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Qualche anno fa in Canton Ticino furono avviati degli esprimenti di
coltivazione legale della canapa al fine di studiare le
possibilità terapeutica di questa pianta. In una situazione legale
abbastanza ambigua e confusa, furono avviate molte coltivazioni.
Parte con certificazioni, più o meno veritiere, di società che
finanziavano le coltivazioni a fini di studio. Parte della Canapa
veniva poi venduta in posti chiamati Canapai, sotto forma di quei
famosi “Sacchettini profumati” che gli Italiani venivano a comprare
in massa, varcando il confine. Sempre sull’onda dell’ambiguità.
Coltivare e detenere la canapa, era legale, ma non a scopo
voluttuario. Cioè se la fumavi era illegale, se la detenevi come
“Sacchettino profumato” per scopi ornamentali invece nessuno ti
diceva niente. Ovviamente varcato il confine tra la Svizzera e
l’Italia le cose cambiavano.
Improvvisamente però l’esperimento di tolleranza cambia sotto la
spinta di un magistrato talebano: Antonio Perugini
Ne
racconto riportando l’articolo scritto da Samuele
Milani ( Un magistrato scomodo)
scritto da Samuele
Milani e pubblicato
greencoop
<<Molti, in particolar modo dalla vicina penisola, ci interrogano
sul magistrato talebano e si chiedono come un uomo solo abbia il
potere, e con quale presunzione di provocare, cotanta catastrofe.
69 arresti (fra i quali una donna incinta all` ottavo mese, che ha
dovuto partorire in regime di detenzione), altre 93 persone
interrogate e denunciate a piede libero, 10 tuttora in detenzione,
uffici legali e fiduciari perquisiti. Diciannove rivendite di canapa chiuse, 39 coltivazioni di canapa da
interni e 3 da esterni sequestrate e distrutte, 188 000 pianti ne di
canapa, 2 900 chili di fiori di canapa secca, pronti ad essere
immessi sul mercato sequestrati; macchinari, trattori, alambicchi ed
apparecchiature ad alto contenuto tecnologico per svariati milioni,
sequestrati ed in parte distrutti. Secondo il magistrato talebano, a
60 milioni di franchi all’anno, ammonterebbe il giro d affari
<stroncato>. Sono questi i numeri dati da Perugini nel corso di un
affollata conferenza stampa. A cotanta crociata non sono mancate le voci di dissenso: il deputato
verde Giorgio Canonica ha dichiarato: ”L` autoproclamato Zar della canapa in Ticino si appella alla Legge
federale sugli stupefacenti. Ma per la canapa questa legge era
desueta da anni: consumo, produzione e commercio, sono stati
largamente tollerati. Riportare la legge in vigore, dalla sera alla
mattina, infrange il sacrosanto principio della certezza del
diritto, rendendo arbitrariamente illecito quanto era lecito prima,
e ancor più ne infrange la sua applicazione, il tal canapaio si, il
talaltro no)”. La presidente del Partito Socialista Ticinese, Anna Biscossa, nel
corso di una discussione informale, al Convegno Socialista del
Ceneri con ... il presidente di Assocanapa, Patrick Stroppa, ha
espresso il suo disappunto relativamente ad una giustizia che a
volte sembra avere due pesi e due misure; a seconda di chi sia la
persona o l’ oggetto in causa; e, come dietro l’ azione persecutoria
di Perugini, si intraveda un utilizzo politico della Magistratura,
nel bel mezzo di due combattute ed importanti scadenze elettorali.
Mentre il presidente di Assocanapa stigmatizzava, come una sparuta
compagine (cielle) abbia in Ticino un potere sproporzionato: il
magistrato talebano Perugini, il capo della polizia Piazzini ed il
neo Procuratore Generale Balestra sono <democristiani> e vicini al
movimento, al Corriere del Ticino e nel Giornale del Popolo
l’infiltrazione è imponente…… Ma non solo, da fonti solitamente ben informate, sia in Procura che
in Polizia, il malessere dei colleghi di Perugini e di polizia e
agenti di Pubblica Sicurezza, è più che evidente; e, in alcuni casi
sarebbe anche stato manifestato. ….. I più maliziosi fra i bene informati di Palazzo di Giustizia,
ricordano come negli scorsi anni, il magistrato talebano, abbia
perso due dei processi che di più hanno riempito le pagine dei
quotidiani ticinesi. Dagli annali della cronaca nera: il “caso
Malvetta”, in cui l’imputato, accusato d’aver freddato con un colpo
di pistola una ballerina sud americana fu assolto per insufficienza
di prove, e il più recente caso di un pedofilo anch’ esso assolto
con la medesima formula (per proteggere le vittime non citiamo il
caso per nome). In ambedue i processi l’approssimazione dell’operato del Magistrato
nel corso delle indagini fu evidente.>>
Della crociata di questo magistrato ne fece le spese il Dottor
Nussbaumer, come leggiamo su un articolo di
Indymedia
:
BELLINZONA - Il Ministero pubblico e la polizia cantonale comunicano
che oggi è stata effettuata un'ulteriore operazione anticanapa
denominata Indoor 15. ……. Su ordine del Magistrato a Gravesano è stato fermato e arrestato un
medico, l'ex deputato dei Verdi e degli Indipendenti in Gran
Consiglio Werner Nussbaumer. Egli, fra l'altro, prescriveva
medicamenti a base di canapa in violazione della Legge federale
sugli stupefacenti. E' stato perquisito il suo studio medico ed il
suo domicilio e nelle adiacenze, fra i filari di vite del suo
vigneto, è stata sequestrata una coltivazione di canapa di circa un
centinaio di piante. Inoltre è stato pure perquisito il suo secondo
studio medico di Mesocco. Nel suoi confronti è stata promossa
l'accusa di violazione aggravata, subordinatamente semplice, alla
legge sugli stupefacenti e di riciclaggio.
A Lugano sono stati interrogati due Avvocati mentre presso i loro
studi è stata recuperata documentazione inerente ad una società
attiva nel campo della produzione e della commercializzazione della
canapa. A Bellinzona è stato parimenti interrogato un consulente
specializzatosi in quel settore. A Mezzovico, Locarno, Losone e
Moleno sono stati perquisiti 4 domicili con il fermo di altrettante
persone. Due di queste sono state arrestate su ordine del
Magistrato, con l'accusa di violazione aggravata, subordinatamente
semplice, alla legge sugli stupefacenti. A Chiasso sono stati
perquisiti e chiusi due negozi di canapaio e a Balerna un magazzino
collegato con questi due punti di vendita. Sul posto sono stati
sequestrati alcuni kg di canapa secca. Una persona che ha pure un
ruolo di associato nella gestione dei due canapai, è stata
interrogata ed in seguito arrestata con l'accusa di violazione
aggravata, subordinatamente semplice, alla legge sugli stupefacenti.
Insomma parlano di negozi, aziende, avvocati, studi
commerciali…tutta roba alla luce del sole, non clandestina. Infatti
che si coltivava canapa, che la si rivendeva tramite i canapai e che
molte aziende che la producevano la rivendevano ad aziende europee
che stavano conducendo sperimentazioni sugli impieghi terapeutici,
non era certa fatto in clandestinità!!
Domanda:
Come è possibile che
una cosa alla luce del sole fatta per anni, in assenza di una
regolamentazione precisa, improvvisamente diventa una cosa
illecita e si fanno arresti e retate di massa, tra persone che sono
professionisti e comunque perbene?
Un
comunicato del DSS
(http://www.ti.ch/can/argomenti/comstampa/archivio/2003/2003-06-11-DSS-01.html)
ci dice :
<<Il Dipartimento della Sanità e Socialità del Cantone Ticino, in un
comunicato emesso oggi, ha dato notizia dell'immediata sospensione a
titolo cautelativo del permesso di esercitare la professione medica
a Werner Nussbaumer.
In carcere dal 22 maggio scorso per aver prescritto
medicamenti a base di canapa ad alcuni pazienti (vedi: http://www.indymedia.ch/it/2003/05/9271.shtml),
il medico di Gravesano ex deputato dei Verdi e Indipendenti nel
parlamento cantonale da oggi non può più esercitare la professione.
Questa
decisione è stata presa perchè il DSS ritiene fondato il sospetto di
"grave negligenza, di azioni immorali o di rilascio di certificati
falsi, di ripetuta inosservanza dei doveri professionali oppure per
continuate gravi violazioni delle disposizioni di legge nonché delle
norme deontologiche" e per il venir meno del requisito della "buona
reputazione".
Quando anni fa il dottor Pelloni, deputato della Lega
dei Ticinesi, ammise di aver avuto rapporti sessuali con una
paziente nel suo studio (che l'aveva poi accusato di violenze
sessuali), non fu sospeso dall'esercizio della professione
medica....due pesi due misure?
Ma ammettiamo che la semiliberalizzazione della Canapa fosse un
problema, la stretta di polizia che effetti ha prodotto? Lo possiamo
leggere in questo articolo tratto da
http://www.green-coop.ch/gagliardi.silini/index.html
DOPO
LA CANAPA È IL MOMENTO DELLA COCAINA La parola agli esperti
di
Emanuele Gagliardi e Carlo Silini inchiesta del
Corriere del Ticino
sul mondo delle droghe (23 gennaio 2004)
IL TICINO
DELLE DROGHE. ”Le operazioni anti-canapa dell`ultimo anno non devono trarci in
inganno. Sono servite certamente, ma sul fronte della droga in
Ticino siamo tornati a livelli degli anni Ottanta, quando i
tossicodipendenti andavano a rifornirsi nei quartieri di Milano” ci
dice Patrick Indy Stroppa, animatore del progetto cooperativo di
sostegno e di critica sociale
Progetto Green, e coordinatore
del neo nato <Centro
Antiproibizionista> situato all`Antica Osteria Morganti
di Someo, oltre che animatore di un sito internet (www.green-coop.ch)
a volte polemico nei confronti delle istituzioni, ma assai
documentato sul mondo della canapa di casa nostra.
COPRIFUOCO ? Stroppa è preoccupato dalla facilità con la quale in Ticino ci si
può rifornire di sostanze stupefacenti. “Se ne trovano senza sforzo
attorno a tutti i centri per rifugiati. E viene smerciata al dettaglio un po' ovunque: a Locarno (…) a
Bellinzona in qualche bar, così come a Mendrisio. E naturalmente a
Lugano (…)” Un allarme lo sappiamo condiviso dalle autorità politiche, al punto
che nel giugno scorso il sindaco di Lugano Giorgio Giudici, aveva
invocato un intervento repressivo e prospettava addirittura un
coprifuoco alle 22 per gli ospiti dei centri di accoglienza. Un orientamento provocatorio, ma in cui lo stesso Stroppa in parte
può riconoscersi: <Giudici ha il merito di aver sollevato il
problema dei centri asilanti. Non è giusto dare ospitalità a persone
che vengono espressamente per spacciare, e magari tornano otto e
dieci volte per lo stesso motivo. Queste sono persone pericolose che
rubano il posto a chi ha davvero bisogno di asilo. Diciamolo: c`è
un`industria dei rifugiati.> La situazione in ogni caso, mette a disagio la piccola comunità dei
600 africani del Canton Ticino che nei mesi scorsi ha ripetutamente
parlato di un <clima poco favorevole> nei suoi confronti ed ha
invitato ad evitare i pregiudizi. Osservazioni comprensibili: ma è un fatto che le cronache degli
ultimi anni sono piene di operazioni di Polizia che si sono concluse
con sequestri di <bolas> di cocaina o di altre droghe nelle camere
dei centri d`accoglienza a Paradiso, a Capolago, a Bellinzona
eccetera….
CI VORREBE UN ESERCITO Ma com’e possibile viene da chiedersi, che pur sapendo perfettamente
che in queste strutture si sviluppano traffici illeciti le forze
dell’ordine non riescano a controllare il fenomeno ? Lo abbiamo
chiesto al procuratore Antonio Perugini, uomo simbolo della lotta
alla droga e in particolare alla canapa nel nostro Cantone. ”Prima di tutto ci tengo a dire che non sono tutti gli africani. Per
capirci, non abbiamo mai avuto casi di spaccio da parte di famiglie
di asilanti africani. Però è vero che sempre più spesso lo
spacciatore risponde all’identikit dell’africano giovane, single,
senza istruzione”. Come si possono fermare? gli chiediamo. “Il problema è che o li
segui tutti, e allora ci vorrebbe un esercito, oppure li blocchi
dove spacciano. (…) Da questo punto di vista chiudere la piazza di
Lugano, significa spostare il problema a Bellinzona o altrove” (…)
CHIUSI I CANAPAI SI PASSA AD ALTRE SOSTANZE Fin qui abbiamo parlato degli spacciatori. Ma all’altro capo del
problema ci sono naturalmente i consumatori di cocaina, chi sono ?
“Il rischio - ci dice Indy Stroppa - è che ora che hanno chiuso
tutti i canapai, molti consumatori di canapa, passino alla coca.
Oggi non possono più andare semplicemente dal canapaio e rifornirsi,
ma devono rivolgersi agli spacciatori di strada, cioè ai malavitosi
che si portano addosso vari tipi di sostanze (le bolas di eroina,
cocaina e a volte canapa) e possono benissimo dire al ragazzino che
cerca lo spinello che oggi non ne hanno, ma se vuole può prendere un
po' di cocaina che costa così poco…” ”Sarà - obietta in proposito Perugini - ma l’effetto delle
chiusure dei canapai ora ha chiarito il quadro. Finalmente è passata
l’indicazione dell’illegalità a fronte di una libertà di acquisto
incondizionata. Ora i ragazzi lo sanno: è illegale e fa male.
23 gennaio
2004
CdT Gagliardi Silini
Siamo alle solite. Per ribadire l’affermazione puramente ideologica,
ma antiscientifica e falsa, che la Canapa fa male si è stroncato
l’esperimento ( sui generis vero) di liberalizzazione, comunque alla
luce del sole, che dava anche lavoro, oltre favorire la
sperimentazione per gli usi terapeutici favorendo il fiorire di un
mercato nero illegale ed incontrollabile. Non solo, sempre per
questa affermazione di principio ( e sempre falsa) che la canapa fa
male si è favorito il diffondersi di una droga che fa male davvero
e arricchisce la malavita.
Se
non è da imbecille questo modo di risolvere i problemi ditemi voi.
giuseppe galluccio 05
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