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E’ uscito oggi su il Giornale.it un
articolo, a firma Massimiliano Lussana, che cerca di replicare alle
tesi fantapolitiche de Il broglio,
il libro scritto dall''anonimo Agente Italiano
Lussana mette in evidenza come la
tesi secondo la quale nei comuni “rossi” il calo delle schede
bianche non ci sia stato, o comunque non sia stato cosi netto come
nei comuni “neri” (preferisco questa dizione ad “azzurri”).
Per quanto mi è stato possibile
constatare, in una mia
piccola ma ben documentata inchiesta, l’affermazione del
Giornale è vera.
Facendo dei controlli a campione non risulta affatto che ci sia una
diversità tra comuni
rossi
e
neri. Io ho
esaminato ad esempio due comuni campani,
Giugliano
(NA) e
Napoli,
entrambi amministrati da giunte di sinistra ed in entrambi il calo
delle bianche è in linea con quelli della regione, che comunque è
più alto di quello nazionale. Per meglio dire il crollo è simili in
termini percentuali, ma enorme in valore assoluto, perché le schede
bianche nel 2001 erano altissime, rispetto all’allora media, e si
sono in pratica azzerate in questa tornata (vedi
qui in dettaglio).
Il calo, o per meglio dire il crollo,
delle bianche è piuttosto generalizzato, con punte in Campania e
Puglia. Ma distribuito equamente in entrambi i tipi di
amministrazione.
Nella mia piccola inchiesta, ho verificato pure che il comune
pugliese che nel Broglio viene riportato a
0 schede bianche, cioè
San Nicola di Bari, in realtà è Sannicandro Garganico e lo
0
nella colonna schede bianche è frutto di un errore materiale: se si
ha la pazienza di fare i conti con la calcolatrice, si vede che le
schede bianche dovrebbero essere circa 167*.
Per cui , io per primo, accesso
sostenitore del broglio tentato da Berlusconi , non ho difficoltà ad
ammettere, l’assoluta infondatezza di queste affermazioni del libro.
L’autore dell’articolo però fa un
‘analisi molto parziale, in quanto estrapola un dato dal libro ed
esaminandolo fuori contesto.
Il libro parte dalle
numerose stranezze ed incongruenze inspiegabili, per fare una serie
di ipotesi. Anche se le possibili spiegazioni date dal libro sono
abbastanza fumose, le incongruenze e le stranezze rimangano tutte.
Che queste elezioni siano state
piuttosto strane, con risultati che danno da pensare lo dice lo
stesso Lussana, quando esamina il dato che le schede bianche al
Senato siano più che alla camera, nonostante gli elettori della
Camera siano molti di più.
Non dice che l'autore stesso del libro è
perplesso sulla sua teoria, dato che si rende conto che manipolare le
schede bianche nelle urne presupporrebbe un esercito di imbroglioni,
cosa davvero poco probabile. Ma se, come io ritengo, il
broglio è stato fatto a valle, cioè da chi raccoglieva i dati e non
nelle urne, ha poca importanza in quali comuni le schede bianche
siano diminuite.
Lussano
trova anche vergognoso che non si
siano potute ricontare le schede.
Come tutti quelli di destra anche
l’autore di questo articolo ha in enorme disprezzo le leggi della
Repubblica. Che prevedono il riconteggio delle schede, ma con
determinate regole.
In prima istanza la legge prevede si
possano ricontare solo lo schede contestate. Ciò è stato fatto. Il resto è
demandato alla giunta delle camera. Li si potranno ricontare
eventualmente tutte.
L’esempio del Messico non c’entra un tubo, dato che li le leggi
saranno diverse. O si vuole applicare le leggi di altri paesi, a
secondo della convenienza?
Nessuno nega la possibilità di
controlli, ma vanno fatti secondo le nostre leggi. Altrimenti le
elezioni diventerebbero virtuali, dato che ogni perdente
richiederebbe il controllo, con la sicura paralisi del paese. Ecco
perchè il legislatore ha previsto un limite alla possibilità di
ricontrollo. Mi pare ovvio oltre che giustificato.
Lussano cerca poi di insinuare il
sospetto, partendo dal maggior numero di bianche al Senato che, se
broglio c’è stato, questo semmai è stato compiuto dalla sinistra. Argomentando che i brogli si fanno
per vincere.
Vero, i brogli si fanno per vincere e
non per perdere, o rimontare solo una parte dello svantaggio. Ma ancora più vero
è che non si è
mai visto brogli fatti da un ' opposizione. Un
‘ opposizione cosi potente, che sarebbe in grado di compiere brogli,
nonostante le istituzioni, compreso il ministero dell’Interno, siano
in mano all’altra parte. Ben strana opposizione quella che, pur
essendo cosi forte e scaltra, non è maggioranza ma, appunto,
opposizione!!
L’autore dell’articolo sembra poi dimenticare che la tesi del libro
è chiara: Berlusconi
ci ha provato ma gli è andata male.
Per qualche
ragione, che il libro individua nell’intervento dei
Democristianoni ( cioè UDC + Pisanu),
il broglio è
risultato un tentato broglio,
perché il caimano è stato fermato.
Alla fine dell’articolo, poi viene citata una dichiarazione del sen. Manzione,
della margherita, membro della giunta delle lezioni, che dà una
spiegazione facile facile al crollo delle bianche o delle nulle:
«Ci
sono state meno schede bianche e meno schede nulle in queste
elezioni politiche per due motivi: perchè era più semplice votare e
perchè sono stati più convinti gli elettori del centrosinistra. Non
c'è stato proprio nessun broglio, ma semplicemente nel 2001 ci
furono più schede bianche perchè molti elettori del centrosinistra
decisero di votare comunque, non specificando la coalizione di
riferimento. Preferirono insomma optare per la scheda bianca,
anziché dare un voto deciso al centrosinistra. Stavolta, invece,
hanno votato più convintamente per noi e quindi ci sono state meno
schede bianche. Nessun broglio, nessun mistero».
Che Manzione abbia queste doti di
veggenza, è sorprendente. Da quello che mi risulta, l’elettore di
sinistra, in genere più politicizzato, è difficile che voti scheda
bianca. La mia tesi, non dimostrabile è sicuramente però più
probabile di quella di Manzione, indimostrabile anch'essa ed
oltretutto improbabile.
Ma quello che invece è sicuramente
sbagliato in queste affermazione è che le schede bianche siano
diminuite per la maggior semplicità del sistema elettorale.
Perché il sistema elettorale sarebbe più
semplice? Per la mancanza di preferenze? Ma queste mancano
dall’introduzione del maggioritario e dei collegi uninominali, cioè
dal 92, se ricordo bene. Per cui dove sarebbe la maggiore
semplicità? Ma anche nel caso fossero più semplici, questo avrebbe
inciso sulle nulle (che sono calate anche loro) e non sulle
bianche.
Infatti molte schede sono annullate
per errori dell'elettore. In un sistema più complesso la percentuale
di errori aumenta, quindi aumentano le schede nulle. In che modo
possa incidere sulle bianche che sono l'espressione di volontà, o
non volontà, dell'elettore, e non di errori dovrebbe esser spiegato.
In che modo la semplicità del sistema elettorale incide sulla
volontà dell'elettore? BOHHH!!
Infine se si usa la spiegazione della
maggior motivazione dell’elettorato, come fa la destra per spiegare
la rimonta, abbiamo già detto in più salse, che non è assolutamente
vero che ci sia stata una maggiore mobilitazione dell’elettorato,
cosa che spiegherebbe anche l’errore dei sondaggi. Come da più parti
è stato detto, gli elettori votanti non sono affatto aumentati, anzi
in valore assoluto sono diminuiti. L’errore (?) è nato perché questa
volta per la differenza del conteggio degli elettori all’estero.
Vedi il dettaglio.
giuseppe galluccio
23/8/06
I
dati che smontano il complotto della sinistra
di
Massimiliano Lussana
Da :
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=113212
–
(...) stai in linea. Li cerco sul
computer. Sentì smanettare. Lui come andava? «Ok, Stefano, ok».
«Guarda, forse ho trovato. Vuoi il raffronto con le elezioni del
2001?». «Sì». «Erano 800 in pratica, cinque anni fa. Per la
precisione 795. Il 2,94 per cento». «Che è la media delle schede
bianche nel Nord», disse Gigi. «Esatto. É più o meno la nostra
media». «E adesso?». «Ah. Adesso, non crederci, se non ti va, ma è
poco più dello zero per cento»“.
Ecco, visto che su questa roba ci si sta costruendo una campagna con
tanto di interrogazioni parlamentari, programmi Rai e interviste a
sondaggisti ex berlusconiani, vale la pena di fare qualche
precisazione. Facendo - anche se sappiamo che è una pratica desueta
- nè più, nè meno che i giornalisti. Partendo dal dato sulle schede
bianche a Imperia sul proporzionale per la Camera. Nel 2001 furono
effettivamente 795, il 2,94 per cento. Insomma, il Broglio su
qualche punto è documentato. Ma crolla immediatamente dopo, sul
«poco più dello zero per cento», visto che nel 2006 le schede
bianche a Imperia per la Camera sono state 217 pari allo 0,77 per
cento. Certo, un dato inferiore a quello del 2001, ma con un calo
assolutamente in linea, se non inferiore, alla media nazionale.
Ma c'è di più. Per fermarci alla Liguria, siamo andati a vedere i
dati di due Comuni capoluogo amministrati dal centrosinistra,
anzichè della Casa delle libertà. E i dati sono sorprendentemente
simili a quelli di Imperia, su cui si è voluto vergognosamente
aprire un caso. A Savona nel 2001, le schede bianche per la scheda
proporzionale alla Camera furono 979, pari al 2,1 per cento. Nel
2006, invece, 335, pari allo 0,77 per cento, la stessa identica
percentuale di Imperia. Nel broglio anche loro?
Andiamo avanti: comune di La Spezia, rosso antico, che più rosso non
si può. Nel 2001, alla Camera proporzionale, le schede bianche
furono 1627, pari al 2,28 per cento. Nel 2006, 442 bianche, lo 0,66
per cento. Una percentuale che, nel Broglio, «non credeteci se non
vi va», sarebbe definita «poco più dello zero per cento». Non basta?
Andiamo a Sarzana, che del rosso carminio applicato alla politica è
praticamente una definizione cromatica: nel 2001 (Camera
proporzionale) le bianche furono 327, il 2,15 per cento; nel 2006
sono scese a 104, cioè lo 0,69 per cento. Cioè meno che a Imperia.
Alla faccia dei brogli, del Broglio e dei loro cantori.
Alla faccia, ad esempio, di un'intervista rilasciata dal sondaggista
Luigi Crespi a Massimo Bordin di Radio radicale e ripresa dall'Ansa
con un «lancio» delle 12,17 del 22 giugno 2006, in cui Crespi
dichiarava: “«In alcuni comuni della Puglia, del Veneto e della
Sicilia orientale ad amministrazione Casa delle libertà le schede
bianche sono passate da 100 a 5. In comuni limitrofi, ma a guida
Unione, sono passate da 100 a 98». Lo stesso dato si è riscontrato
in Liguria orientale e occidentale: dove c'era la maggioranza CdL il
numero di bianche si è abbattuto, ma non è avvenuto lì dove era a
maggioranza centrosinistra“. Per rispondere a questa roba, bastano i
numeri che abbiamo citato.
Giusto per curiosità, sono andato a vedere anche alcuni Comuni rossi
fuori dalla nostra regione, ad esempio due paesi che amo, in
provincia di Ravenna: a Solarolo, il paese di Laura Pausini, Romagna
profonda, le bianche sono scese dalle 103 del 2001 alle 10 del 2006.
A Cervia, il secondo centro della provincia, città sul mare da cui
avremmo solo da imparare per la gestione turistica, le bianche sono
scese da 375 (1,89 per cento) a 145 (0,73 per cento).
Si potrebbe continuare per pagine, ma mi sembra che quello che ho
scritto smonti ampiamente la delirante idea di un broglio
organizzato da Silvio Berlusconi. Anzi, resto convintissimo che
controlli vadano fatti, ma non nella Casa, in casa d'altri.
Trovo vergognoso
che non si siano potute ricontare e ricontrollare le schede, come è
avvenuto ad esempio anche in Messico. Che paura si ha a ricontare?
Avrebbe dovuto essere anche interesse dell'Unione, per togliere ogni
velo alla sua vittoria.
E
allora, forse, vale la pena di farsi un viaggio attraverso alcune
dichiarazioni su tutta questa storia. Per esempio quella del
vicepresidente azzurro della Camera Giulio Tremonti:
«Il numero delle schede bianche alla
Camera è enormemente inferiore rispetto a quello del Senato. Quindi
è giusto chiedersi che cosa sia successo». Ora, premesso che al
Senato, in Italia, in numero di voti assoluti il centrodestra ha
vinto ampiamente, mentre alla Camera ha prevalso di poco l'Unione,
non è curiosa la circostanza denunciata da Tremonti? Cosa ne
facciamo, Il Broglio 2- La vendetta?
Così
come sono interessanti le segnalazioni del deputato azzurro Gregorio
Fontana, ligure d'adozione per la sua casa a Monterosso e la sua
collaborazione con Alfredo Biondi prima e Claudio Scajola poi di cui
è uno dei più validi dioscuri, che fa notare:
«É quantomeno curioso che proprio nelle
regioni dove il testa a testa fra le due coalizioni è stato più duro
le schede bianche sono diminute in maniera così sensibile. Ad
esempio, nella circoscrizione Campania 1 si è arrivati addirittura
all'86,5 per cento in meno di schede bianche e in Campania 2
all'80,49 per cento». O, ancora, agli interessanti conti dell'altro
azzurro - ora in prestito al gruppo post-democristian-repubblicano
del Senato - Giorgio Stracquadanio che precisa il sospetto di
Tremonti: «Il fatto che si registrino più schede bianche nelle
elezioni del Senato, quasi 480mila, rispetto alla Camera, 440mila, è
un'anomalia pressochè impossibile da spiegare, visto che sono ben
tre milioni e mezzo in più gli elettori della Camera dei deputati.
Chi sostiene che tutto questo sia normale presuppone due fatti
impossibili: che nessuno tra i tre milioni e mezzo di elettori con
meno di 25 anni abbia votato scheda bianca e che 40mila elettori
abbiano votato per la Camera e non per il Senato. Strano...».
Strano. Così come è strano che: 1) il responsabile organizzativo
diessino Maurizio Migliavacca ipotizzi eventuali denunce penali per
i brogli; 2) il deputato bertinottiano Augusto Rocchi senta puzza di
bruciato, così a pelle («Non ho prove e non ho elementi, ma qualcosa
non quadra»); 3) il capogruppo dell'Udeur a Montecitorio Mauro
Fabris spieghi che «l'Unione esce danneggiata dalla drastica
riduzione delle schede bianche e nulle»; 4) la margheritista ex Udc
Dorina Bianchi presenti un'interrogazione urgente a risposta scritta
al ministro dell'Interno perchè le spieghi se è vero quel che dice
il libro Il Broglio. Forse, tutti e quattro e i cantori del
broglio berlusconiano non si sono parlati con il senatore della
Margherita Roberto Manzione, componente della giunta per le elezioni
di Palazzo Madama, secondo il quale
«Ci sono state meno schede bianche e
meno schede nulle in queste elezioni politiche per due motivi:
perchè era più semplice votare e perchè sono stati più convinti gli
elettori del centrosinistra. Non c'è stato proprio nessun broglio,
ma semplicemente nel 2001 ci furono più schede bianche perchè molti
elettori del centrosinistra decisero di votare comunque, non
specificando la coalizione di riferimento. Preferirono insomma
optare per la scheda bianca, anziché dare un voto deciso al
centrosinistra. Stavolta, invece, hanno votato più convintamente per
noi e quindi ci sono state meno schede bianche. Nessun broglio,
nessun mistero».
E Il Broglio?
Forse, è interessante leggere una scritta minuscola, quasi
invisibile, posta all'inizio del romanzo che tanto sta facendo
sognare la sinistra, subito sotto il copyright di Aliberti editore:
«I fatti narrati non hanno, nelle intenzioni dell'autore,
alcun riferimento alla realtà, e rappresentano una divagazione di
fantasia dell'autore stesso che, in questo modo, non ha inteso in
alcun senso formulare una versione alternativa dei fatti, quanto
piuttosto redigere un romanzo di fantapolitica. I richiami nel
testo, a personaggi ed eventi recenti, vanno dunque separati dai
fatti di pura fantasia in esso narrati». Ma l'avranno letta 'sta
roba i fautori del complotto e dei brogli azzurri?
La verità, secondo noi, è che le schede vanno ricontate. E, a
pelle, e anche a giudicare da alcuni controlli a campione fatti qua
e là, se qualcuno ha vinto le elezioni senza averle vinte, questo va
cercato fra chi ha vinto, per l'appunto. Non fra chi ha perso.
Lo stesso carattere minuscolo di prima, nell'ultima pagina del
Broglio dice: «Possa un giorno Non tanto per il romanzo, ma per chi
gli dà credito. Un po' come quei bambini che fanno le puzzette a
scuola e poi strillano: «Maestra, qualcuno ha fatto una puzzetta!».
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