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Pino Corrias, lo straordinario autore di
Luoghi
Comuni, si occupa di uno scandalo che potrebbe essere
una tragica verità o una leggenda metropolitana: è il momento di
svelare il Broglio...
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IL VOTO, IL TYCOON, IL
CURATO LA LUNGA NOTTE DEL BROGLIO
di PINO CORRIAS
[Repubblica, 24-05-2006]

C'erano nuvole come lividi e schede
elettorali nelle urne. L'Italia intera aspettava il responso. Che
venne nelle prime ore di lunedì pomeriggio 10 aprile: la Sinistra
del Curato verso la vittoria con 5 punti di distacco dalla Destra
del Tycoon. Come avevano previsto tutti i sondaggi da molte
settimane perforando la superficie statistica del corpo elettorale,
i suoi malumori, le sue intenzioni. Cinque punti. Fine di un'era già
al primo exit poll. Nonostante la legge elettorale balorda, le tv, i
condoni, l'Ici cancellata, il chilo di cerone. Cinque punti. A Roma
sta per cominciare la festa con il Curato in piazza. Si annunciano
bagni di folla. Con le bandiere al vento. Evviva. Invece no. Invece
alle 17 precise di quel memorabile lunedì di spoglio elettorale la
luce cambia, il vento si spegne, i dati rallentano. Poi arrivano, ma
come grandine. I cinque punti di distacco diventano quattro, poi
tre. Poi nulla, sparito il vantaggio al Senato. Terremoto alla
Camera. Intanto il ministro degli Interni lascia il Viminale e va a
casa del capo della Destra, come non era mai successo durante uno
spoglio elettorale. Intanto l'investigatore privato Biondo sparisce
dalla circolazione lasciando Lara, la sua segretaria, a singhiozzare
in tacchi a spillo. Intanto Freddy, l'inviato de La Cronaca, sente
puzza di bruciato e mette in allerta i suoi sensori da labirinto.
C'è una notizia in fondo a questo mistero elettorale. Glielo dice il
naso, l'esperienza, il suo sesto senso da complotto e i baci di
Lara. La notizia si chiama: il Broglio. Il libro si chiama
Il Broglio. Primo esperimento di letteratura simultanea che
un tempo si sarebbe chiamato "istant book". Pensato, scritto,
stampato in poco più di un mese. Autore multiplo insaccato in un
nome collettivo: Agente italiano. Casa editrice: Aliberti,
di Reggio Emilia. Collana: I Lunatici, curata da Beppe Cottafavi
specializzato in molte avventure letterarie e in un celebre dispetto
a Susanna Tamaro confezionato con il suo amico Daniele Luttazzi "Và
dove ti porta il clito" con un bel seguito di processi, vendite e
assoluzioni. Ma qui la parodia non c'entra. Qui c'entra il giallo
politico. Lo psico mistero di un capo del governo, il Tycoon, che
per settimane annuncia di temere brogli elettorali ai suoi danni
sebbene abbia il controllo di tutti i controlli, e poi diventa il
surfista di una rimonta talmente anomala da imbarazzare persino i
suoi alleati, travolti dalla sua stessa riscossa. Freddy mette in
fila gli indizi. Si attacca al telefono. Consuma le suole. Possibile
che tutti gli istituti di sondaggio compiano il medesimo errore? E'
mai successo prima? Un errore macroscopico, di 5 punti. "Perché non
è un sondaggio che sbaglia. Sono un mucchio di sondaggi, un cumulo
di sondaggi, anche stranieri. Fatti fare dai partiti, ma anche dalle
banche, dalle coop, dalle multinazionali". E sbagliando azzeccano
pure tutti i risultati elettorali della Destra tranne uno. Il
partito Cristiano tra il 6 e il 7 per cento: giusto. Il partito del
Nord intorno al 4 per cento: giusto. Il partito Nazionale sopra il
12 per cento: giusto. E il partito Italiano del Tycoon? Al 24 per
cento anziché al 19 delle previsioni. Cinque punti di errore. Come
l'errore dei sondaggi. Uguale. Un mistero perfezionato dal
successivo: le schede bianche. Che negli ultimi 15 anni elettorali
sono sempre costanti, tra il 7 e l´8 per cento. Stavolta no.
Stavolta sono scese addirittura al 3 per cento. Tre milioni di
schede che di colpo diventano uno. "Sai cosa vuol dire 2 milioni di
schede che ballano? Vuol dire 5 punti percentuali". Cinque punti.
Come l'errore dei sondaggi. Come l'errore per il partito del Tycoon.
Uguale. "Noi siamo il Paese dei complotti. Cospirazioni,
macchinazioni. Ce li sogniamo anche di notte". E per l'appunto cosa
ci faceva il ministro degli Interni a casa del capo? E come mai
mentre il voto balla, viene arrestato il Grande Latitante
dell'Isola? Il più grande di tutti i latitanti. E come mai il flusso
dei voti si ferma a un passo dal traguardo? Eccoci al punto: è vero
nessuno fa brogli a suo danno. Però forse può succedere che li
abbiano fermati all'ultimo momento. I brogli. Sono stati i
democristiani a farlo: il ministro degli Interni, il presidente
della Camera, il suo braccio destro. "E secondo te uno come il
Tycoon si farebbe fermare da tre democristiani?". "Sì. Se questi
hanno delle prove in mano che possono inchiodarlo". E quindi com'é
andata? "Be' io una mezza idea ce l'avrei…". La mezza idea è il
resto del libro. Plausibile quanto deve esserlo un giallo a chiave
con personaggi veri nascosti da un velo d'inchiostro. Compreso il
gruppo di giornalisti che si cela dietro al bianco opaco dell'autore
collettivo. Operazione narrativa sulla realtà immediata. Fiction sui
fatti trasformata in Faction. Vox populi che diventa trama. Con
l'aggiunta di una allegra quota di paranoia nazionale specializzata
in verità nascoste. Come se la superficie delle cose italiane fosse
solo per i gonzi, i distratti e i semplici. Brogli. Della Destra
contro la Sinistra, con il Tycoon nei panni del cattivo. Che poi
sarebbe il proseguimento della cronaca, ma con altri mezzi, altri
strepiti, nel giallo capovolto della vita vera.
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