|
Approfondisci
qui
Deaglio è finito sotto inchiesta per lo
spargimento di notizie false e tendenziose atte a turbare l'ordine
pubblico. Cioè per avere fatto il suo mestiere onestamente,
domandando, suscitando dubbi, provocando finisce sotto la lente di
un giudice. Per un reato, residuo del codice Rocco, per il quale,
sempre se venisse condannato, rischierebbe una multa di 300 € o la
detenzione fino a tre mesi. Chiaro il tentativo di fermarlo e di
chiudere questa vicenda al più presto. Berlusconi urla ai brogli
da mesi. Dopo le elezioni portò il paese sull'orlo del caos, basando
le sue accuse su un dato clamorosamente falso, cioè la storia che
c'erano 40 mila schede contestate. Storia rivelatasi una bufala. Lui
e i suoi lacchè gridano ai brogli fatti dalla sinistra dal giorno
della sua sconfitta elettorale, senza ritegno, senza che nessuno
eccepisca che, se non c'è reato, ha comunque rotto i co°%$£&ni a
moltissimi cittadini. Nessun giudice fa una piega. Nemmeno di fronte
al discorso di Gubbio, contenuto proprio nel film di Deaglio, in cui
accusa pesantemente Ministero dell'Interno (il SUO ministero
dell'Interno) e la Corte di Cassazione.
Si scopre che uno dei consulenti della commissione Mithrokin, tale
Scaramella, era un personaggio curioso, forse al soldo dei servizi,
fabbricatore di dossier e nessuno si indigna, nessuno rovescia il
tavolo. Quindi la commissione di Inchiesta guidata dal sen Guzzanti
(FI) era una clava da usare per ricattare ed intimidire la
sinistra. Nessuno fiata. Invece Deaglio viene indagato. Ed al
solito i garantisti a corrente alternata della destra hanno già
emesso la condanna: Deaglio è colpevole e si deve vergognare di
quello che ha fatto. Come se l'avviso di garanzia fosse già sentenza
di colpevolezza. Ritengono Previti innocente anche dopo la sentenza
definitiva di Cassazione, ma Deaglio è colpevole già all'avviso di
garanzia. Ma di questo non ci si meraviglia. Da sempre il garantismo
di questa destra è una maschera pelosa (e penosa) per l'impunità
degli amici degli amici. Anche Pisanu ha detto che Deaglio e coloro
che gli hanno creduto si devono vergognare. Fatelo tacere.
E' lui che si deve vergognare di aver affidato, a trattativa
privata, l'appalto della gestione dello scrutino informatica ad un'
azienda in cui il figlio è dirigente. L'appalto lo paghiamo noi
cittadini. Aspettiamo ancora che lui smentisca che suo figlio sia
un dirigente della divisione italiana dell' Accenture. Si deve
vergognare che da garante delle elezioni si sia recato nella dimora
privata del capo di una parte politica, durante uno spoglio
delicatissimo. E si deve vergognare per non avere mai fatto
chiarezza su quello che realmente successo quella notte.
Brucia il silenzio assordante della sinistra. Chiaro segno che
tutti, ma proprio tutti, vogliono chiudere questa storia al più
presto e ffanculo Deaglio ed il giornalismo d'inchiesta, che in
questo paese è reato! La sinistra non deve difendere la tesi di
Deaglio, ma deve difendere il giornalismo di inchiesta,
l'informazione, perchè in una società mediatica la difesa della
pluralità dell'informazione è essenziale al funzionamento stesso
della democrazia. Senza della quale la democrazia, questa parola che
diventa vuota, è mutilata.
Ma vediamo che i manovratori diventano sempre più insofferenti di
tutti i controlli, sia quello della magistratura, sia quello
dell'informazione non asservita, sia quello delle Authority. Diventa
sempre più arduo sentirsi parte di questo paese, dove gli iscritti
alla P2 vanno al potere e gli onesti devono tremare. Diventa sempre
più duro vivere in un paese dove ormai al sequela dei misteri assume
le dimensioni di un elenco telefonico. la nostra repubblica si fonda
sul mistero di
Portella della Ginestra,
continua con piazza Fontana, l'Italicus, Peteano, Moro, dalla
Chiesa, la strategia della tensione, Ustica,
la banda della Magliana, P2, Gladio, Sindona, Calvi, lo
stragismo degli anni 90, Falcone e Borsellino, le decine di
giudici ammazzati dalla mafia e rimasti impuniti...ora ci
aggiungiamo anche la notte del 10/ aprile /2006.Avevo scritto ieri
che sarebbe finita cosi, perchè tutti continuano a chiedere la
riconta dei voti, cosa che richiederà mesi, anni se mai si farà.
Nessuno che chiede la cosa ovvia di pubblicare il dettaglio dei dati
in possesso del Viminale. Proprio perchè continuano a sostenere che
il broglio non era possibile, perchè i dati del Viminale non hanno
valore ufficiale, perchè mai non escono ? Non uscivano con Pisanu e
non escono con Amato. Perchè? Questo è il mio tormentone.
Io non so se Deaglio ha visto giusto o meno. Ho sempre parlato di
presunti brogli, aldilà di alcune tesi provocatorie, io per primo mi
rendo conto che non è semplice organizzarli e farli, alcuni
passaggi non convincono manco me, ma che quella notte sia successo
qualcosa non ci piove. E le risposte non deve darlo certo Deaglio, o
io, le deve dare chi ha gestito le elezioni, perchè in questo modo
viene azzerata la fiducia nelle istituzioni, nella democrazia e
nella classe politica che è ormai a quota zero. Io come cittadino
ho il diritto di conoscere i dati dettagliati dello spoglio. Lo
pretendo. E loro hanno il dovere di fornirli, perchè la legge dice
che sono atti pubblici. Non so voi, ma io se non si chiarisce
questa storia non andrò più a votare. Se devo essere preso comunque
per culo, non gli do il mio avallo. Lo facciano senza di me.
Perchè non so per voi, ma a me è chiaro che l'avviso di garanzia a
Deaglio svolge una funzione molteplice. In primo luogo intimidisce
lui e chiunque altro voglia avventurarsi su questa strada. Impedisce
a Deaglio di testimoniare in quanto indagato sui fatti e lo
delegittima perchè è immediatamente partita la campagna della destra
a dimostrare che le sue erano chiaramente delle bufale perchè è
stato indagato. Evitando di dovere dare spiegazioni penose sui fatti
di quella notte. Spostando tutta l'attenzione sulla questione dei
brogli ma dimenticando le questione che rimangono aperte, anche se
Deaglio avesse torto marcio. Ve le elenco.
- La questione che il ministro dell'interno (insieme a quello
dell'Innovazione) di aver affidato un appalto, a trattativa privata
ad un azienda in cui il proprio figlio è un dirigente.
- Il ritardo e la sospensione del flusso dei dati di quella notte,
dopo che il ministro aveva garantito, nel primo pomeriggio, con una
dichiarazione pubblica che lo spoglio sarebbe stato veloce.
- Le persenza almeno due volte di Pisanu a casa di Berlusconi, in
maniera assolutamente irrituale.
- L'uscita di Fassino di quella notte.
- Chi ha commesso l'errore di dire che le schede contestate erano 40
mila invece di 3000 e perchè il ministero ha corretto solo dopo 4
gg.
- Gli
errori presenti sul sito
della prefettura di Bari, che è difficile chiamare semplicemente
"errori".- Una spiegazione decente sull'improvviso crollo delle
schede bianche, che sarà normalissimo per lor signori, ma non lo è
per tantissimi altri cittadini, che pagano le tasse e votano come
tutti gli altri e vogliono una spiegazione.
- Perchè a 7 messi non possiamo ancora conoscere il dettaglio dei
dati,m che devono essere pubblici e sono stati SEMPRE pubblicati.
Queste questioni rimangono sempre aperte, anche se si dimostrasse
che Deaglio è uno spudorato mentitore ( e io dico che non lo è!!).
Se questo viene negato, scordiamoci la qualifica di paese
democratico e civile.
giuseppe galluccio 29/11/06
Approfondisci
qui
|