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Sembra
davvero incredibile che con il mare di coca che invade le città ed i
cervelli della gente il problema oggi sia la marijuana. Chi consoce
il mercato delle droghe sa benissimo che la marijuana è sempre meno
richiesta purtroppo, roba quasi da amatori, mentre dilaga la coca ed
il crack, a prezzi stracciati. il sabato sera si fanno tutti.
Vediamo del resto sui giornali quanti VIPS ne sono coinvolti.
Eppure non
si sente paralare del problema cocaina, ma continuiamo a sentire un
mucchio di sciocchezze sul demonio manrjuana! Risulta davvero
difficile pensare che sia un caso e non una strategia precisa,
magari messa in atto con l'aiuto di imbecilli che credono davvero
nelle sciocchezze che gli propinano e finiscono per lavorare per il
narcotraffico, o quantomeno per quegli interessi.
Nel libro
"Eroina" di Blumir potete leggere la storia
dell'introduzione dell'eroina in Italia. Negli anni '70 si compì
una vera criminalizzazione delle droghe leggere a favore
dell'eroina. Migliaia di pasticche di morfina, residuo del Vietnam
furono introdotte in Italia sotto l'occhio vigile dei servizi.
Pare di assistere allo stesso tipo di operazione. Come leggerete
sotto in un articolo dello stesso Blumir.
giuseppe galluccio 26/3/07
Cannabis:
La
campagna pro-coca da Fini in poi
Come negli anni '70 è
partita la campagna di criminalizzazione dell'erba. Per spianare la
strada all'eroina allora, come alla cocaina oggi
Guido Blumir
Alcol, Italia: 30.000
morti all'anno, 3.000 in incidenti stradali (molti, lavoratori).
Tabacco, sigarette: 90.000 morti. Decessi totali alcol e tabacco:
120.000 morti. Due stadi olimpici di morti. Marijuana, Italia: zero
morti l'anno. Totale morti alcol e tabacco Italia in 40 anni: 4
milioni e 800 mila. Totale morti marijuana: zero. Morti in Italia di
eroina, negli ultimi 30 anni: 20.000. Erano 15.000 dieci anni fa,
quando l'allora vice-presidente del Consiglio Walter Veltroni disse,
di fronte a questa cifra: è il nostro Vietnam. Ma se l'eroina era/è
il nostro Vietnam (15.000 morti), alcol e tabacco - quattro milioni
di morti - cosa sono? La terza guerra mondiale?
E' criminale la tesi di chi dice che la cannabis è una droga come le
altre: tra la marijuana e l'eroina c'è un abisso. Tra le droghe
leggere e le droghe pesanti come alcol e tabacco c'è una voragine.
All'inizio degli anni '70, una colossale campagna di stampa promosse
la confusione fra droghe leggere e pesanti, aprendo la porta
all'eroina, che stava arrivando, ma il cui consumo era limitato a
poche centinaia di persone. Con un enorme lavoro di comunicazione
siamo riusciti a contenere l'abuso di eroina: se non si fosse fatto
quel lavoro, gli eroinomani oggi sarebbero un milione, invece da
vent'anni sono fermi a 300 mila.
Da 5 anni è scattata una campagna per ricriminalizzare la marijuana
in Italia, presentandola come una droga diventata pesante, come
eroina e cocaina. Va detto che questa operazione è stata condotta in
prima persona da uno dei massimi leader del centrodestra Gianfranco
Fini. E anche Casini gli ha dato un assoluto appoggio. E va detto
che invece non sono scesi in campo, con forza comparabile, i
principali leader del centrosinistra. Per 5 anni, Fini e i suoi,
hanno bombardato in centinaia di ore di trasmissioni radio e tv, con
il concetto «la marijuana è diventata una droga pesante». Questo
mentre, strutturalmente, per esigenze di consumo e mercato andava
allargandosi l'uso di cocaina. La campagna anti-cannabis spalanca la
porta (come verso l'eroina negli anni '70) all'imporsi della coca: 4
milioni di persone usano marijuana, altri milioni l'assaggiano e
l'assaggeranno. Può piacergli o non piacergli, ma certo verificano
di persona che non succede niente di grave. Mezza Italia dà
credibilità alle idee di Fini. Dunque, per questi consumatori o
potenziali assaggiatori influenzati da questa campagna, anche la
cocaina apparirà come qualcosa di poco pericoloso. «No coca, no
party». Ed ecco il boom.
Il cavallo di troia della campagna anti-marijuana è stato la teoria
della nuova cannabis «pesante», a cui ho dedicato un intero capitolo
del mio ultimo libro «Marihuana. Uno scandalo internazionale» (Einaudi).
Per l'Osservatorio Europeo nei 25 paesi membri solo il 5% della
canapa circolante ha una potenza un po' superiore a quella normale.
L'Independent on Sunday di domenica scorsa era disinformato. Dunque,
ancora una volta, a distanza di 60 anni dalla geniale campagna del
Direttore del Narcotic Bureau Usa sulla «marijuana assassina» (sesso
e delitti), c'è ancora nei media chi cade nella diabolica trappola.
E' il proibizionismo, bellezza. Una macchina che continua a
funzionare. Per un oscuro farmacologo del Sussex la fama è
assicurata se sforna uno studiolino, per quanto abborracciato, da
cui emerge che la canapa rende ciechi. Tv a gò gò all'esperto
improvvisato che sposa tesi finiane. Un posticino all'Onu, una
ricerchina da 200.000 (euro) al prof. Sulla base anche degli ultimi
dati siamo pronti, da subito, per una grande campagna di
comunicazione e prevenzione che faccia piazza pulita di tutte le
sciocchezze e dia a giovani e adulti informazioni pulite (non
drogate) su tutto: skunk e coca, smart drugs e canne. Jack Daniel's
e Marlboro.
da:
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/24-Marzo-2007/art10.html
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