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Facce di merda

Ecco un pessimo esempio di informazione, dal solito ineffabile PiGi Cerchiobottista che sembra vivere in una realtà separata avendo i fatti in estremo disprezzo, visto che li sostituisce con opinioni personali. Vi propongo un brano.

 

CAMBIO DI CLIMA di PIERLUIGI BATTISTA  dal Corriere della Sera del 28/4/07

In un Paese che si auspica «normale» una sentenza giudiziaria non dovrebbe essere temuta o usata come un verdetto destinato a scompaginare gli assetti politici e azzoppare o annichilire l'avversario. Ma fino a ieri, e per ben quindici anni, l'Italia non è stata tanto «normale», incatenata all'idea che nelle aule dei tribunali si forgiassero i destini politici della Nazione. Da ieri pero, all'Italia è stata restituita almeno una parvenza di normalità. Berlusconi è stato assolto nella sen­tenza d'appello del processo Sme e non ha invocato rappresaglie su chi lo aveva messo alla sbarra. Il presidente del Consiglio Prodi ha salutato con parole concilianti (e addirittura con «soddisfazione») l'esito processuale favorevole al suo avversario. Non è ancora la normalità. Ma un antidoto efficace per mettere fine a una delle più pericolose patologie italiane, questo sì.

Naturalmente. le reazioni sarebbero state molto diverse se il verdetto fosse stato sfavorevole a Berlusconi. Ed è prevedibile che nelle pattuglie più agguerrite dell'oltranzismo antiberlusconiano si annidi ancora la speranza che Il leader dell'opposizione possa ancora inciampare nel groviglio giudiziario elle ancora non si è completamente dissolto. Ma si tratta di schegge, cascami sempre meno incandescenti di un'epoca della storia italiana che sta inesorabilmente (e finalmente) tramontando.


Vi risparmio il resto, perchè già questo è sufficiente a scoprire la disinformazione , la tendenziosità, l'ipocrisia dell'autore.

In primo luogo sgombriamo il campo da un equivoco. Contro  Berlusconi  c'era una mole di indizi, documenti, testimonianze tali che  era doveroso processarlo. L'ipocrisia fa dimenticare che in Italia vige, piaccia o meno, l'obbligatorietà dell'azione penale. Un magistrato che non imbastiva una causa con tali documenti sarebbe stato passibile di omissione di atti d'ufficio.
Detto questo, in attesa delle motivazione della sentenza ci piacerebbe avere da PIGI  qualche spiegazione.A che titolo i 434 mila dollari da un conto Fininvest passarono sul conto di Previti e da questo a quello di Squillante?
Magari potrebbe anche spiegarci perchè mai le aziende del cavaliere abbiano fondi occulti in società estere in paradisi fiscali. Questo è di un "paese normale"?
Ci spieghi il buon Battista quest' informativa della Criminalpol oppure questo rapporto della Polizia del Canton Ticino. oppure questo della GdF. Dopo parliamo di "paese normale".
E' di questi giorni il putiferio sollevato contro Wolfowizt, presidente della Banca mondiale, perchè ha raccomandato la sua compagna. Tutto il mondo ne chiede le dimissioni. Per una violazione dell'etica, manco del codice penale.
Invece Berlusconi non deve dar conto dei suoi lati oscuri secondo PG. Delle numerosi e palesi violazioni del codice penale, ancorchè non sanzionate (tranne una: la condanna per falso nel processo contro Ruggeri e Guarino).
Certo in questi anni la magistratura ha svolto un ruolo improprio. Ma questo è avvenuto perchè, da  tangentopoli in poi, la classe politica non ha saputo riformarsi nemmeno quel tanto per evitare che mafiosi e corruttori entrassero in Parlamento. La magistratura è andata a colmare un vuoto, l'inerzia della politica. Incapace a sua volta di prendere quei provvedimenti per chiudere la stagione di Tangentopoli voltando pagina, ma per davvero.
Esattamente quello che chiese fin dall'inizio il Pool di Milano . Sarebbe bastata la norma per cui corruttori rei confessi, condannati, magari inquisiti rinunciassero alle cariche pubbliche (come è per tutte le professioni). Magari i partiti avrebbero potuto porre delle norme etiche alle candidature. Niente è stato fatto. Invece si candidano schiere di inquisiti, sapendo che hanno guai con la giustizia, salvo poi gridare al complotto politico quando da indagati si trasformano in imputati come è ovvio nell'iter giudiziario. Gridando  ed inveendo contro una magistratura che si limita a svolgere un ruolo assegnato dalla costituzione. Il punto vero è cha la politica  si considera immune, e le garanzie dovute al ruolo politico sono diventate un 'impunità intollerabile.
PiGi invoca il ritorno al "paese normale", fingendo di non sapere che in un "paese normale" Berlusconi non si sarebbe mai potuto candidare, altro che divenire presidente del consiglio. Per il conflitto di interessi palese ed irrisolto, per l'iscrizione ad un 'associazione eversiva come la P2, per la condanna per falso in un processo (condanna prescritta), per il groviglio di guai giudiziari, imputazioni, prescrizioni eccetera. Per la commistione con personaggi come Dell'Utri e Previti, il primo condannato per associazione mafiosa, il secondo per corruzione in atti giudiziari. Parliamo dei due principali collaboratori del cavaliere, con Dell'Utri ideatori di FI, il partito che Berlusconi controlla come "cosa sua"..Ci dica Battista in quale paese uno cosi si sarebbe potuto permettere la candidatura ai vertici dello stato... E se Berlusconi non diventava presidente del consiglio, non avrebbe potuto fare le numerose leggi ad personam che hanno portato numerosi processi alla prescrizione o all'assoluzione, proprio in virtù di quelle leggi scritte dai suoi avvocati.
E senza quelle leggi Berlusconi era in galera. Lo sa o non lo sa PiGi Battista? Quale idiozia o ipocrisia  gli consente di dire che in Italia c'è un fronte antiberlusconiano? E le accuse dell'Economist, che lo definì Unfit a governare. E le richieste giudiziarie degli Spagnoli? E le accuse in Francia per La Cinq? E i vari giornali esteri come la Zeitung, El Pais, Le Figaro ed il citato Economist?Allora esiste un antiberlusconismo mondiale?
Non esiste un antiberlusconimo italiano. Almeno non esiste un antiberlusconismo di tipo ideologico come  sostiene Battista. 
Invece c'era,  e in parte ancora  c'è,  una gran massa di italiani che sperava, credeva, che esistesse ancora un briciolo di dignità in questo paese. Sognava che l'etica avesse ancora un valore, magari  piccolo, ma lo avesse.
Che definizione dà Battista di un "paese normale"?
Il paese normale per lui è quello dove un magnate dei media diventa presidente del consiglio? Dove i piduisti ed i mafiosi vanno al governo? Dove le vicende di Fazio, Consorte, Ricucci, Tanzi, Cragnotti, più vallettopoli e calciopoli sono la "normalità"?
Che alla sinistra Berlusconi giovi in qualche modo, che abbiano gioito per l'assolzione o addirittura lo propongano come campione nazionale per salvare l'italianità di Telecom, non sposata di una virgola il discorso. Ormai si è capito che Berlusconi e la sinistra sono solo due facce della stessa medaglia.
Beh francamente questo per noi non è un "paese normale", ma  solo  un "paese di merda" dove è sempre più difficile vivere, dove la voglia di emigrare è forte. E dove questa ipocrisia, le continue bugie, l'intollerabile pochezza e malafede della classe politica,  stanno facendo crescere un desiderio  forte di scorciatoie pericolose. Cresce anche il numero di coloro che credono che le anomalie italiane siano risolvibili solo con nodosi bastoni da calare senza  pietà sulle schiene della nostra classe dirigente e dei disinformatori di mestiere.

GIUSEPPE GALLUCCIO 28/4/07

                

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