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TARANTO
- Dopo aver scontato 4 anni per concorso esterno in
associazione mafiosa, l'ex sindaco-sceriffo di Taranto,
Gianfranco Cito, ha annunciato di volersi ricandidare a primo
cittadino della sua città. Cito - dichiaratamente anticomunista - ha
annunciato la sua scelta in un'intervista a Telenorba. «Avevo due
possibilità: andarmene da Taranto e dall'Italia, op-
pure rimboccarmi le maniche e lavorare per far uscire Taranto dal
tunnel. Se i tarantini e le istituzioni lo vorranno, mi candiderò a
sindaco con la mia lista: At6».
da Repubblica.it del 11/4/07
Per chi
non fosse al corrente, il comune di Taranto ha fatto bancarotta. Non
hanno potuto più pagare manco gli stipendi ai dipendenti. Ora
chiedono allo Stato di ripianare i debiti. Il sacco cominciò appunto
con Cito le cui giunte successive sono sue dirette figlie...Eppure
la gente ha continuato a votarli nonostante il personaggio fosse
noto a tutti, nonostante i disastri evidenti.
Ora si
ripresenta candidato. la gente lo rivoterà? Temo francamente di si.
Come ha rivotato Berlusconi nonostante il curriculum e la sua palese
inadeguatezza (per tacere del resto!!).
Ma se un
personaggio simile ritornasse alla guida di quel paese, perchè il
resto degli italiani dovrebbero poi devolvere parte delle loro tasse
per ripianare il debito di una città votata al martirio? Se la gente
vota un personaggio condannato per associazione mafiosa, devono poi
risponderne loro.
E lo dico
da Meridionale puro, che ha sempre difeso le ragioni del meridione.
Francamente però sono stufo che i soldi degli italaiani vadano a
ripianare i debiti della Sicilia ad esempio, che continua a votare
in massa per Cuffaro, Dell'Utri, Miccichè, Sodano,Giudice, D'Alì..personaggi
impresentabili ed incandidabili in qualunque paese civile.
La Sicilia
ha miliardi di euro di debito nella sanità, settore in cui
primeggiava quel tale Aiello, mafioso, intercettato con Cuffaro
mentre veniva a visato delle inchieste e si accordavano per i loro
sporchi affari.
I Siciliani non fanno un fiato? Benissimo, ma i debiti li pagfhino
loro.
Cosi come
ora Taranto.
A monte
c'è il problema delle candidatura di pregiudicati, inquisiti,
mafiosi, e roba simile.
Quando la
sinistra avrà il buon senso di fare una legge che impedisca a simili
personaggi di candidarsi?
Perchè io,
semplice cittadino, devo presentare il mio certificato penale
e dei carichi pendenti per un concorso ed un condannato per mafia
può candidarsi al parlamento, o ad altre cariche politiche, senza
che nessuno dei nostri leader si indigni?
In quale
paese civile ciò sarebbe accettabile?
giuseppe galluccio 11/4/07
Il curriculum di G CITO
da :
www.onemoreblog.org/archives/011242.html
Dalla sua televisione, AT6 (Antenna
Taranto 6), iniziò una folgorante carriera di
tele-politico. Con abile maestria, e con la spinta del
suo etere privato (del dibattito democratico), usando a
piene mani demagogia e populismo, lanciava strali contro
i politici locali del tempo e, contemporaneamente,
fondava il suo partito azienda che, guarda caso,
riprendeva il nome della sua rete televisiva.
Grazie alla forza dei suoi media che facevano propaganda
a senso unico, il suo partito, AT6 Lega D'azione
Meridionale, riuscì a vincere le elezioni cittadine e
Giancarlo Cito coronò il suo sogno di grandezza,
diventando sindaco di Taranto. Passerà alla storia per
il metodo "fascista" con cui decise di amministrare la
città e, soprattutto, per essere stato il primo sindaco
a dotare i vigili urbani di manganello, finendo per
questo sotto processo per abuso d'ufficio.
Al culmine della sua carriera, quando iniziò a sentire
sul collo il pesante fiato della magistratura, riuscì
anche a farsi eleggere in parlamento, ma questa mossa
non fu sufficiente ad evitargli la galera.
Il 16 Dicembre 1995 fu rinviato a giudizio per
associazione a delinquere di stampo mafioso, una prima
volta riuscì a scampare il carcere grazie alla
complicità dei suoi "amici" parlamentari che respinsero,
solidali, l'autorizzazione all'arresto.
Ma i suoi "amici" non riusciranno ad evitare il declino
politico del piccolo B. che lo porterà in breve tempo
alla fine della sua carriera.
Ora l'ex sindaco, ex onorevole ricorda le sue gesta
eroiche e le sue malefatte da dietro le sbarre del
carcere in cui sta scontando la pena detentiva per
concorso esterno in associazione mafiosa, il 416 bis, lo
stesso reato per cui è imputato in attesa di verdetto
definitivo Dell'Utri a Palermo.
L'ex sindaco, ex onorevole non fa più lo spavaldo, il
suo partito alle elezioni raggiunge percentuali da
prefisso telefonico, tutti si sono dimenticati di lui ed
anche le persone che prima lo osannavano adesso lo
ignorano bellamente, tant'è che il povero Cito per
cercare un po di visibilità cercherà disperatamente di
farsi intervistare dal "suo" Marco Travaglio, lo
scrittore Enzo Bianchi, autore del libro: "Geometra
Cito, sindaco di Taranto" edito dalla Kaos Edizioni, ed
a suo tempo vittima predestinata delle sue minacce,
delle sue censure e dei suoi strali in formato
televisivo. Speriamo che le storie di Berlusconi e di
Cito continuino ad incrociarsi e che anche il Cavaliere
di Arcore possa, un giorno, seguire le orme del suo
precursore.
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