Dal sito
http://www.gennarocarotenuto.it/dblog/storico.asp
(1) traggo
alcune notizie che vi riporto sotto.
Sono emblematiche delle bugie che ci propina la nostra
stampa e la disinformazione perenne che circola.
La
prima notizia è su Chavez, il "dittatore" del Venezuela. La
stampa internazionale lo definisce come tale. Ne parla
malissimo, lo dipinge come l'ennesimo caudillo sudamericano.
Certo non saranno tutte rose e fiori, ma finora mi pare che
si stia muovendo su una linea precisa e coerente. Mantiene
le promesse elettorali che erano quelle di ribaltare le
condizioni economiche di un paese che vedeva un ristretto
numero di ricchi (in genere "bianchi")e una massa di
disperati, cioè quasi tutti quelli di origine india.
Ovvio che quei ricchi, che erano legati alle lobbies
petrolifere americane e che gestivano il potere nel
paese gridano come aquile nel vedersi sottratti i loro
indegni privilegi. Chavez è stato eletto da quasi i due
terzi della popolazione e gode di un sostegno amplissimo,
nonostante la feroce opposizione interna ed esterna (Cia e
lobbies americane del petrolio che non accettano di ridurre
i loro immensi profitti!). Il punto è che non è
neoliberista, non è appiattito sugli Americani e sulle
multinazionali, cerca di fare gli interessi del SUO
elettorato.
Questo è un peccato gravissimo. Si perchè se passa l'idea
che un paese può prosperare senza neoliberismo, che si può
dire no agli Americani (Prodi prendi lezioni!!), che si può
fare politica mantenendo gli impegni questo costituirebbe un
'autentica rivoluzione. Per scongiurare questo "pericolo
gravissimo", parte la disinformazione tesa a presentare le
cose in maniera distorta. Tanto il Venezuela è lontano. Cosi
se si domanda in giro quelli che conoscono Chavez ne avranno
l'idea del solito dittatore sudamericano violento e
inaffidabile. Ma la realtà è abbastanza diversa, comunque
molto più complessa di quella semplificata e di parte che ci
propinano.
L'ultima messa in giro è che la nuova legge che gli
assegnava poteri speciali per la nazionalizzazione
dell'industria petrolifera, sarebbe stata una completa
perdita della libertà con un 'informazione completamente
asservita. Bene guardate sotto il genere di pubblicazioni
che appaiono in Venezuela.
Libertà di stampa in
Venezuela da
http://www.gennarocarotenuto.it/dblog/articolo.asp?articolo=916
 Gira
voce che in Venezuela non ci sarebbe libertà di stampa. Gira
voce (lo scrivono i più grandi giornali del mondo) che ci
sarebbe una rigida censura sulla stampa in un sistema illiberale
e autoritario. Gira voce, se ne legge dappertutto in giro, che
la legge sulle comunicazioni di un paio d'anni fa andava
obbligatoriamente definita con il nome dato dall'opposizione, "Ley
Mordaza", "Legge Bavaglio", perché nessun onesto democratico
potesse pensare che un terribile governo autoritario come quello
di Chávez permettesse anche solo di essere criticato. In
Venezuela nessuno può criticare Chávez, finirebbe in galera,
forse ucciso, gira voce.
Girano tante voci, soprattutto a leggere il Corriere della Sera
o La Repubblica, o El País, o Liberation... ma poi girano anche
alcuni fatti. Questa è la prima pagina del quotidiano "Tal Cual"
del primo febbraio 2007. "Tal Cual" è diretto da Teodoro Petkoff,
l'intellettuale di riferimento per quanti da sinistra attaccano
Chávez. Donato di Santo, sottosegretario agli esteri lo
definisce un "amico fraterno".
Teodoro Petkoff è direttore di un quotidiano liberamente in
vendita in tutte le edicole del paese e libero di fare prime
pagine come quella a lato. Ha speso in questi anni fiumi di
inchiostro per millantare in piena libertà a tutto il mondo che
in Venezuela non ci sarebbe libertà di stampa. Gira voce che
fossero tutte cazzate.
Avercene di Chavez in Italia. Sempre meglio delle facce di c..lo
che girano da noi! Comunque non credo sarebbero peggio di
Berlusconi, Calderoli, Schifani, Gasparri,Fini,Guzzanti,Rutelli,Matella,Marini,Violante
e compagnia bella.
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L'altra notizia che leggiamo sempre sul Blog di
Carotenuto è questa:
"Karla
López e Karina Almaguer si sono sposate. Dove? In Olanda? Nella
Spagna di Zapatero? NO! Si sono sposate nel cattolicissimo Messico
del falangista Felipe Calderón. La coppia ha firmato il Patto Civile
di Solidarietà (PaCS) nello stato di Coahuila, nel Nord di destra,
che ha approvato le unioni civili lo scorso 11 gennaio".
Insomma
qui si cita sempre il Sudamerica come esempio negativo: " Facciamo
la fina dell'Argentina", "Deriva sudamericana", "Governo
sudamericano" e roba del genere. Eppure anche nel campo dei diritti
pare che siano molto più avanti di noi, non solo in paesi governati
dalla "sinistra", ma perfino in paesi governati dalla destra.
Qui stiamo
cavillando sul riconoscimento dei diritti, dopo che i Pacs erano
stati giudicati troppo spinti, e il matrimonio tra omosessuali una
roba da fine del mondo.
Qual'è il
paese arretrato? Sicuramente noi!
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La terza
notizia è una feroce vignetta sulla Chiesa. Se fosse uscita in
Italia si sarebbe scatenato l'Inferno

"Un ammiraglio ha ammesso di aver ordinato di buttare gente a mare,
lei che ne pensa?"
"Dipende, quella gente era favorevole all'aborto?"
Paz&Rudy, Página12,
Buenos Aires, 3 febbraio 2007
Ricordo a
tutti che i paesi sudamericani sono cattolicissimi, come noi, forse
più di noi. Evidentemente però da loro la laicità è una cosa che ha
valore.
giuseppe galluccio 3/2/07
(1)
Gennaro Carotenuto, è professore di Storia del Giornalismo e di
Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze della
Comunicazione dell'Università di Macerata. Studioso di politica
internazionale, dei regimi dittatoriali e di storia contemporanea
dell'America Latina insegna anche Geopolitica e Storia Orale e
presso la Scuola Superiore per l'Insegnamento Secondario (SSIS)
della stessa università oltre ad essere professore invitato presso
l'Università di Montevideo, Uruguay. E' laureato in storia presso
l'Università di Pisa e dottore di ricerca a Valencia, Spagna.
Giornalista pubblicista, dal 1997 è corrispondente per l'Europa e il
Medio Oriente del settimanale uruguayano Brecha e scrive
come analista internazionale per vari periodici tra i quali La
Jornada di Città del Messico e Question di Caracas. In
Italia i suoi articoli compaiono soprattutto sulla rivista
Latinoamerica, dove scrive fin dal 1992, e dal 1998 collabora a
programmi di Radio3 Rai oltre che su innumerevoli media
online. Nel 2005 ha pubblicato Franco e Mussolini, la guerra
vista dal Mediterraneo, Sperling&Kupfer, Milano. |