Acqua in bottiglia: un problema ambientale di
portata mondiale
I consumatori spendono complessivamente
circa 100 miliardi di dollari all'anno per comprare l'acqua in
bottiglia, credendo, e spesso sbagliando, che sia migliore di quella
che esce dai rubinetti. Nel mondo, il consumo di acqua imbottigliata
e' arrivato a 155 miliardi di litri nel 2004, aumentando del 57% dal
1999.
"Anche nelle regioni in cui l'acqua del rubinetto e' potabile, la
domanda per l'acqua imbottigliata e' in aumento e ha come
conseguenza la produzione di immondizia inutile e il consumo di
enormi quantita' di energia", afferma la ricercatrice Emily Arnold,
dell'Earth Policy Institute. Anche se nella maggior parte dei paesi
del mondo, Europa e Stati Uniti compresi, vi sono piu' leggi
relative alla qualita' dell'acqua del rubinetto di quante ve ne
siano per l'acqua imbottigliata, l'acqua in bottiglia arriva a
costare anche 10.000 volte di piu'. A piu' di 10 dollari ogni 3,78
litri, negli Stati Uniti l'acqua in bottiglia e' piu' cara della
benzina.
"Senza dubbio poter disporre di acqua pulita e' essenziale per la
salute dell'intera popolazione mondiale", afferma la Arnold. "Ma
l'acqua imbottigliata non e' la risposta allo sviluppo mondiale, ne'
risolve i problemi di quel 1,1 miliardi di persone
a cui manca l'acqua potabile".
Per avere acqua piu' sicura e sistemi di trasporto piu' sostenibili
nel lungo periodo bisognerebbe migliorare e ingrandire gli impianti
gia' esistenti per il trattamento e l'igiene dell'acqua. "I membri
delle Nazioni Unite sono concordi nel voler dimezzare il numero di
persone che non ha accesso all'acqua potabile entro il 2015. Per
raggiungere lo scopo, si dovrebbero raddoppiare i 15 miliardi di
dollari spesi ogni anno per l'igiene e la fornitura dell'acqua.
Anche se questa cifra sembra smisurata, e' niente in confronto ai
100 miliardi di dollari che si spendono ogni anno per l'acqua
imbottigliata".
L'acqua del rubinetto ci arriva attraverso un'infrastruttura poco
dispendiosa a livello energetico, mentre l'acqua potabile viene
trasportata per lunghe distanze, spesso attraversa i confini
nazionali, con navi, treni, aerei e camion. Questo implica lo spreco
di enormi quantita' di combustibili fossili.
Ad esempio, solo nel 2004 un'industria di Helsinki ha spedito 1,4
milioni di bottiglie di acqua finlandese imbottigliata nell'Arabia
Saudita, con un viaggio di oltre 4.000 chilometri. E nonostante il
94% dell'acqua in bottiglia venduta negli Stati Uniti sia prodotto
internamente, molti americani importano l'acqua da posti lontani
9.000 chilometri, come le Fiji e altre remote nazioni, per
soddisfare la domanda di "acqua chic ed esotica", come dice la
Arnold.
I combustibili fossili vengono utilizzati anche per l'imballaggio
dell'acqua. La maggior parte delle bottiglie sono fatte di
polietilene tereftalato, una plastica che deriva dal petrolio
grezzo. "Costruire bottiglie per soddisfare il solo mercato
americano richiede piu' di 1,5 milioni di barili di petrolio
all'anno, abbastanza per fornire carburante a circa 100.000
automobili in un anno", nota la Arnold. E, una volta svuotata, la
bottiglia viene buttata. Secondo il Container Recycling Institute,
l'86% delle bottiglie di plastica per l'acqua usate negli Stati
Uniti diventa immondizia. Incenerire bottiglie usate genera
sottoprodotti tossici come il gas e le ceneri di cloro che
contengono metalli pesanti legati a un elevato numero di problemi di
salute degli uomini e degli animali.
Neanche sotterrare le bottiglie di plastica e' una soluzione. Le
bottiglie sotterrate, infatti, possono impiegare anche 1.000 anni
per sciogliersi nel terreno. In tutto il mondo, circa 2,7 milioni di
tonnellate di plastica vengono usate per imbottigliare l'acqua ogni
anno. Nel 2004 gli Stati Uniti hanno esportato quasi il 40% delle
bottiglie da riciclare in destinazioni lontane come la Cina,
sprecando altro combustibile.
Nel frattempo si rischia anche che le fonti si asciughino. Piu' di
cinquanta villaggi indiani soffrono per la carenza del prezioso
liquido da quando la Coca-Cola Corporation di Dasani ha cominciato a
estrarre l'acqua per imbottigliarla. Problemi simili si sono
riscontrati in Texas e nella regione dei Grandi Laghi nell'America
del Nord, dove gli agricoltori, i pescatori e altre persone la cui
vita dipende dall'acqua hanno gravi problemi causati dall'estrazione
intensiva dell'acqua, che fa diminuire velocemente il livello delle
falde.
Il maggior consumo pro capite di acqua imbottigliata si registra
negli Stati Uniti, ma gli aumenti piu' rapidi di consumi si hanno
nei paesi ad alta densita' di popolazione come il Messico, l'India e
la Cina. In totale il consumo di acqua imbottigliata in India e'
triplicato dal 1999 al 2004, in Cina e' raddoppiato.
Mentre gli utili delle industrie private che derivano dalle vendite
di acqua imbottigliata di dubbia qualita' - che consistono in oltre
100 miliardi di dollari all'anno e sono in aumento - i sistemi
municipali, che non creano sprechi energetici e sono gia'
controllati, dovrebbero essere implementati per la distribuzione di
acqua potabile a poco prezzo a tutti i popoli del mondo.
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