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L'arroganza del calcio

Ascoltavo ieri sera a Matrix una discussione sul calcio e gli ultimi episodi di violenza. In studio c'erano un colonnello della Ps Masucci mi pare si chiamasse, e il presidente del Napoli de Laurentis.

In collegamento c'erano il presidente del Verona e un giornalista mediaset, Piccinini mi pare. Oltre al solito sempre inutilmente sorridente Mentana.

Sono rimasto affascinato dalla serietà, pacatezza, chiarezza di esposizione del colonnello e in più della sua pazienza nel dialogare con dei tizi che o sono imbecilli o in completa malafede...o forse tutte e due.
La pacatezza e la competenza del colonnello stridevano con l'arroganza  e la vacuità dei due presidenti e di Piccinini.

Il quale, da bravo Berluscones era solo teso a sottolineare di quanto le TV ( e quindi il suo padrone) fossero stato buoni e comprensivi in questo frangente, perchè ci rimettevano soldi, mentre la colpa era di questo catastorifico governo e della incompetenza dei ministri interessati cioè Amato e Melandri che avevano perso dei provvedimenti che non stavano ne in cielo e ne in terra.

Il balletto dell'arroganza è continuato fino alla fine nonostante il colonnello, con pacatezza, e senza possibilità di equivoci spiegasse che le norme decise andavano incontro a precise richieste di sicurezza provenienti dalla Ps e che finalmente erano stati forniti strumenti adeguati.

Il colonnello spiega con chiarezza che l'adeguamento degli stadi alle specifiche tecniche era essenziale perchè tali modifiche sono funzionali a sottrarre le forze dell'ordine dal compito di fungere da barriera tra i tifosi: le barriere devono essere fisiche anche perchè, la contiguità con la polizia poteva finire per acuire attriti invece di disinnescare possibili violenze.

Piccinini e Mentana, non contenti, osservavano che aver portato la pena minima per la resistenza da 3 a 5 anni non cambiava poi molto. Invece fa la differenza,  perchè come spiega il colonnello con pene  fino a 3 anni non si va in carcere, se si è incensurati, con un minimo di 5 si finisce in galera e poi si vede. Questo fa la differenza eccome.

Da sbellicarsi dalle risate per gli interventi di De Laurentis, che sfioravano il surreale, pretendendo di spiegare il fenomeno calcio partendo dalla globalizzazione e dai problemi con la Cina.
Il colonnello alle varie rimostranze sull'inopportunità e l'ingiustizia di provvedimenti cosi drastici, faceva notare che fino ad ora con atteggiamenti "morbidi" non si era ottenuto niente e che le varie proroghe erano state usate come sanatorie  non per mettersi in regalo. Facendo anche notare che in due giorni pare  che a San Siro si siano fatti più progressi che non nei 18 mesi precedenti.

Il presidente del Palermo attaccava il governo,  chiedendo di essere chiamato al tavole delle decisioni. Ah si? In nome dell'assoluta mancanza di responsabilità dimostrata fino ad ora?

Di passaggio su costui c'è da chiedersi come mai un imprenditore settentrionale va rilevare una squadra di calcio siciliano, conoscendo i problemi di quella regione.

L'impressione ricavata dalla trasmissione non fa altre che confermare quanto ormai moltissimi, almeno quelli non appannati da quell'idiozia che si chiama tifo, hanno capito da tempo. Il mondo del calcio è lo specchio dello sfacelo del paese.

Un' incapacità assoluta di assunzione di responsabilità, una pochezza etica spaventosa, la prevalenza del denaro, degli affari, su qualunque altra cosa, anche della vita umana.

Nessuno che fa parte di quel grande carrozzone, aldilà delle affermazioni di circostanza ha posto l'accento sul fatto che di fronte alle domeniche trasformate in guerriglia urbana, di fronte alla violenza dilagante, di fronte alle ripetute moti, prendere dei provvedimenti seri era non solo doveroso ma sacrosanto.
L'idea che non si può morire per una partita e non si possono trasformare le città in territori di guerra viene detta, ma nessuno la sente davvero come una doverosa scelta.

Davvero la fame di calcio può giustificare qualunque cosa? E perchè io cittadino che ho rinunciato, al calcio, visto quello che è diventato, devo pagare di tasca mia per mantenere un assetto di guerra urbana?

Piccinini e Mentana e i vari presidenti se lo sono posti questo problema? Credo di no ovviamente.

Non hanno più alcuna credibilità. Gli ultimi scandali hanno confermato che il mondo del calcio pretende di essere zona franca, dove i falsi in bilanci sono la regola, come le truffe, i conflitti di interessi. Ora vorrebbero che anche la violenza fosse accettata come ineluttabile, e le morti come facenti parti di questo sistema, in maniera quasi fisiologica. Ovviamente scaricandone il peso e  sul resto del mondo civile.
Il fatto che la violenza e certe storture siano proprie anche del resto della società nulla cambia, perchè se per altri motivi è possibile comprendere e trovare, a limite, delle giustificazioni per il calcio siamo anche ai "futili motivi, e quindi assolutamente intollerabile.

Quanto ai presidenti di calcio, guardando i due a matrix mi viene da chiedere come sia possibile che tali personaggi abbiano avuto successo nel mondo dell'impresa. Più in generale credo che se loro vorranno avere una ruolo nelle decisioni da prendere dovranno dimostrare un senso di responsabilità finora mai avuto. Certo non nell'eleggere Matarrese, vecchio arnese della peggiore DC, in risposta alla richiesta di rinnovamento di un mondo la cui corruzione appariva intollerabile.

                

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