Sono noti i risultati dell'autopsia del povero
ragazzo morto a scuola dopo "avere fumato
marijuana". Sarebbe stato il primo caso al mondo di
morte accertata a causa di una canna. Come era
prevedibile la causa non è la marijuana bensì la
droga del momento, la cocaina nella sua variante
del crack, droga pericolosissima, ma sottovalutata
nonostante ormai il consumo sia dilagante.
Eppure la stampa tutta, compresi giornali seri come
Repubblica, hanno avallato l'ipotesi che
scientificamente era una ..stronzata. Non esiste,
ripeto, al momento nel mondo nessun morto accertato
a causa della
cannabis e dei suoi derivati. Sfido chiunque
affermi il contrario a dimostrarlo.
A traino della disinformazione è andato perfino il
ministro Livia Turca che ha proposto l'intervento
dei NAS nelle scuole..ma dove le pigliano 'ste
idiozie? A volte c'è davvero da chiedersi se ci sono
o ci fanno.
Come sempre accade, con regolarità sospetta, si
preferisce demonizzare la
marijuana meno pericolosa perfino delle
sigarette, senza che nessuno sollevi il problema
della coca che è entrata nei consumi dei ragazzi con
una prepotenza che dovrebbe allarmare.
Costi bassissimi e diffusione capillare enorme hanno
fatto affermare quella che una volta era la "droga
dei ricchi". Oggi chiuqnue può permettersi uan dose
di carck che si trov aanche a 10 euro e tutti i
ragazzi sono dove trovarla.
Inevitabile chiedersi il perchè di questa
schizofrenia. Ha qualcosa a che fare con il fatto
che la cocaina è la droga dei VIP che tendono a
minimizzare il problema? Oppure ha a che fare con il
fatto che il giro di affari relativo alla coca ha
oscurato perfino i guadagni miliardari dell'epoca
d'oro dell'eroina? Magari entrambe le ragioni!!
Intanto un ragazzo è morto per la mancanza di
informazione e per le mistificazioni culturali che
si sono operate con la legge Fini-Giovanardi.
Se passa l'idea che tutte le droghe sono uguali, un
ragazzo dopo avere fumato uno spinello ed essersi
reso conto che non è quel demonio dipinto, penserà
magari che anche il crack, che si fuma (o magari il
micidiale Kobrett), non fanno male. la conlusione
ovvia sarà che anche su questa droga quelli che
dicono che fa male mentono.
E' necessaria un 'informazione corretta che metta in
luce la reale pericolosità delle singole droghe. E'
inutile e pericoloso demonizzare, per motivi
ideologici, una droga usatissima come la marijuana,
parificandola a tutte le altre. Così si perde di
credibilità e non si riuscirà a convincere i giovani
che la cocaina, il crack, ed altre droghe sul
mercato, non sono come la marijuana, ma producono
danni gravi nella migliore delle ipotesi, quando non
uccidono.
Chi porterà la responsabilità di questa morte se non
i mistificatori come Fini e Giovanardi che, per
motivi ideologici ed elettorali hanno compiuto una
mistificazione culturale barbara e pericolosa?
Se si vuole fare davvero qualcosa di concreto prima
che incominci una moria di ragazzi a causa del
crack e della cocaina, bisognerebbe dare un
'informazione corretta, ma soprattutto separare i
due mercati. Ciò è possibile solo legalizzando la
marijuana per fare in modo da sottrarre i ragazzi
agli spacciatori. I luoghi di spaccio sono ormai dei
supermarket della droga dovere trovi tutte le
sostanze. Sottrarre i ragazzi che fumano marijuana
dal controllo degli spacciatori eviterebbe il
passaggio dalle droghe leggere alle droghe pesanti.
Passaggio dovuto non a misteriosi legami tra le
sostanze, quasdi una sorta di propedeuticità, ma
al tipo di mercato, alla contiguità, alla comunanza
nell'illegalità sia della marijuana che delle droghe
pesanti e letali.
giuseppe galluccio 28/5/07
MILANO - Tracce di cocaina nei polmoni. Sono
questi i primi risultati degli esami tossicologici
su Dario Evola, il 15enne di Cusano Milanino che il
16 maggio scorso è
morto in classe per un malore dopo aver
fumato uno spinello con alcuni compagni di scuola.
Le analisi erano state disposte dalla magistratura
per capire se il ragazzo avesse fumato insieme alla
cannabis qualche sostanza nociva. E l'esito lascia
ritenere che Evola avesse fumato crack, di cui la
cocaina è la sostanza base.
Gli esiti di questi accertamenti, sebbene ci
vogliano una ventina di giorni per avere un quadro
completo, non avrebbero evidenziato nel corpo del
giovane residui di cannabinoidi. Ed è proprio in
base a questo che ora gli inquirenti ipotizzano che
il ragazzo abbia fumato o inalato (due o tre tiri)
'cocaina crackata', i cui effetti sono di gran lunga
più pericolosi.
Inoltre la procura di Monza, titolare dell'inchiesta
per morte come seguito di altro reato, ancora a
carico di ignoti, hanno disposto ulteriori e più
approfonditi accertamenti per scoprire se Dario, al
quale era già stato riscontrato il cuore leggermente
ingrossato, non avesse altre anomalie o
malformazioni congenite.
