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* Nel 1689 vi erano 2.718.330
abitanti; nel 1734 anno in cui il Regno passò a Carlo III di
Borbone la popolazione era di 3.044.562 abitanti e nel 1775 aumentò
a 4.300.000. Nel 1815 quando ritornarono i Borbone era 5.060.000 e
nel 1836 di 6.081.993. Nel 1846 la popolazione arriva a 8.423.316 e
dieci anni dopo a 9.117.050.
* I Borbone incivilirono e
resero innocui i baroni, costruirono strade, ricostituirono
l'esercito e le amministrazioni locali cui diedero l'antica
autonomia, come diedero grande impulso all'industria,
all'agricoltura, alla pesca, al turismo. Da ultimo tra gli Stati
divenne il primo d'Italia e tra i primi del mondo.
* Le ferrovie, inventate nel
1820, ignote in Italia, fecero la loro prima apparizione a Napoli
(1839) con il tratto che congiungeva la capitale a Portici e poi
fu concessa al Bayard di continuarla fino a Castellammare. A spese
del tesoro nel 1842 cominciò quella per Capua e poi l'altra per
Nola, Sarno e Sansevero
* Nel 1837 arrivò il gas e nel
1852 il telegrafo elettrico, primissimi in Italia.
*I l teatro San Carlo, primo al
mondo, fu costruito in soli 270 giorni e la stessa corrente
culturale fece nascere l'Officina dei Papiri, il Museo
Archeologico, l'Orto Botanico, l'Osservatorio Astronomico e, primo
al mondo, l'Osservatorio Sismologico Vesuviano e la Biblioteca
Nazionale. Nacque un collegio militare come la Nunziatella le
Accademie Culturali, le scuole di Arti e Mestieri, Monti di Pegno e
Frumentari.
* Lo sviluppo industriale fu
travolgente e in venti anni raggiunse primati impensabili sia nei
settori del tessile che in quello metalmeccanico con 1.600.000
addetti contro il 1.100.000 del resto d'Italia. Nacquero industrie
all'avanguardia e tecnologicamente avanzate dando vita a ferrovie e
battelli a vapore e costruendo i primi ponti in ferro in Italia,
opere d'alta ingegneria in parte ancora visibili sul fiume Calore e
sul Garigliano.
* Il Regno poteva vantare il più
basso tasso di mortalità infantile in Italia. Erano sparsi sul
territorio ospedali, ospizi e ben 9.000 medici.
* Lo Stato godeva di buona
salute, il deficit era quasi inesistente ed il suo patrimonio aureo
era invidiato da tutte le nazioni. Nel 1861, 668 milioni di lire
oro contribuirono alla formazione del tesoro italiano.
* Per la buona amministrazione e
finanze oculate la Borsa di Parigi, allora la più grande del mondo,
quotava la Rendita dello Stato napoletano al 120 per cento, ossia la
più alta di tutti.
* Nella conferenza internazionale
di Parigi del 1856 fu assegnato al Regno delle Due Sicilie il
premio di terzo paese del mondo, dopo l'Inghilterra e la Francia,
per sviluppo industriale
* Le navi mercantili del Regno
delle Due Sicilie solcavano i mari di tutto il mondo e la sua
flotta era seconda solo a quella del Regno Unito e così pure la
flotta da guerra terza in Europa dietro quella inglese. Cosi il
governo borbonico fu costretto a promulgare, primo in Italia, il
Codice Marittimo creando dal niente una rete di fari con sistema
lenticolare per tutta la costa.
* Le industrie tessili, navali e metalmeccaniche pullulavano in tutto il regno: quella di Pietrarsa
con mille operai e settemila di indotto ne era il gingillo, la punta
di diamante.
* Gli operai lavoravano otto ore
al giorno e guadagnavano abbastanza per sostentare le loro famiglie
e primi in Italia usufruirono di una pensione statale in quanto fu
istituito un sistema pensionistico (con una ritenuta del 2% sugli
stipendi).
* Nel
Regno la disoccupazione era praticamente inesistente e cosi
l'emigrazione. Oltre al milione e seicentomila addetti
nell'industria c'erano duecentomila commercianti e tre milioni e
mezzo di contadini .
* Gli sportelli bancari erano diffusi capillarmente in
ogni paese e villaggio e prime al mondo, le banche del Regno, furono
autorizzate dal Governo ad emettere i polizzini sulle ossia i primi
assegni bancari della storia economica.
* Carlo
III di Borbone intuendo l'importanza di Pompei ed Ercolano,
profondendo mezzi e denaro fondò l'Accademia di Ercolano dando così,
di fatto, inizio agli scavi. Oggi Pompei è una delle città più
visitate del mondo, con un milione di presenze all'anno.
*
C'è chi stima in un milione i morti delle
resistenza meridionale all'invasione piemontese. Probabilmente la
cifra non è reale. Più probabile che siano 150 mila come si legge in
Alle origini del
Brigantaggio
e sul sito Brigantaggio non sono accertati.
* Nel 1862 nel Teramano furono fucilati 526 contadini.
Più o meno stessa cifra a Surcola cosi a Isernia e Rionero
Sannitico.
* Il colonnello Pietro Fumel si vantava di aver fatto
fucilare trecento briganti e non briganti e sottoponeva a torture e
sevizie inaudite i prigionieri ( Michele Topa " I Briganti di sua
Maestà" Fratelli Fiorentino ed pag 268.
* A seguito dell'occupazione
piemontese fu immediatamente impedito al Banco delle Due
Sicilie (diviso poi in Banco di Napoli e Banco di Sicilia) di
rastrellare dal mercato le proprie monete per trasformarle in
carta moneta così come previsto dall'ordinamento piemontese,
in tal modo i banchi avrebbero potuto emettere carta moneta
per un valore di 1200 milioni e avrebbero potuto controllare tutto
il mercato finanziario italiano. Quell'oro, invece, attraverso
apposite manovre passò nelle casse piemontesi.
* Il colpo di grazia all'economia del sud fu dato sommando il debito
pubblico piemontese, enorme nel 1859 (lo stato più indebitato
d'Europa), all'irrilevante debito pubblico del Regno delle due
Sicilie, dotato di un
* Nelle casse piemontesi finirono circa 600 milioni
dell'epoca ricavati dalla vendita dei beni demaniali ed ecclesiali.
*
Nicola
Zitara afferma : " Senza il saccheggio del risparmio storico
del paese borbonico, l'Italia sabauda non avrebbe avuto un avvenire.
Sulla
stessa risorsa faceva assegnamento la Banca Nazionale degli Stati
Sardi. La
montagna di denaro circolante al Sud avrebbe fornito cinquecento
milioni di
monete d'oro e d'argento, una massa imponente da destinare a
riserva, su cui
la banca d'emissione sarda - che in quel momento ne aveva soltanto
per cento
milioni - avrebbe potuto costruire un castello di cartamoneta
bancaria alto
tre miliardi. Insomma,
per i
piemontesi, il saccheggio del Sud era l'unica risposta a portata di
mano,
per tentare di superare i guai in cui s'erano messi.."
* La statistica di fine anno 1861, fatta dagli
occupanti piemontesi, indicò che nel solo secondo
semestre vi erano stati 733 fucilati, 1.093 uccisi in combattimento
e 4.096 fra arrestati e costituiti. Le cifre, tuttavia, furono
molto al disotto del vero, in quanto non erano indicati quelli
della zona della Capitanata, di Caserta, Molise e Benevento,
dove comandava il notissimo assassino Pinelli.
Al Senato di Torino, il ministro della guerra Della Rovere, dichiarò
che 80.000 uomini dell'ex armata napoletana, imprigionati in
varie località della penisola, avevano rifiutato di servire
sotto le bandiere piemontesi. Vi erano stati migliaia di
profughi, centinaia i paesi saccheggiati, decine quelli distrutti.
* Nel 1860 a Gaeta in una foiba furono trovati 2000
fucilati
* Il 12
febbraio 1862 il colonnello Pietro Fumel, emanò un bando veramente
raccapricciante :
"Io
sottoscritto, avendo avuto la missione di distruggere il
brigantaggio, prometto una ricompensa di cento lire per ogni
brigante, vivo o morto, che mi sarà portato. Questa ricompensa sarà
data ad ogni brigante che ucciderà un suo camerata ; gli sarà
inoltre risparmiata la vita. Coloro che in onta degli ordini,
dessero rifugio o qualunque altro mezzo di sussistenza o di
aiuto ai briganti, o vedendoli o conoscendo il luogo ove si
trovano nascosti, non ne informassero le truppe e la civile e
militare autorità, verranno immediatamente fucilati ... Tutte le
capanne di campagna che non sono abitate dovranno essere, nello
spazio
di tre giorni, scoperchiate e i loro ingressi murati ... È proibito
di trasportare pane o altra specie di provvigione oltre le
abitazioni dei Comuni, e chiunque disubbidirà a questo ordine
sarà considerato come complice dei briganti."
Costui, un sanguinario assassino, praticò metodicamente il terrore e
la tortura contro inermi cittadini e le loro proprietà per
distruggere ogni possibile aiuto ai "briganti".
*
Dal settembre 1860 all'agosto del 1861 vi furono
8.968 fucilati, 10.604 feriti, 6.112 prigionieri, 64 sacerdoti, 22
frati, 60 ragazzi e 50 donne uccisi, 13.529 arrestati, 918 case
incendiate e 6 paesi dati a fuoco, 3.000 famiglie perquisite, 12
chiese saccheggiate, 1.428 comuni sollevati.
*Alessandro
Bianco, conte di Saint-Jorioz piemontese, anche lui sterminatore di
gente pacifica, scrivendo le sue memorie sul m brigantaggio, ebbe
momenti di lucida analisi, nell’individuare le radici del
brigantaggio ed il rifiuto della popolazione per l’invasore
piemontese:
“Il Piemonte si è avvalso di esuli ambiziosi
servili, incuranti delle sorti del proprio paese e preoccupati
soltanto di rendersi graditi, con i loro atti di acquiescente
servilismo, a chi, da Torino decide ora sulle sorti delle province
napoletane. E accanto a questi uomini, adulatori e faziosi, il
Piemonte ha posto negli
uffici
di maggiore responsabilità gli elementi peggiori del
paese: figli dei più efferati borbonici, per fama spioni pagati
dalla polizia, sono ora giudici di mandamento o Giudici
circondariali, sotto prefetti o delegati di polizia; negli uffici
sono ora soggetti diffamati e ovunque personale eterogeneo e marcio
che ha il solo merito di essersi affrettato ad accettare il
programma
Italia e Vittorio Emanuele
ed una sola qualità, quella di saper servire chi
detiene il potere”.
A. Bianco di Joroz, Il brigantaggio alla frontiera
pontificai 1860-63, Milano ed. Daelli (pag 373/76)
*
Emigrazione biblica dei meridionali: dal 1863 al 1880 emigrarono circa 1.900.000
abitanti, cioè oltre il 20 % della popolazione.
giuseppe galluccio 27/1/06
La maggior parte delle notizie è tratta dal Libro
di Antonio Ciano, "I
Savoia ed il massacro del sud", Ed: Grandmelò di
cui consiglio la lettura, anche se il neoborbonismo non mi
interessa.
Leggi anche :
Storia del meridione
Meridione e floklore
Il briganataggio
Il massacro di Pontelandolfo
Fonti:
Salvatore Lucchese - Federalismo, socialismo e questione
meridionale in Gaetano Salvemini, con testi di Gaetano Salvemini,
Mandria, 2004
Francesco Saverio Nitti Domenico De Masi -
Napoli e la questione
meridionale - Guida editore
Alle
origini del Brigantaggio
Associazione
Culturale DUE SICILIE - GIOIOSA JONICA (RC)
Da
Quarto a Volturno – Cesare Abba - Bologna 1911
Il
Brigantaggio dal 1860 al 1865 – Bourelly Osanna Venosa – 1987
Storia del reame di Napoli dal dal 1735 al 1825 - Pietro Colletta -
Le Monnier
Brigantaggio meridionale - Pedio Tommaso, Capone editore
Scienza delle finanze - F. S. Nitti - Pierro editore 1903
Antonio Ciano – I Savoia ed il
massacro del sud - Grandmelò
I
briganti di sua maestà Michele Topa, Fratelli Fiorentino ed
http://www.alleanzacattolica.org/idis_dpf/voci/b_brigantaggio.htm
http://www.alleanzacattolica.org/indici/dichiarazioni/pappalardop223.htm
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1864e.htm
http://www.brigantaggio.net/
http://www.brigantaggio.net/Brigantaggio/Documenti/CarteRivolta.htm
http://www.brigantaggio.net/Brigantaggio/Documenti/LeggePica.htm
http://www.brigantaggio.net/Brigantaggio/Documenti/Circolari/indice.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Questione_meridionale
http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/q/q017.htm
http://italy.peacelink.org/storia/articles/art_7001.html
http://www.homolaicus.com/storia/moderna/ottocento/questione_meridionale.htm
Leggi anche :
Storia del meridione
Dati storici del meridione
Meridione e floklore
Il briganataggio |