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Legalizzare la mafia sarà la regola del 2000

                                                                                     

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Fernando Rossi

Ecco chi è veramente Fernando Rossi. Resta solo da stabilire perchè sto pezzo di merda è stato imposto fortemente da Kojak Rizzo, quando nessun altro lo voleva.

Tra l'altro quest'idiota ora dice che quello è il suo governo e che vota la fiducia. Bravo. Applausi.

Ammesso che Prodi riesca, visto che i numeri non ci sono, nel frattempo la sinistra viene marginalizzata con l'ingresso di qualche centrista, si è rinunciato ai Pacs (Dico), la base si fa, i soldati rimangono la dove sono.

Si può essere cosi imbecilli? manco Pirandello lo tratteggiava un personaggio simile...eccheccazzo. Spero che trovino il modo di impedirgli almeno di incassare il lauto stipendio da parlamentare .
Nel frattempo chi leggesse questa pagina la faccia girare,  lo sputtani deve andare via dall'Italia.

giuseppe galluccio 23/2/07

 

 

Fernando ROSSI
XV Legislatura
(dal 28 aprile 2006)


Regione di elezione: Marche
Nato il 3 settembre 1946 a Portomaggiore (Ferrara)
Residente a FERRARA
Professione: Impiegato
Elezione: 9 aprile 2006
Proclamazione: 28 aprile 2006

Gruppo IU-Verdi-Com (Insieme per l'Unione - Verdi Comunisti Italiani)
Segretario della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali)
Membro della 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro)
Membro della Commissione parlamentare per le questioni regionali

Contatti E-mail: 
rossi_f@posta.senato.it

 

dall'Unità del 23/2/07

di Marcò Zavagli   / Ferrara

«Ricevo continuamente telefonate ed e-mail folli; mi sono arrivate anche pesanti minacce alla mia incolumità e non solo». Fernando Rossi fa i conti con il suo "day a fter". Dopo aver dato un contributo decisivo alla crisi di governo, il senatore dissidente si trova al centro del fuoco di fila delle reazioni veementi che da più parti l'ex Pdci si è tirato addosso.

Il senatore, catapultato a sorpresa a Palazzo Madama dal collegio delle Marche come primo dei non eletti (era in lista in una collocazione per la quale non era previsto fosse eletto, ma a favorirlo furono i giochi delle rinunce), scrolla le spalle. "Non denuncerò nessuno ma segnalerò il fatto alla questura ".

Oltre alle minacce non sono mancate le accuse e le insinuazioni. «Sono stato accusato di essermi schierato con Berlusconi - conferma il diretto interessato -, di aver preso dei soldi, di avere capitali a San Marino. Cose assurde».

Ma intanto il clima attorno a lui sa ormai di terra bruciata. A Roma come a Ferrara, da dove chi non lo ricorda proprio volentieri gli ha inviato un sms: «Eravamo riusciti a impedirti di fare disastri a Ferrara, purtroppo non siamo riusciti a impedire che tu li facessi a Roma». Firmato Mauro Cavallini, segretario della Quercia ferrarese.

Sì, perché anche in terra emiliana Fernando Rossi, detto "Nando"; ha lasciato il segno. Nato a Pórtomaggiore 61 anni fa, già dirigente Pci e Pds, il senatore estense fece parlare di sé alla vigilia dell'insediamento del nuovo sindaco ds, Gaetano Sateriale, a Ferrara.

«Era il '99 - ricorda Cavallini - e Rossi si accordò con Forza Italia, An e Lega per sfiduciare il sindaco, una manovra fallita anche se ben orchestrata dall'allora consigliere di Rifondazione Gianluca Merchiori. Faccio notare che oggi come nel '99 Rossi incassa il sostegno della destra. Non traggo conclusioni, ma stranamente emergono di nuovo strani contatti. Non è un caso - continua Cavallini - che Rossi sia stato presentato nelle Marche e non in Emilia-Ro­magna dove lo conoscevano bene: la sua candidatura era bruciata e avrebbe avuto forti contraccolpi».

Strani contatti e strani personaggi, come ap­punto Gianluca Merchiori. Ferrarese anche lui.

Una vulgata lo vuole insieme a Rossi in auto mentre si recano per dare il proprio sostegno a Milosevic durante i bombardamenti Nato durante la guerra del Kosovo. Poi il dirigente di Rifondazione smise falce e martello e indossò giacca e cravatta per entrare nel mondo della finanza. Di lui si persero le tracce. Fino a gennaio, quando il suo nome spopolò sulle cronache nazionali per una maxi truffa ai danni di diverse persone (tra cui diversi politici locali). Merchiori, indagato per truffa e appropriazione indebita, si portava dietro un buco di 4 milioni di euro (dietro i quali, secondo i legali di alcuni truffati, si allungherebbe anche l'ombra degli strozzini) che cercò di arginare chiedendo prestiti agli amici. Proprio Rossi gli concesse diverse migliaia (chi dice decine di migliaia) di euro.

Il resto è storia recente. Le polemiche di luglio sulle missioni all'estero, l'uscita dal Pdci ad ottobre dopo essere stato "dimissionato"da segretario regionale, il no alla proposta di Finanziaria. Fino al non voto di mercoledì.

                

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