Il caso Aldovrandi
Probabile che a qualcuno sfugga la battuta della vignetta
sopra. Fa riferimento ad un fatto di molti anni fa. Il
"suicidio" Pinelli. Colgo l'occasione per raccontare
brevemente la storia del povero ferroviere anarchico (approfondisci).
Milano, 1969 - Giuseppe Pinelli era un
ferroviere, 40 anni circa, di Milano. Anarchico aderente al
circolo, allora famoso, di Ponte della Gihisolfa. Avviene la
strage di piazza Fontana. Immediatamente vengono accusati
"gli anarchici". Verngono fatte retate in quegli ambienti.
Tra gli altri viene condotto in questura Giuseppe Pinelli.
Viene trattenuto per tre giorni. Alla fine dei quali Pinelli
precipita da una finestra della questura al quarto piano.
Polemiche, una ridda di voci, tre versioni contrastanti
della polizia. Si parla di suicidio, caduta accidentale, ma
i rilievi peritali non concordano né con l'uno ne con
l'altra versione. Il corpo di Pinelli dista dal perimetro
dell'edifico diversi metri. Quindi è difficile parlare di
semplice caduta. Deve avere preso uno slancio. Ma ciò è
abbastanza strano anche per un suicidio e non risulta
Pinelli fosse tipo da fare gesti simili.
Alla fine dalla versione "ufficiale" della polizia risulta
che Pinelli ha avuto un MALORE ATTIVO.
Immaginiamo come potrebbe essere andata. Fiaccato
dall'interrogatorio di 72 ore si è sentito male, in debito
di ossigeno (forse i polizotti con le loro sigarette hanno
reso la stanza troppo fumosa??) ha spalancato la finestra
come per prendere aria e nello slancio è finito sotto...o
qualcosa del genere!!


Pare che la Polizia non abbia perso il vizio di ritenersi al
di fuori o al di sopra della legge. Possibile sia stato un
incidente. Quello del poliziotto è un maledetto mestiere. Ma
nascondere le prove, fuggire dalle responsabilità non è
accettabile. E lascia il terribile dubbio che sia successo
qualcosa di più di un "incidente".
Insomma
è morto un ragazzo, non si può tacere, non si può assistere
impunemente alle bugie. Ma la mia terribile sensazione è che
anche questo finirà nel calderone dell'immenso archivio di
casi insoluti,, come Piazza Fontana, Portella, l'Italicus,
la morte di Giuliani a Genova, quella ultima di Bove (caso
Telcom)...ed una lunghissima lista di eccetera.
giuseppe
galluccio 30/5/07
Aldrovandi, manipolati i registri delle Volanti
di Marco Zavagli
Emergono
altre ombre sul caso Aldrovandi. Nel fascicolo
dell'inchiesta non erano mai arrivati alcuni reperti e
il foglio originale dell'intervento delle volanti.
"Siamo esterrefatti" è il commento di Fabio Anselmo,
avvocato della famiglia di Federico Aldrovandi che punta
il dito contro le annotazioni degli interventi nella
notte del 25 settembre 2005, quando il 18enne morì
durante una colluttazione con quattro agenti di polizia,
oggi accusati di omicidio colposo. Dai brogliacci della
questura il foglio originale relativo all'intervento in
via Ippodromo, con numero di serie 686, riportava come
orario le 5.45. Dopo una correzione a penna le 5.45 sono
diventate le 5.50. Cinque minuti che assumono grande
importanza, se si pensa che la segnalazione al 113 di
«un individuo che urla frasi sconnesse e colpisce pali
della luce col capo» - come annota l'Upg della questura
- risale alle 5.47. Se l'intervento fosse partito alle
5.45 significherebbe che la polizia si stava già
dirigendo in via Ippodromo, prima di qualsiasi
segnalazione.A questo si aggiunge il rinvenimento presso
la scientifica di sette tamponi di carta, ancora
conservati in congelatore, sui quali sono state
assorbite piccole quantità di sostanza ematica ricavata
da altrettante macchie di sangue, rinvenute sul manto
stradale durante il sopralluogo in via Ippodromo. Novità
che, da quanto si apprende, avrebbero già portato
all'apertura di un fascicolo in procura, anche se il pm
Proto preferisce rispondere solo "no comment". "Temiamo
che ci sia stato un tentativo di posticipare l'incontro
degli agenti con mio figlio - dice la madre di Federico,
Patrizia Moretti - e quelle tracce di sangue potrebbero
dimostrare che la colluttazione è andata in modo
diverso. Cosa sia successo in realtà quella notte ce lo
devono ancora raccontare".
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