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D'Avanzo racconta ottimamente il caso
Previti, sulla Repubblica da stamattina.
Partendo dalle ricostruzioni nella
relazione "Operazione traumatiche" di quel Pio Pompa dei servizi.
La questione Previti-Berlusconi viene
presentata come un complotto internazionale delle toghe che
ingaggiano una battaglia personale contro i nemici personali
Previti e Berlusconi per motivi di odio politico. La versione viene
sostenuta da gente come Jannuzzi, già condannato per false notizie,
che si inventa addirittura incontro segreto tra magistrati
internazionali, in Svizzera
(Paciotti, Bocassini, Del Ponte, un
procuratore spagnolo) che si incontrano per tessere una strategia
per colpire Berlusconi Previti.
La tragedia è che una parte dell'Italia ci crede nonostante le
querele a Jannuzzi e, soprattutto, l'incredibilità assoluta di un
evento del genere.
Ora la cassazione (VI sezione) ha
accolto le richieste dei difensori giudicando Milano non competente
a valutare simile caso. La questione è stata sollevato in ogni
ordine e grado dalla difesa di Previti che sosteneva che Milano
fosse incompetente. Questo perchè essendovi coinvolti dei magistrati
ed essendosi consumato il reato a Roma, la competenza era delle
procure di Brescia o Perugia. La cosa curiosa che la questione della
competenza era stata decisa non dall'accusa bensì da una cinquantina
di giudici che si erano occupati a vario titoli dei vari gradi
di giudizio: gip, gup, primo grado, appello, incidentalmente la
stessa Cassazione per una questione sollevata dalla difesa. Insomma
dopo tutti questi pareri ne arriva un ultimo a stravolgere le
decisioni stabilendo l'esatto contrario. Perciò dopo unici anni di
indagine e di processi, tutto ritorna alla casella iniziale come nel
gioco dell'oca. Il processo riparte da zero, ma dovrà concludersi
entro aprile perchè altrimenti interverrà la prescrizione.
Sempre
nello stesso articolo D'Avanzo rileva :
"La prima singolarità affiora innanzitutto in una
coincidenza. Nel collegio giudicante, il relatore (Arturo Cortese) -
relatore anche oggi – aveva già affrontato un giudizio con
Berlusconi imputato (corruzione della Guardia di Finanza). La
responsabilità di Berlusconi (condannato in primo grado) era stata
prescritta in appello. Con una decisione, secondo gli addetti,
«singolare», la sentenza della Cassazione invece di «uniformarsi a
criteri e parametri normali, più conformi ai precedenti consolidati
e alle collaudate prassi interpretative», si mosse su un terreno
«difforme da ogni precedente», come scrissero i giuristi che se ne
occuparono (Questione giustizia n.2, 2002). Berlusconi da prescritto
divenne assolto nel merito.
Una scelta interpretativa difforme da ogni precedente è stata di
nuovo la via imboccata dal relatore e dal collegio. Così singolare e
difforme da muoversi contro le convinzioni – non della procura di
Milano, queste sono sciocchezze – ma dell´intero sistema giudiziario
che ha affrontato la corruzione organizzata da Cesare Previti (già
condannato per questo reato) e anche dei criteri e dei parametri
della stessa Cassazione. Forse, invece di andare a caccia di
farfalle e fanfaluche, sarebbe più interessante incuriosirsi
dell´originalità della sentenza salvapreviti, dell´imprevisto
orientamento della Cassazione, riflettere sui sintomi di un
quietismo togato che meglio di Franco Cordero non si può descrivere:
«Ogni giudice integrato nel sistema assorbe tranquillamente
eventuali errori, anzi non li vede; quando li veda, non gli fanno né
caldo né freddo; lavorava a nome e per conto dell´istituzione; basta
che uno navighi nella corrente giusta; la storia li diluisce questi
miserabili fatterelli individuali".
Io credo di
essere un garantista e sono convinto che la forma nel diritto è
spesso sostanza e che la violazione della stessa può creare
gravi ingiustizie ed un mare di problemi. Ma sono anche convinto che
chi giudica non può esimersi dal lasciarsi guidare anche ( ma non
solo ovviamente) da un senso complessivo di giustizia.
E se è vero
che la forma assume spesso risvolti sostanziale è anche vero che
seppure i 50 giudici precedenti abbiano sbagliato, e l'ultimo abbia
agito nel giusto, il senso di giustizia è ampiamente violato. Perchè
Milano o Brescia che sia, Previti ha goduto nel modo più ampio delle
prerogative concesse alla difesa, nessuna strada difensiva gli è
stata preclusa, è stato giudicato come detto da decine
giudici diversi in ogni ordine e grado...insomma la Corte avrebbe
reso un servizio alla giustizia consentendo al processo di arrivare
alla sua conclusione naturale.
Sembra
essere ritornati alla sentenze carnevalesche che mandavano assolti
per cavilli meramente formali fior di delinquenti, rendendo inutile
la macchina giudiziaria e gettando nello scoramento quanti si erano
impegnati, spesso pagando con la vita, nella cattura dei delinquenti
suddetti.
Tutto
questo se la Corte avesse giudicata in maniera serena, cosa di cui
si dubita viste le strane anomalie segnalate da D'Avanzo.
Insomma
siamo un paese ipergarantista, nessuna ha come noi tre gradi di
giudizio, più vari controlli intermedio, il tutto con l'imputato a
godere della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva
della Cassazione. Un meccanismo di cui poi possono beneficiari solo
i soliti noti. Il ricorso alla cassazione costa un mucchio di
quattrini, ed ovviamente è aperto solo a chi può godere di avvocati
con tariffe da capogiro, che a furia di cavilli raggiungono spesso
la prescrizione. Soluzione abnorme perchè risolve il reato non nella
dialettica processuale, ma in qualche modo fuori di essa.
Una delle
probabili e nefaste conseguenze sarà che il Sen. Previti
pregiudicato per altro reato, cavillando con la giunta
parlamentare, riuscirà a restare senatore, percependo l'indennità
parlamentare che paghiamo con le nostre tasse.
Ci sarebbe
da discutere sul ruolo pedagogico della giustizia, ma è indubbio che
vicende come queste segnano profondamente la fiducia del cittadino.
Come mi
chiedo spesso, penso perchè mai un cittadino onesto
debba sforzarsi di rimanere tale, di pagare le tasse, di educare i
figli a certi valori, di impegnarsi spesso con sacrifico al rispetto
della legge, di fronte ad accadimenti del genere?
Altro
risvolto insopportabile di questa vicenda sarà che la macchina
mediatica del berlusconismo farà passare questa sentenza come la
sconfessione della procura di Milano e la dimostrazione del teorema
della giustizia politicizzata. Continuando in quella teoria assurda
ed insopportabile del complotto politico ai danni del cavaliere.
Senza che la gente percepisca che, proprio per questa sentenza, è
assurdo parlare di questo complotto, perchè l'ordinamento si
rivela con questa prescrizione assolutamente inadatto ai complotti.
Ma il senso di giustizia collettivo ne è ferito a morte.
giuseppe
galluccio 2/12/06 |