sito deberlusconizzato

 

Legalizzare la mafia sarà la regola del 2000

                                                                                     

Il sito è in trasferimento su www.altrestorie.org  che mantiene le caratteristica di massima apertura.

Troverete anche la sezione download più semplice da consultare.

 

Vai al portale

home |portale |brogli| mericani |11 settembre |berluska| cia & droga| droghe| download| Italia

 

Un Generale Speciale

Cosa ha di speciale questo generale oltre al nome? Di speciale ha che è stato imposto da quel  Niccolò Pollari, ex capo del Sismi, coinvolto in tutte le ultime porcherie dei servizi: da rapimento dell'Imam, alla scandalo Telecom, dal Laziogate a al Nigergate. Diresse le operazioni che condussero alla morte di Nicola Calipari. Insomma uno di quei personaggi che rifulgevano durante l'epoca buia della Strategia della tensione, delle stragi, del caso Moro. Oggi usano sistemi più soft, ma non meno schifosi.

Per questo solo fatto Speciale non è un uomo affidabile.

Come sostiene anche Bonino sotto, ma come si era intuito da tutti gli scandali che facevano  più o meno capo al nucleo della GdF di Milano,  si era lì costituito un nucleo di spinoni, degno della peggior  tradizione dei servizi deviati italiani.

Intollerabile che questo grumo di potere oscuro, sicuramente in parte eterodiretto da Berlusconi e la sua banda,  continuasse a fare si suoi porci comodi. In effetti Visco va premiato per essersi accorto per primo  che li c'era un problema e per aver tentato di risolverlo.

Finalmente Prodi ha preteso ed ottenuto la rimozione di Speciale che manco però è stato cacciato a calci in culo, ma, sulla scia di Pollari viene destinato ad altro prestigioso incarico.

Insomma quando si metteranno questa gente in condizione di non nuocere?

Quelli della destra chiaramente gridano allo scandalo, alla rivoluzione, al golpe.

Eh già quel grumo di potere oscuro,  era stato costituito da Brelusconi e  complici, per assicurarsi praticamente il controllo occulto del paese. Cosi si spiegano tantissime cose. Le intercettazione che uscivano sui giornali ella destra  sempre contro uomini del centrosinistra, certe esagerate timidezze della sinistra che sa  che da quel nucleo di Milano possono partire scandali. Cosi sembra più chiaro il quadro anche dei brogli elettorali.

Tante vicende si tengono assieme: lo scandalo telecom, le uscite sui giornali delle intercettazioni che colpiscono i vertici dei DS, il rapimento dell'Imam, Le intercettazioni di strane agenzie investigative, la morte di bove, i brogli elettorali. E tutti  partono o passano o arrivano a MIlano. Tutti passano per un telefono o per le linee telefoniche. Telefoni e linee  gestiti da Telecom. Non bisogna essere dietrologi per capire cosa si sta muovendo dietro le quinte. Ed avanzo l'ipotesi che la  sollevazione del conflitto di poterei con la magistratura che indaga sul rapimento dell'Imam è figlia della paura del ricatto.

Nessuna meraviglia sui comportamenti della destra il cui capo è un ex(?) piduista ( tessera 1816). Destra imbottita di massoni, pregiudicati e  mafiosi. Esattamente quel grumo di poteri che controlla l'Italia da tantissimi anni e che nessuno sembra in grado di spezzare.

Voglio ritornare anche sul comportamento di Di Pietro, che ha presentato mozione di sfiducia contro Visco, rischiando di far passare la richiesta  tutta strumentale della destra. Semplicemente indecente. Sono indignato. La mozione presentata contro il collega Visco è una porcata degna del peggior forzitaliota.

Perchè di Pietro, ex magistrato, uomo di potere, non poteva ignorare la controinchiesta di Bonino che ha smontato pezzo per pezzo tutte le accuse lanciate dal giornale. Il signor Di Pietro non poteva non vedere che il nucleo della GdF di Milano costituiva un problema seria.

Insomma i vertici del Sismi rispondevano al vecchio padrone e non al governo in carica. Di Pietro dorme? Se ne ferga? Pensa solo ai cazzi suoi e si sta smarcando dal governo che ormai sembra andato tra la litigiosità e l'insipienza (oltre alle trappole della destra)??

Di Pietro ha detto che era una sorta di difesa della procura di Milano attaccata dal governo. Peggio ancora, perchè  strumentalizzare un caso cosi, mettendo in discussione un collega di governo e e minando la credibilità del governo stesso non è accettabile. Anzi è peggio che se fosse solo dettata dall'ignoranza dei fatti ( casa già gravissima per un ministro).

Di Pietro dovrebbe andarsene, se avesse un pò di dignità, insieme al generale speciale.

Quest ' uomo, che stimavo tantissimo, si è rivelato peggiore degli altri: opportunista, assetato di potere, qualunquista.

Forse avevano ragione i suoi nemici ai tempi di tamgentopoli, dispiace dirlo ma è cosi.

E pretende anche di fare il moralizzatore.

Perchè un giudizio cosi duro? Perchè mentre Di Pietro predica benissimo nella pratica compie operazioni come quelle di Torre de Greco. Ma anche di Castrocaro e Civitaveccia ( e chissà in quanti altri posti!).

 

Vi racconto l'ultima del fustigatore dei politici,  riportandovi un post appena inviato al suo blog:  

"A Torre del Greco, provincia di Napoli, 110 mila abitanti, quarta città della Campania l’IDV capeggiata da un ex deputato di FI , primo non eletto alle elezioni del 2006,  ha fatto alleanza con la destra, per l’elezione a sindaco. L’ex deputato è il candidato di una coalizione che  comprende Udeur, FI, An, più una decina di liste civiche che imbarcano il peggio del peggio (idem a sinistra !!). Indovinate chi è la guest star dell’alleanza? La lista Italiani nel mondo di quel tale Sergio De Gregorio eletto al senato in IDV e passato a destra il giorno dopo.
Quello che disse che andava a votare contro la maggioranza che lo aveva eletto “anche in barella”. Di Pietro sostenne che fu un tragico errore. E questo invece cosa è?
Questa è esattamente il genere di operazione  che Di Pietro non manca di denunciare un giorno si e l’altro pure nei politici come Mastella.
Ora che dice? E’ un errore tragico anche questo? Mi pare che gli errori siano un metodo del caro Di Pietro che predica bene ma razzola male, anzi malissimo,  alla pari degli altri politici che lui  pretende pure di fustigare.  Poi dicono che uno diventa qualunquista ed ha la nausea della politica".

giuseppe galluccio 2/6/07
 

 

 

Da sconosciuto generale imposto da Pollari allo strappo finale Oggi Speciale forse alla festa del 2 Giugno, pensa un ricorso al Tar

L'ultima partita del Comandante "Andarmene? Non ci penso neanche"  di CARLO BONINI

 

 

<B>L'ultima partita del Comandante<br>"Andarmene? Non ci penso neanche"</B>


NELL'EPILOGO, dunque, il generale di fanteria Roberto Speciale da Petraperzia (Enna), "Ciccio il comandante", come ama farsi vezzeggiare dai suoi amici forzisti e di Alleanza nazionale, non batte i tacchi. Nella sua uscita non c'è traccia di uno di quei suoi "Ossequiosamente obbedisco", "Subordinatamente La saluto", con cui per dodici mesi ha omaggiato un nuovo padrone politico cui scavava la fossa. In trenta minuti di colloquio in via XX Settembre, comunica al ministro dell'Economia Padoa-Schioppa, che gliele chiede, che lui alle dimissioni "non ci pensa nemmeno". Si fa mettere alla porta e destituire dal comando con effetto immediato lasciandosi offrire un posticino alla Corte dei conti (che forse accetterà, o forse no).

Perché questo contemplava il format che il centro-destra aveva scritto e che con diligenza lui ha interpretato in queste due settimane. L'uscita di scena doveva essere rumorosa. E rumorosa è stata. Perché, da oggi, in un'ultima operazione di "spin", rumore possa chiamare altro rumore ("La destituzione è un golpe". "Un attentato alla Costituzione". "Un'esecuzione gappista") convincendo il Paese di essere rimasto orfano di un generale "spezzaferro", di un "civil servant", che non si è piegato all'arroganza della politica.
Roberto Speciale non è stato né l'uno, né l'altro. Roberto Speciale è un fungo cresciuto nel sottobosco in cui, per cinque anni, il centro-destra ha coltivato un disegno di controllo degli apparati che doveva avere nell'intelligence politico-militare, il Sismi di Nicolò Pollari, e nelle Fiamme Gialle, un nuovo potente e pervasivo strumento di controllo e intervento a uso politico. Un grumo di potere non più misterioso almeno da quattro anni. Di cui il governo di centro-sinistra conosceva e conosce uomini e coordinate. Di cui ha fatto le spese (la campagna sul caso Unipol, le intrusioni abusive nelle anagrafi tributarie, il sistema di spionaggio illegale in Telecom). Ma a cui sin qui non ha voluto (o potuto) mettere mano. Per insipienza, per miopia, per divisioni interne. E a cui oggi sacrifica, non a caso, il viceministro Vincenzo Visco (l'unico, a quanto pare, ad aver avvistato per tempo "criticità" che altri non hanno voluto vedere).
Eppure, non era necessario un indovino per intuire come sarebbe andata a finire. Per comprendere quale fosse la posta in gioco. Nell'autunno scorso, con l'uscita di Pollari dal Sismi, Speciale perde il suo mentore e rimane unico custode della potente macchina che, nel luglio 2003, gli era stata consegnata con ben altre e per lui più consone mansioni. E' un Carneade, "Ciccio il comandante". E, in quell'estate, quando decidono di nominarlo comandante generale della Finanza, Berlusconi e Tremonti ne ignorano persino l'esistenza. E' Nicolò Pollari, siciliano come Speciale, che garantisce per lui. Che ne sollecita e impone la nomina.
E' l'uomo giusto, al posto giusto, al momento giusto, ragiona l'allora direttore del Sismi. E' una muffa degli Stati Maggiori della Difesa che a fatica ha superato l'Accademia militare di Modena. Un burocrate furbissimo con un debole per le belle cose (arredi e orologi), la bella gente, i bei luoghi (Capri). Che in dieci anni (dal 1993 al 2003), da poltrone di nessuna visibilità, ha coltivato una fitta rete di benevolenze. Ha comandato infatti il primo Reparto dello Stato maggiore Esercito e quindi il primo Reparto dello Stato maggiore Difesa, da dove ha controllato "il personale" (avanzamenti e stato giuridico della truppa e dei quadri ufficiali. Per un periodo anche la leva).
Nell'estate 2003, Pollari ha bisogno di una testa di legno che governi per conto terzi (per suo conto) la Guardia di Finanza. Il tempo necessario al governo di  destra per varare la riforma che (come per l'Arma dei carabinieri) dovrebbe consentire di nominare al comando del corpo un proprio generale. Che prepari cioè a Pollari, generale di corpo d'armata delle Fiamme Gialle, il suo grande rientro quando si tratterà di lasciare il Sismi. E' un piano di cui Pollari si compiace e che Speciale racconta in giro, vantandosene. Pollari dispone. "Ciccio" esegue. Il Sismi si gonfia di ufficiali della Finanza e, va da sé, anche del figlio di Speciale, cui per qualche tempo viene affidato (con esiti disastrosi) il centro di Abu Dhabi. Speciale ridisegna i vertici del Corpo con organigrammi dettati da Pollari e dal suo delfino, il generale Emilio Spaziante, che dalla Lombardia (di cui controlla ogni ufficiale) viene portato a Roma, come capo di Stato Maggiore. Speciale fa e disfa, ritenendo di non dover neppure informare il suo comandante in seconda.
Poi, il piano Pollari va a farsi benedire. E con lui la direzione del Sismi e l'osmosi tra la nostra intelligence militare e le Fiamme Gialle. Speciale resta il solo garante, con pieni poteri di comando, di una ragnatela pazientemente tessuta per quattro anni. Di un apparato che è stato il braccio operativo dell'esecutivo di ieri, oggi opposizione. Il tentativo di Visco di cominciare a intaccarne i gangli (Milano) è troppo. Ma è anche una magnifica occasione. L'operazione può cominciare. E Speciale ne conosce l'epilogo. Si aggiusterà la fascia in vita e si farà saltare come un martire nel governo di centro-sinistra. Forse, farà qualcosa di più. Se è vero, come dicono quando ormai è notte, che oggi, da destituito, sederà ai Fori imperiali nel palco autorità della Festa della Repubblica. Se è vero che in queste ore lo accende l'idea di mummificarsi in Viale XXI Aprile ricorrendo a qualche tribunale amministrativo contro la decisione del governo.

 

                

home | portale | contatti |curiosità | cerca nel sito | chi siamo | archivio

Il sito non è protetto da copyright, tutto il materiale è disponibile per chiunque ne avesse interesse, si prega solo di citare la fonte. G.G

Attenzione!

Il sito è in trasferimento su altro spazio, per questioni tecniche ed altro. Questo sarà mantenuto solo come archivio. Tutto il materiale sarà sempre a disposizione, e per i download troverete una sezione ordinata meglio per temi.

Andate a ALTRESTORIE o direttamente alla sua sezione

download

 

dal 31/8/06: