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Legalizzare la mafia sarà la regola del 2000

                                                                                     

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L'alcol e la droga

 

 

Tra le “droghe”  un posto d’onore lo merita di certo l’ alcol, che credo sia la droga in assoluto  più diffusa. L’alcol è presente in tutte le culture, a qualunque latitudine, con qualunque religione (anche dove è proibito come le nazioni Islamiche). Il suo uso risale alla notte dei tempi. Ad esempio della birra vi sono  tracce risalenti a 10.000 anni prima di Cristo, mentre la "nascita" del vino e' relativamente più recente e data intorno al 4.000 A.C.

L’alcol è il prodotto naturale della fermentazione dell’uva e di vari cereali. Ma anche di patate, palme, agave, canapa e molti altri vegetali.

E’ una sostanza fortemente psicoattiva, cioè una droga, uno stupefacente, o come lo volete chiamare, dato che il significato di droga è abbastanza vago.

Da’ dipendenza e la relativa sindrome di astinenza  è peggiore di quella degli oppiacei (1).

E’ una sostanza che provoca la morte sia per una possibile overdose, sia come effetti a medio lungo termine.

Dal  sito Saluteeuropea  leggiamo:

 

"Ogni anno in Italia circa 40mila persone muoiono a causa dell'alcol: vittime di cirrosi epatica, tumori, infarto emorragico, suicidi, aborti, omicidi, incidenti stradali, in casa e sul lavoro. In particolare, solo nel 2000 gli incidenti stradali hanno causato 8.000 decessi, 170.000 ricoveri, 600.000 prestazioni di pronto soccorso e 20.000 invalidità permanenti. Circa 200 giovani perdono la vita ogni anno a causa di un incidente stradale provocato dall'alcol, responsabile anche del 50% degli infortuni non mortali sulle strade. Questi alcuni tra i numeri di maggior impatto diffusi oggi a Roma dall'Istituto Superiore di Sanità, in occasione dell'Alchol Prevention Day - Mese di prevenzione alcologica".

Insomma l'alcol è una sostanza estremamente pericolosa, che provoca più danni della demonizzata Eroina, un numero di morti elevatissimo, conseguenze sociali enormi (2). Eppure nonostante questi pessimi requisiti  nonostante questi numeri che farebbero pensare alla necessità di bandirla è una sostanza perfettamente legale. Pubblicizzata a più non posso, tassata dallo Stato che ci guadagna grosse cifre.

Mi ritorna in mente la pubblicità di un liquore, il cui slogan è " Bevuto nelle peggiori bettole di Caracas!". Incredibile per la violenza e gli accostamenti che propone. sarebbe come se uno pubblicizzasse del Crack dicendo  "Quello usato dai peggiori assassini del Bronx!".

Facendo qualche paragone le anomalie, le incongruenze risaltano  ancora di più. L'eroina sostanza demonizzata, messa al bando, illegalissima, nel periodo di maggiore diffusione (ora il suo uso è in forte calo) è arrivata a provocare al massimo un migliaio di morti all'anno.

La Canapa invece  non ha mai provocato alcun decesso. Aldilà di qualche bugia, non è possibile rintracciare, in tutto il mondo,  un solo decesso dovuto ad essa. La scienza è concorde sull'innocuità di questa sostanza che non produce dipendenza (3). Studi relativamente recenti anzi,  dimostrano la sua efficacia terapeutica in numerose gravissime malattie

come la Sclerosi multipla. Efficace anche nella terapia palliativa dell'Aids. Molto efficace per ridurre gli effetti collaterali durante la  chemioterapia (4).

Eppure l'Eroina e la Canapa sono bandite, illegali, considerate pericolosissime mentre l'alcol è legale, accettato, pubblicizzato.

Se abusi di alcol si dice sorridendo che sei uno “che beve”, ma non  scatta la ripulsa sociale che scatta nei confronti di chi fa uso di Eroina o della “terribile” Canapa. Nel qual caso sei un tossico, uno sporco drogato. Ma se bevi, alla peggio vieni trattato come uno che ha bisogno di una mano.

Quante sono poi le persone che  sono alcolisti senza saperlo? Nel nord-est italiano, nelle zone fredde in genere  è diffusa l’abitudine di bere più di un grappino al giorno ”per difendersi dal freddo”. Cosi  i contadini meridionali è comune che a pranzo ed a cena ci si scoli una bottiglia di vino a testa, perchè "fa sangue"!

Ma nessuno di questi sarà considerato un drogato, perché nessuno di questi dovrà fare i conti con una sindrome di astinenza. Perchè potranno continuare a bere i propri grappini, o il proprio litrozzo, senza dovere mai sperimentare una violenta sindrome di astinenza. L'alcolista potrà tranquillamente  andare in un bar, al supermercato, in salumeria e comprare un bottiglia con pochi soldi. L'eroinomane o il fumatore sarà costretto all'illegalità con tutti i rischi del caso.
L'eroinomane  viene considerato un delinquente. Tutti, o quasi,  senza riflettere sono convinti dell'equazione eroina= delinquenza. ma se l'alcol fosse reso  illegale il suo prezzo salirebbe alle stelle, come è stato per le altre sostanze. In quel caso vedreste il pacifico contadino meridionale, o il simpatico montanaro bergamasco rubare, mentire, imbrogliare per procurarsi i soldi per il litrozzo o per il grappino. Siatene certi. Non è la droga che rende delinquenti, è la sua condizione di illegalità che spinge a delinquere per procurarsi i soldi necessari a soddisfare il bisogno.
 

L'alcol è socialmente accettato, anzi di più. Alle feste, ai party, ai matrimoni ed in tutte le occasioni si beve. Se durante un pranzo o una festa, di fronte all’offerta di un bicchiere (di vino o di whisky) ti rifiuti dicendo: “Sono astemio” vieni trattato con compatimento, qualche risolino, sguardi esterrefatti .

Molti si sentiranno in dovere di insistere, per riportare l’astemio sulla retta via. “Ma dai non sai che ti perdi”. "Un buon bicchiere ogni tanti ci vuole”. “Prova vedrai che ti tira su”.

Nessuno considererà queste frasi un tentato spaccio, un ‘istigazione a delinquere.

Se invece fumate un canna e ne offrite ad un altro siete uno spacciatore. Immaginatevi un eroinomane o un cocainomane che ad un droga party dica le stesse frasi, ma riferite a sostanze come eroina, cocaina, marijuana: “ Dai non sai che ti perdi”. “Prova vedrai che ti tira su”. “Una buona fumata (o sniffata, o pera) ogni tanto ci vuole".

Beh questo tipo verrebbe additato come il peggiore degli uomini. Schifosissimo verme che cerca di indurre gli altri al vizio.

Per l’alcol no però. L’alcol è accettato. La nostra cultura lo riconosce appieno e 'ffanculo le morti, gli incidenti ed i costi sociali.

Anzi l'alcol ha l'approvazione più alta, anzi altissima: il vino (che è alcol) è nientemeno che il sangue di Cristo, nell' Eucaristia cattolica. Se magari l'ostia fosse stata fatta con la Canapa ed al posto del vino ci fosse stata l'acqua era meglio!

Eppure anche l’alcol ha conosciuto il suo periodo nero (o d’oro) a seconda dei punti. Tra gli anni venti e trenta, negli Usa, ci fu un regime proibizionista, che moltiplicò l’alcolismo, e fece nascere ed ingrassare una malavita organizzata che pose su quello le basi della sua futura potenza.

Nonostante quella tragica esperienza, nessuno ha imparato che il proibizionismo crea più danni che benefici. O magari qualcuno ha imparato che proibire una sostanza che ha, o potrebbe avere, una  domanda forte o potenzialmente fortissima  è il modo migliore per aumentarne artificialmente il prezzo e per fare grandi profitti.

Quelli che sfruttano questi meccanismi di mercato, sono sostenuti da quelli che, anche in buonafede, sull'onda di un furore ideologico creano delle situazioni di inaccettabili ipocrisia.

Questi problemi andrebbero risolti basandosi sulle evidenze scinetifiche circa gli efftti delle varie sostanze e soprattutto con un criterio uniformi

 

giuseppe galluccio 9/1/07

è più drammatica di quella dell’

http://www.tossicodipendenza.org/disintossicazione-droghe/dipendenza_alcol.htm

 

 

 

(1) - In genere i sintomi di astinenza, in seguito alla brusca sospensione del bere, compaiono dopo 6 - 30 ore dall'ultima assunzione. La tipologia e l'intensità dei sintomi sono collegate al grado di assuefazione raggiunto. La cosiddetta Astinenza alcolica non complicata (AANC) ha inizio dopo 6 - 8 ore dall'ultima assunzione di alcol e la sua durata c proporzionale al precedente protrarsi della dipendenza. L'AANC può durare fino a una decina di giorni e si manifesta con disturbi gastrointestinali, ansia, tachicardia, ipertensione, tremori, irritabilità. L' Allucinosi alcolica (AA) può invece manifestarsi dopo 24 ore dalla sospensione del bere. Ai sintomi caratteristici dell'AANC in tal caso si aggiungono allucinazioni (visive e uditive) che conducono ad alterazioni comportamentali. Il terzo stadio di astinenza c il cosiddetto Delirio da astinenza alcolica (DAA) che può comparire a circa 48-72 ore dalla sospensione e che, oltre ai sintomi gia descritti, può comportare convulsioni di tipo epilettico. Tale situazione puo evolvere nel fenomeno conosciuto come Delirium Tremens, che si manifesta in alcolisti con una lunga storia di abuso. Il delirium consiste in una situazione di profonda confusione e disorientamento, con febbre, vivide allucinazioni (anche tattili), sudorazione, aumento della frequenza cardiaca, ipertensione. Situazioni del genere richiedono tempestiva assistenza medica in ambito ospedaliero, anche in considerazione dei rischi di arresto cardiaco. Da tenere inoltre presente che i sintomi di astinenza alcolica possono essere mascherati dal contestuale uso di benzodiazepine e manifestarsi dunque con ritardo, alla sospensione di queste ultime.

Tratto da : http://www.freecannabis.ch/Sindrome-di-astinenza-da-alcol.html

 

(2) -  L'alcol in Italia ha un fatturato annuo 12 miliardi di Euro, ma provoca anche danni sociali per 14 miliardi di Euro (malattie, incidenti,morti)

 

(3) -  Robert M. Julien - Droghe e farmaci psicoattivi - Ed Zanicchelli

 

(4) - per approfondimenti vedi Associazione per la Cannabis Terapeutica  (ACT)

 

 

                

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