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«FORSE GLI ESTREMISTI di sinistra in Italia non sono
contenti dì aver avuto Berlusconi per cinque anni e lo vogliono per
altri tredici, così riusciranno a eguagliare i 18 anni dei
conservatori al potere in Gran Bretagna. Davvero complimenti, un bel
record...». La crisi dì governo vista da David Lane,
giornalista,
scrittore, inviato dell'autorevole settimanale inglese
Ecnnomist in
Italia, autore di libri di successo, tra i quali ricordiamo "Berlusconi's
Shadow" (L'ombra di Berlusconi».
La crisi del
Governo Prodi vista da Londra.
Era
una crisi annunciata, perché il Governo di centrosinistra è molto
fragile ed eterogeneo. È una fragilità politica prim'ancora che
numerica ed è sul piano politico che va affrontata e, se si é in
grado, risolta. Mantenere unita una coalizione così eterogenea
sarebbe stata una prova improba, quasi una "mission impossible",
anche per il più abile e navigato politico. C'era da aspettarselo,
perché già nella metà degli anni Novanta si era verificata
un'azione simile da parte dell'estrema sinistra. Ed è stata la
sinistra radicale a consegnare l'Italia a Silvio Berlusconi per
cinque anni. E ora sembra intenzionata a provarci di nuovo. Tutto
ciò mi porta a fare un parallelismo con la Gran Bretagna...».
Qual è questo
accostamento?
«Alla fine degli
anni Settanta e durante gli anni Ottanta il Partito laburista fu
condizionato pesantemente dalla componente trozkista. Il risultato
fu che una politica massimalista e iperideologica consegnò la Gran
Bretagna in mano ai conservatori. Il radicalismo ideologico e il
massimalismo politico si sono dimostrati i migliori alleati delta
signora Tatcher. Questa è gente che non ha capito come è fatto il
mondo. Forse gli estremisti di
sinistra in Italia non sono contenti di aver avuto Berlusconi
al Governo per cinque anni e lo vogliono per altri tredici anni,
così riusciranno a eguagliare i 18 anni di conservatori al potere in
Gran Bretagna. E tutto questo nel nome di una presunta "purezza
ideologica" sull'altare della quale tutto può essere
sacrificato...».
Il Governo è stato
messo in minoranza al Senato sulla politica estera...
«È la
prova provata di quanto detto sopra. Se c'è un ambito nel quale
l'Italia è tornata a far parlare di sé in Europa non per le leggi ad
personam, per il conflitto d'interessi e cosacce del genere, quell'ambito
è proprio la politica estera. Ma forse è proprio questo che non
andava giù ai puri e duri dell'estrema sinistra. Perché nel mondo si
conta se ci si espone, se c'è una effettiva assunzione di
responsabilità, e questo vuole dire anche, quando si fa parte di un
sistema di alleanze, raggiungere dei compromessi. L'Italia non ha
più soldati in Iraq mentre li mantiene in Afghanistan, e li mantiene
all'interno di una missione che è stata approvata dalle Nazioni
Unite. L'Italia ha detto di sì all'Onu e non all'amministrazione
Bush. Forse l'estrema sinistra è anche contro l'Onu? È davvero
paradossale che È davvero paradossale che
questa crisi sia
maturata nel momento in cui l'Italia ha alzato il profilo della sua
politica estera, non a parole ma assumendosi responsabilità sul
campo, in Libano come in Afghanistan, e in Afghanistan l'Italia sta
dando un contributo alla costruzione di uno Stato di diritto e al
miglioramento delle disastrate condizioni di vita della popolazione
civile. Forse per l'estrema sinistra "purista" è poca cosa, ma lo
chiedessero alla povera gente afghana se è così..».
Lei ha scritto un libro di grande successo, le
chiedo: e il Cavaliere in questa crisi?
«Il Cavaliere gongola. A Berlusconi va dato atto di
avere sempre perseguito con ostinata determinazione, sin dalla sua
scesa nel campo della politica, gli interessi personali. E tornare
al Governo indubbiamente favorisce questi interessi. Ma anche la
crisi è capitalizzata, su questo piano, da Berlusconi: dopo il voto
al Senato, le azioni Mediaset sono salite. E tutto questo grazie al
contributo fattivo dei "puri e duri" dell'estrema sinistra. Chissà
come se la ride il Cavaliere...». u.d.g. dall'Unità del 24/2/07
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Mai come in questa occasione della crisi di governo mi sono reso
conto di quanti danni possano fare atteggiamenti ottusamente
ideologici. E di quanto me ne sento lontano.
Se l'ideologia è
un quadro di riferimento ben venga. Per fare un esempio rimanendo
nell'ambito di quanto avvenuto al Senato, l'ideologia sicuramente
può orientare una scelta. Chi farà riferimento ad un
'ideologia di sinistra, in nome dell'eguaglianza, della giustizia si
orienterà indubbiamente contro la guerra. Perchè la guerra è
comunque un atto di prevaricazione. Ma l'ideologia marxista non è
comunque un 'ideologia pacifista.
Se però il
no alla guerra diventa una posizione ottusa senza alcun riferimento
al contesto fa danni enormi e crea ingiustizie magari peggiori del
militarismo.
Ad esempio la
guerra in Iraq è stato un errore madornale, ed un crimine basato su
bugie enormi. Ma non ci si può non porre il problema di cosa
accadrebbe se si ritirassero immediatamente le truppe senza se e
senza ma. Non è che finirebbe che gli iracheni si scannanno tra di
loro, tra sunniti e sciiti? E che la colpa poi sia degli
americani cosa importerebbe di fronte ad un massacro? E se anche io
credo che le truppe vadano ritirate, prima di farlo non è possibile
non porsi una domanda del genere.
L'azione politica
non può prescindere da quelle che sono le conseguenze degli atti
compiuti. Nè ragionare o prendere decisioni senza tenere
conto del contesto nel quale si opera.
In nome del bene
superiore del pacifismo, si causano migliaia di morti in Iraq
travolto dalla guerra civile? Sarà un gesto pacifista o un atto
criminale? Chi si affida alla purezza dell'ideologia sarebbe capace
di sostenere che il "pacifismo lo richiede".
Della seria "Dio
lo vuole". Infatti il purismo ideologico è un integralismo
esattamente come quello cattolico o islamico.
La chiesa in nome del "dio lo vuole" ha compiuto eccidi immani.
Perchè sempre accade quando ci si affida ai dogmi e all'assolutismo.
Rossi e
Turigliatto, i due idioti che hanno messo in crisi il Governo ne
sono l'esempio classico.
In nome della loro
purezza ideologica, di una scelta di "coscienza", nonostante
predichino più sinistra hanno ottenuto lo spostamento a destra del
governo.
Hanno ottenuto
risultati opposti a quelli prefissi, posto che fossero in buona
fede, cosa di cui, almeno per Rossi, dubito fortemente. Visto il
loro tradimento il governo ha cercato sponde al centro, spostandosi
a destra. Cosi non solo i soldati rimarranno e la base si
farà. Ma con un governo spostato a destra sarà
impossibile riproporre la questione, perchè altre crisi di governo,
non sono consentite. Sempre che si consideri il ritorno di
Berlusconi e di questa destra un male da scongiurare a qualunque
costo. In più hanno messo la sinistra sul lastrico che se andassimo
al voto scomparirebbe.
Anche posto che
Rossi e Turigliatto avessero ragione hanno fatto ricadere la
loro decisone su altri milioni di persone, che dovevano
rappresentare e che non intendevano certo fare cadere il
governo.
Esattamente come
Ruini che vorrebbe imporre la sua fede a tutti il resto del paese,
imponendo che le coppie di fatto non siano riconosciute manco dallo
stato laico. E se gli fosse possibile imporrebbe che la convivenza è
un reato, cosi che chi non è sposato sarebbe arrestato. Come era una
volta per chi conviveva more uxorio.
Ragionando su
questi temi mi sono reso conto quanto oggi, amministrare società
complesse come le nostre, richieda l'abbandono di
atteggiamenti integralisti e che si affrontino i problemi con un
piglio pragmatico.
E, mai come ora,
la gente chiede alla politica la risoluzioni dei problemi quotidiani
che sono diventati enormi, appunto per la complessità della società.
Questo non vuol
dire che in nome del quotidiano si debbano sacrificare tutti i
principi. Affatto. sarebbe appunto compito della politica trovare
soluzioni di compromesso accettabili, altrimenti che paghiamo a fare
tanti parlamentari concedendogli enormi privilegi?
Ritornando
sull'esempio del pacifismo senza se e senza ma, seppure sarebbe
auspicabile un mondo senza guerra, non si può non tenere conto che
esse comunque accadono. Ed allora a quel punto bisogna decidere cosa
fare, concretamente, perchè il no di principio alla guerra
non basterà più. Non fosse altro che potremmo esser attaccati
e avremmo l'esigenza di difenderci. Certo poi i principi ci
spingeranno comunque a lavorare in direzione opposta alla guerra, a
trovare soluzioni pacifiche ai conflitti ma spesso, purtroppo, non
basta dire NO.
Le nostre città
sono piene di smog e di fumo, per le troppe auto circolanti. Non è
che si può dire basta auto, basta parcheggi, in nome
dell'amore della natura, dato che non sarà possibile farle
scomparire di colpo. Cosi mentre si lavora per diminuire le auto
circolanti sarà necessario anche fare qualche parcheggio.
giuseppe galluccio 24/2/07
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