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Legalizzare la mafia sarà la regola del 2000

                                                                                     

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E' sempre Carnevale

 

Carnevale ritorna in magistratura.

(ANSA) - ROMA, 7 MAR - Via libera del plenum del Csm al ritorno in magistratura del giudice Corrado Carnevale, a lungo presidente della I sezione penale. In quegli anni venne ribattezzato dalla stampa 'l'ammazza sentenze'. La decisione ha spaccato l'assemblea di Palazzo dei Marescialli ed e' passata con un solo voto di scarto tra favorevoli e contrari. La delibera e' conseguente alla sentenza con cui il Consiglio di Stato ha bocciato un precedente provvedimento che negava a Carnevale il ritorno in servizio.

 

 

 

 

 

"Precedentemente  il CSM aveva respinto la sua richiesta a nomina di presidente del Tribunale superiore delle Acque Pubbliche con tra le motivazioni: "Manifesta un ostentato disprezzo per le regole."
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_Carnevale"

Dopo un travagliato iter processuale che l'ha visto  condannato e poi assolto, questo signore che usava per Falcone  solo insulti, ritorna ai vertici della magistratura. Carnevale fu condannato in appello a 6 anni per "associazione esterna alla mafia ", lo stesso reato di Andreotti. Ma la Cassazione in seguito annulla la sentenza "senza rinvio". Cioè non rinvia, come è prassi ormai consolidata, gli atti alla corte per un riesame, ma semplicemente chiude la pratica! Vedi QUI.

 Riassumo per chi non  sapesse niente di questo personaggio che fa parte della lunga teoria di facce  di culo italiane. I processi per mafia finivano tutti per competenza alla sezione della cassazione presieduta da Carnevale. Che in un modo o nell'altro ha trovato sempre un cavillo per annullare le sentenze. Ora chi conosce  un minimo di diritto sa bene che, volendo, in tutti i processi è possibile trovare un cavillo per annullarli: una firma fuori posto,una data sbagliata, una notifica non tempestiva. Addirittura  

"Nel 1986 finì sotto i riflettori per aver assolto un imputato accusato di associazione mafiosa, per la mancanza di un timbro a secco in una procedura burocratica; da quel momento venne più volte discusso e contestato, pur proseguendo ad "ammazzare le sentenze" come venne detto, cassando, con una firma, lunghissimi e faticosi processi essenzialmente a imputati accusati di collaborazione con Cosa Nostra, rimanendo sempre in carica, e finendo però coinvolto nel processo Andreotti come collaboratore esterno della stessa cosa nostra, sospeso dalle funzioni e dallo stipendio dal 23 aprile 1993 (vedi Wikipedia)

So bene che la forma nel diritto è sostanza, ne sono pienamente convinto.  Ma se questa diventa solo ed esclusivamente vuoto formalismo, quel poco di giustizia che è contenuta nella legge va a farsi benedire. Ed è mai possibile che Carnevale in  tutti i processi  di mafia trovasse un 'irregolarità formale cosi grave da annullare le sentenze? La mancanza di un tibro a secco sostanzia una mancanza di diritto tale da mandare assolti mafiosi pluripregiudicati?
Falcone una delle cose che fece nel breve periodo che fu a Roma al ministero, fu quella di assicurare la rotazione delle sezioni per i processi di mafia. Impedendo cosi che il maxiprocesso finisse da Carnevale e facesse la fine di tutti gli altri. Colpevole o innocente ha un 'importanza relativa,forse.  Ma è certo che Carnevale in quel posto ha fatto danni enormi, perchè ha dato una robusta mano alla mafia, che aveva una sorta di "garanzia" di impunità.

Questa è la lettura che ne dà  Diario
Dalla fine degli anni Ottanta, però, il suo nome compare sui giornali come «l’ammazzasentenze», perché, come presidente della prima sezione penale della Cassazione, ha annullato centinaia di processi, mandando liberi centinaia di imputati condannati in appello e smantellando processi durati anni. La criminalità organizzata è la più beneficiata. In un periodo in cui i morti di mafia si contano a migliaia, Corrado Carnevale fa sapere in pubblico di disprezzare profondamente i pubblici ministeri siciliani, di dubitare dell’esistenza stessa della mafia, contro la quale egli non si sente assolutamente in lotta. Egli è Terzo, Superiore. Esamina le carte che gli vengono sottoposte e giudica se sono conformi al Diritto e alla Forma: se non lo sono, annulla. E, a suo parere, non lo sono il più delle volte, perché i giudici siciliani sono «ignoranti» e «analfabeti», se non dei veri e propri malfattori.
Per i mafiosi è un idolo («È buono come papa Giovanni»), per Salvatore Riina «ci fussiru dieci Carnivali, ci fussiru venti Carnivali, fussero tutti Carnivali»...). Per una parte dell’establishment italiano – per esempio Francesco Cossiga, Filippo Mancuso, Marco Pannella, Giuliano Ferrara, Lino Jannuzzi – è un faro di giustizia. Per Giorgio Bocca è semplicemente un compare di Cosa nostra. Luciano Violante chiede di «monitorizzare» le sue dodicimila sentenze. Rossana Rossanda ne apprezza i principi garantisti.

Quello che è certo, a mio avviso, è  che una persona del genere non dovrebbe sedere, almeno per ragioni di opportunità, ai vertici della magistratura. Meglio non dovrebbe sedere ai vertici di niente.
Invece sulla scia  di !a volte ritornano" abbiamo una classe dirigente infarcita di impresentabili, che in nessun paese poterebbero ricoprire cariche cosi importanti. Immaginate solo l'idea che in un qualunque altro paese, uno come Andreotti, di cui la Cassazione dice provati i legami mafiosi (ancorchè prescritti), possa concorrere alla presidenza del senato. Oppure un ex piduista, cioè appartenente ad un 'associazione sovversiva, possa fare il presidente del consiglio. Invece l'Italia è imbottita di simili personaggi.
 giuseppe galluccio 9/2/07

 

 

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