
l’11 aprile l’Italia corse il rischio di un moderno
colpo di Stato.
“Gli imbroglioni” dimostra che durante il voto sono
stati commessi più reati, che il voto degli italiani è
stato tenuto in scarsa considerazione e che le leggi e i
regolamenti elettorali, compresi i poteri di controllo
della magistratura, sono da ridiscutere profondamente
perché è in gioco il destino della democrazia.
Intanto “Uccidete la democrazia!” è stato denunciato per
diffusione di notizie false, esagerate, tendenziose atte
a turbare l’ordine pubblico. Gli autori sono stati
rinviati a giudizio, ma non è ancora stato fissato un
calendario di udienze. Il ministro Pisanu ha avviato
inoltre una causa civile per danni chiedendo un
risarcimento di 5 milioni di euro.
Il film esce in edicola e nelle librerie con un’edizione
monografica di Diario. Lo speciale raccoglie i documenti
inediti e riservati su cui si fonda l’inchiesta, e il
lungo racconto di come si è arrivati a comporre tassello
dopo tassello l’impressionante mosaico di questa
vicenda.

